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Vasiliy Lomachenko prepara il ritorno a novembre: il vero esame sarà a 130 libbre

Lomachenko punta al rientro a novembre a 130 libbre: prima dei titoli, l’ucraino dovrà dimostrare di avere ancora gambe, ritmo e peso.

Redazione··3 min di lettura
Vasiliy Lomachenkos November Return Tests His Legs

Il ritorno di Vasiliy Lomachenko è sempre più vicino, ma prima ancora di parlare di titoli mondiali ci sono due interrogativi da sciogliere. Il ritorno di Vasiliy Lomachenko a novembre, infatti, sarà soprattutto una prova fisica e tecnica: capire se il fuoriclasse ucraino, oggi 38enne, riuscirà ancora a competere con efficacia a 130 libbre dopo due anni e mezzo di inattività.

Secondo quanto riportato dal telecronista Brian Custer dopo un colloquio con il pugile in Porto Rico, Lomachenko avrebbe pianificato di tornare sul ring a novembre nella categoria dei superpiuma. Al momento, però, non sono stati ancora annunciati né l’avversario, né la data ufficiale, né la sede del match.

L’ultimo incontro disputato da Lomachenko risale a maggio 2024, quando fermò George Kambosos Jr. all’11° round nella categoria dei leggeri. In seguito arrivò il ritiro, ma ora l’ex campione mondiale in più divisioni sembra intenzionato a rimettersi in gioco proprio nel peso dove, nel 2017, costrinse Guillermo Rigondeaux al ritiro sullo sgabello in uno dei successi più significativi della sua carriera.

Sulla carta, scendere di cinque libbre potrebbe sembrare un dettaglio marginale. In realtà, a 38 anni e dopo aver trascorso gran parte della fase finale della carriera tra i leggeri, tornare a fare il peso dei superpiuma rappresenta un test delicatissimo. Lomachenko ha costruito la sua grandezza su rapidità di gambe, cambi d’angolo continui, pivot improvvisi e straordinaria mobilità. La bilancia dirà se potrà davvero rientrare a 130 libbre; il ring, invece, dirà quanto il taglio di peso e il lungo stop abbiano inciso sulle sue gambe, cioè sull’elemento più importante del suo pugilato.

Il calendario, intanto, rende di fatto impossibile un incrocio immediato a novembre contro il vincitore della sfida tra Emanuel Navarrete e O’Shaquie Foster. I due si affronteranno il 24 ottobre in un match di unificazione da tre cinture, e i tempi sarebbero troppo stretti per pensare a un recupero rapido del vincitore in vista di un eventuale confronto con Lomachenko poche settimane più tardi.

Per questo motivo, la strada più realistica porta a un avversario di rientro separato, utile soprattutto per valutare la tenuta atletica dell’ucraino. Anche in prospettiva, però, il cammino verso una chance iridata non appare immediato. Charly Suarez resta infatti un passaggio chiave nello scenario WBO: l’organizzazione ha approvato Navarrete-Foster a condizione che il vincitore difenda contro lo sfidante obbligatorio entro 180 giorni, e Suarez è da tempo in attesa della sua opportunità mentre Lomachenko è rimasto fuori dal ring.

Un primo avversario abbordabile permetterebbe a Lomachenko di rispondere alle domande più urgenti: può ancora fare 130 libbre senza svuotarsi? Può ritrovare ritmo, intensità e soprattutto mobilità dopo una pausa così lunga? Sarebbe però prematuro considerarlo già pronto per la pressione costante di Navarrete o per il pugilato di rimessa di Foster.

In definitiva, tutto ruota attorno a un aspetto preciso: le gambe. Se il vecchio footwork di Lomachenko dovesse riapparire con la brillantezza dei giorni migliori, allora il discorso mondiale potrebbe riaprirsi rapidamente. Prima, però, c’è novembre. Ed è lì che il campione ucraino dovrà dimostrare di avere ancora abbastanza benzina per un nuovo assalto ai vertici.

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