Il rientro di Moses Itauma a gennaio dovrà essere costruito con attenzione, ma senza scegliere un avversario troppo morbido. Dopo la sconfitta subita contro Filip Hrgovic, l’obiettivo non può essere semplicemente tornare a vincere: serve un match utile a verificare e correggere i limiti emersi nell’ultimo incontro.
Frank Warren ha confermato i piani per il ritorno sul ring del giovane peso massimo, anche se non ha ancora indicato il nome dell’avversario. “We told him to just have a little bit of a break and then, as I say, we’ll get back into it in January 2027,” ha dichiarato Warren a talkSPORT.
La scelta del rivale, però, è il vero nodo. Itauma ha bisogno di ricostruire fiducia dopo la prima sconfitta della carriera, ma tornare contro un avversario chiaramente inferiore, come accaduto in diverse tappe della sua crescita, rischierebbe di lasciare senza risposta le stesse domande emerse nel match con Hrgovic.
Hrgovic ha mostrato i punti deboli di Itauma
Contro Filip Hrgovic sono emersi problemi precisi: tenuta atletica, gestione del ritmo e lucidità sotto pressione. Itauma non è apparso a suo agio quando ha dovuto incassare colpi, e ha combattuto con un volume offensivo difficile da sostenere a lungo. Quando le energie sono calate, è rimasto soprattutto il suo carattere a tenerlo in piedi.
Warren ha sottolineato proprio questo aspetto: “His work rate was tremendous for eight rounds. I mean, he just did not stop throwing punches. He showed, even though he ran out of gas, he showed he’s got a big heart, and he showed he’s got a good chin. He took some big shots.”
Il mento solido è certamente una qualità importante nei pesi massimi, ma da solo non basta. Itauma deve imparare a reagire meglio ai colpi subiti senza consumare troppe energie, a restare più calmo nelle fasi difficili e a selezionare con maggiore precisione gli attacchi. Non ogni round deve necessariamente finire con l’avversario al tappeto.
David Adeleye, Guido Vianello o Frank Sanchez: tre opzioni credibili
Tra i nomi considerati come possibili avversari, David Adeleye e Guido Vianello sarebbero soluzioni interessanti perché potrebbero offrire a Itauma più resistenza e più domande rispetto a un classico rivale da rientro. Entrambi salirebbero sul ring con ambizioni proprie e costringerebbero il britannico a rispettare ciò che può arrivare di rimessa dopo ogni attacco.
Frank Sanchez rappresenterebbe invece l’opzione più ambiziosa. Le sue qualità pugilistiche potrebbero obbligare Itauma a mostrare pazienza, costruzione dell’azione e capacità di creare aperture, invece di affidarsi soltanto alla pressione costante. Resta però un’ipotesi complicata, considerando la sua attesa opportunità al titolo IBF. In ogni caso, si tratta di nomi proposti e non di avversari annunciati ufficialmente da Warren.
Il contesto: ricostruire senza tornare indietro
Nel pugilato dei pesi massimi, ogni passaggio pesa in modo particolare, soprattutto dopo una prima sconfitta. Itauma ha soltanto 21 anni e un rientro immediato contro un avversario di vertice potrebbe essere prematuro. Allo stesso tempo, abbassare troppo il livello, scegliendo un britannico di seconda fascia o un veterano ormai in calo, rischierebbe di produrre un altro KO rapido senza vero valore tecnico.
La sfida, quindi, sta nel trovare il giusto equilibrio: un rivale abbastanza competitivo da testare i progressi, ma non così superiore da trasformare il ritorno in un altro esame eccessivo. Per un pugile giovane e ancora in evoluzione, questa scelta può incidere in modo decisivo sul percorso successivo.
Ben Davison resta al suo angolo
Itauma continuerà a lavorare con Ben Davison, e proprio per questo il match di gennaio avrà un significato importante anche sul piano tecnico. Il prossimo incontro dovrà mostrare se il lavoro svolto in palestra avrà prodotto miglioramenti reali nella gestione delle energie, nella calma tattica e nella capacità di restare efficace quando l’avversario assorbe la sua potenza e risponde al fuoco.
Gennaio, in questo senso, non servirà soltanto a capire se Itauma può tornare alla vittoria. Dovrà soprattutto dire se è in grado di restare composto, lucido e produttivo anche quando il match non prende subito la direzione da lui desiderata.




