Moses Itauma tornerà sul ring a gennaio, con l’obiettivo di rilanciarsi subito dopo la prima sconfitta della sua carriera e riprendere la corsa ai vertici dei pesi massimi.
Ad annunciarlo è stato Frank Warren, patron di Queensberry Promotions, spiegando che il 21enne britannico rientrerà contro un avversario conosciuto. L’idea è quella di rimetterlo rapidamente nel giro che conta dopo il ko subito ad agosto contro Filip Hrgovic.
In quel match, Itauma aveva controllato con autorità la prima metà dell’incontro, salvo poi calare alla distanza. Hrgovic ha così cambiato l’inerzia del combattimento fino a ottenere lo stop al nono round e conquistare il titolo mondiale IBF vacante.
Il piano per il ritorno di Itauma
Warren ha confermato che il ritorno è previsto all’inizio del 2026, salvo un eventuale anticipo: “Moses tornerà a gennaio, se non prima, ma gennaio sembra la data più probabile”.
Il promoter ha anche rivelato che Itauma avrebbe voluto una rivincita immediata con Hrgovic, ma non è stato possibile organizzarla perché il croato è atteso da Frank Sanchez, che aveva accettato di farsi da parte.
“Vorrei che Moses affrontasse subito un nome importante. Voglio chiudere questo match così che possa concentrarsi su ciò che vuole fare, cioè vincere un titolo mondiale”, ha dichiarato Warren.
L’obiettivo è farlo combattere il prima possibile, perché il pugile vuole rientrare nel mix e avere un ruolo negli sviluppi più importanti della prossima stagione nei pesi massimi.
Scenario pesi massimi: quattro cinture nel mirino
Secondo Warren, il 2026 sarà un anno chiave per definire le gerarchie della categoria regina. Nei suoi piani ci sono una serie di incontri che coinvolgeranno nomi come Daniel Dubois, Fabio Wardley, Filip Hrgovic e Agit Kabayel, in una corsa destinata a chiarire chi sarà il numero uno dei massimi.
Il quadro, nelle intenzioni del promoter, dovrebbe portare entro la fine del prossimo anno a un pugile in possesso di tutte e quattro le cinture mondiali. Per questo Warren vuole reinserire Itauma il prima possibile in questo percorso.
“Avremo una serie incredibile di incontri nei pesi massimi, che porterà qualcuno a detenere tutte e quattro le cinture entro la fine del prossimo anno. Non ci sono problemi a organizzare i match tra questi pugili, perché tutti vogliono le quattro cinture. Questi incontri si faranno”, ha detto.
Cosa significa questa ripartenza per Itauma
Per Itauma, il rientro di gennaio rappresenta un passaggio delicato ma importante. La sconfitta con Hrgovic ha interrotto la sua ascesa, ma non ha cancellato le ambizioni che lo accompagnano nella divisione dei pesi massimi.
Il progetto resta chiaro: ricostruire con un avversario di profilo, ritrovare ritmo e fiducia e tornare a candidarsi tra i nomi più rilevanti della categoria. Warren, infatti, vuole che il giovane peso massimo sia coinvolto nel gruppo di pugili che nei prossimi mesi si giocherà la leadership della divisione.
Dubois-Wardley II e gli altri incastri della divisione
Nel frattempo, Daniel Dubois e Fabio Wardley si affronteranno sabato alla O2 Arena nella rivincita del loro primo incontro disputato a maggio, un match durato 11 round durissimi e candidato a combattimento dell’anno.
Nel primo confronto Wardley era stato salvato dall’arbitro Howard Foster, mentre Dubois aveva conquistato il titolo WBO ed è ora considerato favorito per confermarsi nel secondo episodio.
Nel contratto non è prevista una clausola di rivincita, ma Warren è convinto che, in caso di sorpresa firmata Wardley, si arriverebbe comunque a un terzo incontro decisivo.
“Sono entrambi nel pieno della carriera. Il primo match è stato grandioso e rifarlo dopo appena pochi mesi è qualcosa di molto insolito. Tutti si aspettano un’altra battaglia incredibile tra loro due. E una cosa è sicura: non arriverà ai punti”, ha concluso Warren.
Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano con struttura più fluida e giornalistica; paragrafi ampliati sul contesto dei pesi massimi, sul significato del ko con Hrgovic e sulle prossime tappe della divisione; eliminate ripetizioni e periodi troppo lunghi, mantenendo invariati fatti, nomi, numeri e citazioni.




