Sebastian Fundora si presenta con fiducia al prossimo impegno, ma senza commettere l’errore di prendere alla leggera Ermal Hadribeaj. Il campione WBC dei super welter sa di partire favorito, però ha imparato che nel pugilato, soprattutto a questo livello, il rispetto per ogni avversario non è mai negoziabile.
Fundora continua a essere una figura fuori dal comune nella categoria dei 154 libbre. Con i suoi sei piedi e sei pollici di altezza, possiede caratteristiche fisiche rarissime per un pugile dei super welter. Il suo vantaggio in termini di allungo è evidente, ma non per questo rinuncia a combattere da vicino: anzi, non ha problemi a entrare nella corta distanza per attaccare al corpo. A rendere ancora più pericoloso il campione, però, è la sua capacità di adattarsi alle diverse situazioni del match, oltre a una crescente consapevolezza dell’aspetto mentale del ring.
In una divisione tradizionalmente molto attiva, Fundora sa di non potersi permettere un atteggiamento attendista, in cerca del colpo perfetto. Proprio per questo, uno degli aggiustamenti più importanti della sua carriera è stato imparare a concedere il massimo rispetto a qualunque rivale. Alla vigilia della sua quarta difesa titolata negli ultimi 18 mesi, il campione WBC non vuole guardare troppo avanti.
Hadribeaj è lo sfidante ufficiale WBC
Davanti a lui ci sarà Ermal Hadribeaj, sfidante ufficiale della WBC. Il 32enne si è guadagnato questa posizione battendo il prospect Bakary Samake e conquistando il ruolo di numero uno al ranking. Ex praticante di arti marziali miste, Hadribeaj non dovrebbe farsi intimidire dal contesto del match né dal lavoro all’interno del ring.
Sulla carta resta comunque il netto sfavorito e, per battere Fundora, avrebbe probabilmente bisogno della prestazione della vita. Il campione, dal canto suo, trasmette sicurezza e sembra pronto per affrontarlo, ma non intende sottovalutare il suo sfidante nemmeno per un momento.
La lezione contro Brian Mendoza
C’è un episodio preciso che aiuta a capire perché Fundora oggi affronti ogni incontro con maggiore prudenza. L’8 aprile 2023, contro Brian Mendoza, il campione imparò una lezione che potrebbe aver cambiato il suo approccio.
Fino a quel momento, tutto stava andando secondo i piani. Fundora era largamente avanti sui cartellini dei giudici e aveva vinto tutti e sei i round su due dei tre scorecard. Sembrava una serata in pieno controllo, poi però il match cambiò improvvisamente volto.
Nel settimo round, nonostante il chiaro vantaggio di altezza e allungo, Fundora valutò male la distanza e lasciò partire un uppercut sinistro iniziale troppo pigro. Mendoza rispose con un overhand sinistro ad arco che fece vacillare il campione. Con le gambe ormai scoordinate, Fundora divenne un bersaglio facile e Mendoza completò il lavoro chiudendo il match prima del limite.
Col tempo, quell’episodio ha assunto per Fundora un significato ancora più forte. Mendoza, infatti, ha poi perso tre dei quattro incontri successivi ai punti, trasformandosi in una sorta di monito: nel pugilato, la cosiddetta “puncher’s chance” è reale, e basta un solo errore per cambiare tutto.
Cosa c’è in palio dopo questa difesa
Il contesto resta molto importante anche in ottica futura. In caso di vittoria su Hadribeaj, Fundora entrerebbe in una fase di attesa legata al confronto tra Ennis e Josh Kelly. Il suo obiettivo dichiarato è sfidare il vincitore, inseguendo il titolo indiscusso dei super welter.
Secondo molti, questo potenziale incrocio potrebbe prendere forma il prossimo anno. Nel frattempo, Fundora punta a sistemare le questioni organizzative immediate senza perdere di vista i suoi obiettivi a lungo termine.




