Ryan Garcia avrebbe voluto Oscar De La Hoya al suo fianco nel momento più scenografico della serata, il walkout verso il ring. Ma alla T-Mobile Arena di Las Vegas, prima della sfida con Conor Benn, l’icona messicano-americana non si è vista: un’assenza che ha alimentato domande, delusione e, nelle ore successive, una spiegazione ufficiale da parte dell’entourage di Golden Boy Promotions.
Garcia ha messo in palio il titolo WBC dei pesi welter contro Benn nel main event di una card Zuffa Boxing andata in scena il 12 settembre, nel pieno del weekend dedicato all’Indipendenza messicana. Un contesto altamente simbolico per il pugile californiano, che sperava di trasformare l’ingresso sul ring in un omaggio alla tradizione pugilistica messicana e messicano-americana.
Dopo la vittoria per knockout al secondo round su Benn, Garcia non ha nascosto un velo di amarezza per l’assenza di De La Hoya. «Pensavo che sarebbe stato qui», ha dichiarato nel post-fight. «In realtà gli avevo chiesto di accompagnarmi nel walkout. Pensavo che sarebbe stato iconico. Tutti mi chiedevano dove fosse».
Secondo Jane Murcia, dirigente di Golden Boy Promotions, dietro il mancato incontro non ci sarebbe stato alcuno sgarbo, ma un semplice equivoco maturato nel giorno del combattimento. Murcia ha spiegato su X che Garcia aveva inizialmente invitato De La Hoya a uscire con lui insieme a un’altra leggenda del pugilato messicano, Julio César Chávez Sr. La presenza dei due campioni sarebbe stata la grande sorpresa anticipata dallo stesso De La Hoya sui social.
La situazione, però, sarebbe cambiata nella mattinata del match. «Voglio chiarire questa cosa perché sembra esserci confusione e mi rattrista pensare che Ryan creda che Oscar non volesse accompagnarlo», ha scritto Murcia. «Sì, Ryan aveva invitato Oscar a fare il walkout con lui insieme a Julio César Chávez Sr. Ma la mattina dell’incontro abbiamo ricevuto una chiamata dal team di Ryan: ci è stato detto che aveva cambiato idea e che non voleva più ODLH al suo fianco. Ci è stato comunicato che preferiva uscire con Rey Mysterio e Barrera».
Alla fine Garcia si è presentato al pubblico accompagnato da Marco Antonio Barrera e dalla leggenda WWE Rey Mysterio, due figure comunque capaci di infiammare l’atmosfera di Las Vegas. Tuttavia, l’assenza di De La Hoya ha inevitabilmente rubato una parte della scena, soprattutto considerando il rapporto complesso ma centrale tra Garcia e Golden Boy Promotions negli ultimi anni.
Il caso, almeno secondo la versione di Golden Boy, sarebbe dunque il risultato di una comunicazione poco chiara tra le parti e non di una scelta polemica di De La Hoya. Resta però il fatto che Garcia si aspettava un momento di forte impatto emotivo e mediatico, con il “Golden Boy” al suo fianco in una notte costruita anche attorno all’orgoglio latino.
Sul ring, in ogni caso, Garcia ha risposto nel modo più netto: una prestazione esplosiva, chiusa rapidamente contro Conor Benn, che gli ha permesso di conservare la cintura WBC dei welter e di rilanciare con forza il proprio nome nel panorama internazionale. Fuori dal ring, invece, il mancato walkout con De La Hoya resta il piccolo giallo di una serata comunque trionfale.




