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Most Valuable Promotions risponde alla causa da 10 milioni di dollari presentata dalla leggenda del pugilato femminile Heather Hardy

Most Valuable Promotions replica alla causa da 10 milioni di Heather Hardy sul rematch con Amanda Serrano e difende la regolarità del match del 2023.

Redazione··3 min di lettura
Jake Pauls Most Valuable Promotions respond to $10 million lawsuit filed by boxing legend Heather Hardy

Most Valuable Promotions, la società di promozione pugilistica legata a Jake Paul, ha risposto ufficialmente alla causa da 10 milioni di dollari intentata dall’ex campionessa del mondo Heather Hardy, figura storica del pugilato femminile.

La vicenda ruota attorno alla rivincita tra Hardy e Amanda Serrano, andata in scena il 5 agosto 2023 nel sottoclou principale dell’evento con Jake Paul e Nate Diaz. Per Hardy, all’epoca 41enne, si trattò del compenso più alto della carriera. Il primo confronto tra le due, disputato nel 2019, si era invece concluso con una netta vittoria di Serrano, capace di dominare l’incontro dopo aver messo subito in difficoltà la connazionale newyorkese.

All’epoca della rivincita, Hardy aveva parlato di quell’opportunità come di qualcosa che andava “oltre il pugilato e oltre la sorellanza”, in dichiarazioni rilasciate a ESPN. Oggi però, secondo quanto riportato nella denuncia ottenuta da Uncrowned, l’ex campionessa sostiene che quell’incontro non avrebbe mai dovuto essere organizzato.

Nella causa depositata nei giorni scorsi, viene sostenuto che Lou DiBella, promotore di Heather Hardy in quel periodo, avrebbe deciso di prendere le distanze dal rematch Serrano-Hardy 2023 per timori legati alla sicurezza della pugile, considerate le conseguenze fisiche accumulate nel corso degli anni. La denuncia aggiunge inoltre che anche allenatori e persone vicine alla pugile si sarebbero opposti al match.

Secondo l’accusa, MVP avrebbe ignorato la posizione di DiBella e avrebbe approfittato delle difficoltà economiche di Hardy pur di confermare il combattimento. Una decisione che, sempre secondo il contenuto della causa, avrebbe provocato alla 44enne un danno cerebrale permanente.

Dopo le prime indiscrezioni pubblicate da Bloody Elbow, Most Valuable Promotions ha diffuso una nota ufficiale per replicare alle accuse. La società ha dichiarato di nutrire “grande rispetto per Heather Hardy”, aggiungendo di riconoscere “la difficoltà della sua situazione” e di augurarle di ricevere “le cure e il supporto che merita”.

Nella stessa dichiarazione, MVP ha precisato che la partecipazione di Hardy alla riunione del 5 agosto 2023 sarebbe stata concordata attraverso il suo promotore Lou DiBella, che avrebbe formalizzato il contratto per il match. La società ha inoltre ricordato che la pugile aveva espresso pubblicamente gratitudine per l’opportunità ricevuta, sia prima sia dopo il combattimento.

MVP ha poi sottolineato di aver seguito tutti i protocolli previsti per l’evento, evidenziando come Hardy fosse stata dichiarata idonea a combattere dalla commissione atletica competente. Secondo la versione della promotion, il match si sarebbe quindi svolto sotto l’autorità e la supervisione della commissione, nel rispetto dei consueti standard medici e di sicurezza.

Infine, la compagnia ha ribadito il proprio impegno per la tutela degli atleti: “MVP resta impegnata nella sicurezza dei pugili e nel supporto agli atleti che competono nei nostri eventi, nel pieno rispetto degli standard imposti dalle commissioni”.

La vicenda potrebbe ora aprire un caso delicato non solo sul piano legale, ma anche su quello etico e sportivo. Al centro restano i temi della sicurezza dei pugili, delle responsabilità dei promoter e dei controlli medici nei match ad alto rischio, soprattutto quando coinvolgono atleti con carriere lunghe e logoranti alle spalle.

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