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Oleksandr Usyk punta a due super sfide per il suo “last dance”

Oleksandr Usyk avrebbe in mente due grandi nomi per il finale di carriera: Tyson Fury per la trilogia o David Benavidez per una sfida ad alto rischio.

Redazione··3 min di lettura
Oleksandr Usyk Reportedly Targeting Two Blockbuster Opponents for His 'Last Dance'

Oleksandr Usyk punta a due super sfide per il suo “last dance”, l’ultimo tratto di una carriera che lo ha consacrato come uno dei migliori pesi massimi della sua epoca. In un panorama in cui le cinture cambiano spesso proprietario e i regni dominanti sono sempre più rari, l’ucraino si è costruito una legacy difficilmente attaccabile: ha affrontato tutti, sfidanti obbligatori compresi, lasciando ben pochi argomenti ai critici.

Fin dal quinto incontro da professionista, Usyk ha avuto una cintura in bacheca, a partire dal titolo ad interim WBO Intercontinental dei pesi cruiser. Vincere titoli è sempre stato parte centrale del suo percorso, ma con il passare degli anni il suo obiettivo è diventato soprattutto difenderli e consolidare il proprio posto ai vertici del pugilato mondiale.

Ora però, con la parte finale della sua carriera ormai all’orizzonte, Usyk avrebbe scelto una strada diversa. Dopo anni trascorsi tra obblighi, mandatorie e dinamiche imposte dagli enti, l’ex campione indiscusso avrebbe deciso di liberarsi da quel sistema, lasciando vacanti tutte le sue cinture dei pesi massimi.

Una scelta per liberarsi dalla politica delle sigle

La decisione di rinunciare ai titoli gli consentirebbe di non dipendere più dalle richieste delle grandi federazioni — IBF, WBA, WBO e WBC — e di pianificare in autonomia il finale della propria avventura sul ring. Secondo quanto riportato da Mike Coppinger di Ring Magazine, dietro questa mossa ci sarebbe una strategia precisa.

Coppinger sostiene che ci sia una ragione chiara per cui Usyk ha lasciato vacanti le quattro cinture dei pesi massimi: entrando nella fase della carriera che dovrebbe portarlo fino ai 41 anni, il campione di Ring Magazine starebbe puntando a due avversari di massimo richiamo. Le opzioni considerate praticabili sarebbero una trilogia con Tyson Fury, a condizione che Fury batta Anthony Joshua, oppure una sfida con David Benavidez.

Tyson Fury resta un nome enorme, anche dopo due sconfitte

Usyk e Fury si sono già affrontati due volte, e in entrambe le occasioni è stato l’ucraino a imporsi. Per questo la prospettiva di un terzo capitolo potrebbe sorprendere sul piano sportivo puro. Tuttavia, il richiamo commerciale di Fury resterebbe enorme, soprattutto se riuscisse prima a superare Anthony Joshua.

In questo scenario, l’attenzione mediatica attorno al nome di Fury potrebbe tradursi in numeri eccezionali sul fronte delle vendite e dello streaming, trasformando la trilogia in uno degli eventi economicamente più rilevanti possibili per l’addio di Usyk. Il testo originale sottolinea inoltre come Fury sia stato un avversario gestibile per l’ucraino, senza una pressione costante e prolungata nel corso del match.

L’alternativa Benavidez: pressione, gioventù e rischio tecnico

Se Fury rappresenta il grande richiamo commerciale, David Benavidez viene descritto come il suo opposto sotto il profilo stilistico. Benavidez è un pugile basato sulla pressione: chiude gli spazi, accorcia il ring, travolge l’avversario con volume e continuità, e prova a colpire finché l’altro non cede.

Uno stile del genere potrebbe creare problemi a Usyk, anche perché Benavidez è più giovane di oltre un decennio e viene indicato come molto più agile. Allo stesso tempo, il testo evidenzia anche l’altro lato della medaglia: Benavidez potrebbe non aver mai affrontato un peso massimo con l’intelligenza pugilistica, la lettura del ring e la consapevolezza generale di Usyk.

Cosa significa questa scelta per il finale di carriera

Lasciando andare i suoi titoli, Usyk avrebbe di fatto scambiato le cinture con la libertà. Non sarebbe più costretto a inseguire scadenze federali e potrebbe scegliere personalmente come e contro chi chiudere la propria carriera. È una mossa che cambia il senso della sua fase finale: non più la semplice difesa del proprio status, ma la ricerca di un ultimo grande palcoscenico.

Oltre all’aspetto sportivo, c’è naturalmente quello economico. Un confronto con Fury o Benavidez potrebbe garantirgli uno dei compensi più alti della sua carriera, soprattutto nel caso in cui il progetto ricevesse il sostegno di Turki Alalshikh.

In sintesi, il piano delineato porta in una direzione chiara: Usyk vuole un’uscita di scena alle sue condizioni, con un ultimo grande evento capace di unire prestigio, interesse globale e ricaduta economica. I due nomi emersi sono Tyson Fury e David Benavidez, due avversari molto diversi tra loro ma entrambi in grado di definire il suo possibile “last dance”.

Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano giornalistico; struttura riorganizzata con sottotitoli più chiari; periodi semplificati e ampliati per migliorare leggibilità e contesto; eliminate ripetizioni; mantenuti invariati fatti, nomi e significato dell’articolo originale.

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