Shakur Stevenson ha spiegato la sua versione sul mancato accordo con Devin Haney, indicando nella questione del peso il motivo principale del naufragio delle trattative. Il possibile super match tutto americano tra due pugili di vertice pound-for-pound sembrava destinato a prendere forma più avanti quest'anno o, al più tardi, all'inizio del 2027, ma ora l'incrocio appare definitivamente sfumato.
Secondo molti, lo stop poteva dipendere da una questione economica. Stevenson, invece, sostiene che il vero ostacolo sia stato il disaccordo sul catchweight previsto per l'incontro.
In un primo momento il mancino aveva detto di essere disposto ad affrontare Haney solo a 144 libbre, chiedendo anche una clausola di reidratazione nel contratto. Nel corso dei colloqui, però, Haney sarebbe riuscito a convincerlo a rinunciare a quella clausola e ad accettare il limite di 145 libbre, una soglia inferiore rispetto al suo peso abituale di 147.
Stevenson, dal canto suo, sarebbe salito dalle 140 libbre dopo il netto successo ai punti per decisione unanime contro Teofimo Lopez a gennaio, vittoria che gli aveva consegnato il titolo WBO.
Ora i piani sono cambiati. Il 29enne ha affidato ai social la propria ricostruzione: «All'ultimo momento, dopo aver accettato prima 144 e poi 145 libbre, DeeHoe [Haney] ha fatto mandare una mail dal suo avvocato dicendo che avrebbe combattuto solo a 147. Una grande perdita di tempo per tutti».
Con Haney ormai fuori dai giochi come possibile avversario, Stevenson potrebbe avere difficoltà a trovare spazio per un altro incontro entro la fine dell'anno, anche dopo aver firmato un accordo promozionale a lungo termine con la Zuffa Boxing di Dana White.
Quanto a Haney, campione del mondo WBO dei pesi welter, il 27enne non combatte dal novembre scorso, quando ha detronizzato Brian Norman Jr imponendosi ai punti con verdetto unanime.




