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Oscar De La Hoya spiega perché non ha partecipato a Ryan Garcia-Conor Benn

Oscar De La Hoya spiega perché ha disertato Ryan Garcia-Conor Benn e accusa Zuffa Boxing di una gestione poco professionale dell’evento.

Redazione··3 min di lettura
Oscar De La Hoya explains why he refused to attend Ryan Garcia-Conor Benn

Oscar De La Hoya ha spiegato i motivi della sua assenza all’evento Ryan Garcia-Conor Benn, andato in scena a Las Vegas il 12 settembre. Il capo della Golden Boy, promotore di Garcia e ancora legato al pugile in questa veste, avrebbe dovuto essere presente alla serata. Invece non si è visto né durante il match né nella fase di avvicinamento.

Secondo alcune indiscrezioni, a De La Hoya sarebbero stati negati gli accrediti da Zuffa Boxing, l’organizzazione che ha allestito l’evento. La riunione, pur essendo ufficialmente una co-promozione con Golden Boy per via della presenza di Garcia e di altri pugili della scuderia, è stata però gestita da Zuffa. I rapporti tra De La Hoya e Dana White, numero uno di Zuffa Boxing, sono tesi da anni, e questo contesto aiuta a capire il clima che circondava la serata.

"Non avevo intenzione di presentarmi per essere umiliato", ha dichiarato De La Hoya a FightHype. "Era un evento di Zuffa. Un evento di Zuffa. Un evento di Turki. Ma diciamo solo che sono contento di non esserci andato, perché stavano per incastrarmi. Sarebbe stato imbarazzante. Avrebbe creato distrazioni. Sarebbe stato un caos."

Le parole dell’ex campione lasciano intendere che la sua decisione non sia stata soltanto una scelta personale, ma anche una presa di posizione rispetto a un’organizzazione che, a suo dire, non avrebbe trattato in modo corretto lui e il suo team. De La Hoya ha infatti raccontato di aver ricevuto lamentele dal proprio personale sul trattamento riservato durante l’evento.

"I miei collaboratori si lamentavano di come venivano trattati e del fatto che l’evento non fosse professionale. È stato brutto", ha aggiunto. "Come si fa a mettere Alexis Rocha contro Jose Ramirez come secondo incontro della serata? Hanno combattuto alle 14, giusto? Che imbarazzo per i pugili, e quanto può danneggiare la loro reputazione. Mettere due pugili di livello mondiale all’inizio della serata non è professionale."

De La Hoya si è spinto oltre, sostenendo che la scelta dell’ordine dei match fosse deliberata. "Assolutamente, credo di sì. ‘Oh, quelli sono i pugili di Oscar, sono della Golden Boy. Mettiamoli per primi così nessuno li vedrà’. Assolutamente. Non sono nato ieri. So come funzionano queste cose."

Il nodo centrale della polemica riguarda quindi non solo l’assenza del promoter, ma anche la gestione complessiva della riunione. In eventi di alto profilo, la collocazione nel programma può incidere sulla visibilità dei pugili e sulla percezione del loro valore. Per questo De La Hoya ha interpretato quella scelta come un segnale preciso nei confronti della sua scuderia.

Per Golden Boy, il caso aggiunge tensione a un rapporto già complicato con Zuffa Boxing. Per Ryan Garcia, invece, la situazione conferma come il suo nome resti al centro di eventi molto esposti mediaticamente, anche quando attorno al ring si sviluppano contrasti tra organizzatori e promoter. Le dichiarazioni di De La Hoya, infine, rendono ancora più evidente la frattura con Dana White e con la struttura che ha gestito la serata di Las Vegas.

Modifiche apportate: ho tradotto e riscritto integralmente il testo in italiano giornalistico, eliminato i blocchi ripetuti e i contenuti promozionali non pertinenti, riorganizzato le informazioni in modo più chiaro e aggiunto contesto utile già ricavabile dal testo originale, senza introdurre dettagli non verificati.

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