Shakur Stevenson accusa Devin Haney per il fallimento della sfida saltata all’ultimo momento. Secondo il campione imbattuto, la super sfida prevista per il 28 novembre è definitivamente naufragata dopo un improvviso cambio di condizioni sul peso richiesto dal team Haney.
Pur avendo un record immacolato e qualità tecniche riconosciute da tutti, Stevenson resta uno dei pugili più discussi del panorama mondiale. Attorno al suo nome si accende spesso il dibattito, e quasi ogni sviluppo che lo riguarda finisce per generare critiche, polemiche e interpretazioni contrastanti. Anche quando offre buone prestazioni sul ring, dubbi e contestazioni continuano ad accompagnarlo, nonostante il suo status di campione imbattuto.
Una parte delle critiche, secondo il quadro emerso negli ultimi mesi, nasce anche dalle grandi aspettative che circondano la sua carriera. Le sue scelte, spesso lette come orientate alla visibilità pubblica e al ritorno economico, hanno alimentato frustrazione in una parte degli osservatori. Gli ultimi eventi, in questo senso, rischiano di aumentare ulteriormente il malcontento.
Stevenson: “Haney voleva solo il match a 147 libbre”
Stanco di richieste e condizioni in continuo cambiamento, Stevenson ha spiegato di aver deciso di allontanarsi dal tavolo negoziale con Devin Haney. Attraverso X, il pugile ha dichiarato che Haney avrebbe accettato di combattere soltanto a 147 libbre, categoria nella quale attualmente detiene il titolo WBO dei pesi welter.
Stevenson ha scritto: “At the 11th hour, after agreeing to 144 and then 145, DeeHoe had his lawyer email and say that he would only fight at 147. Big waste of everybody's time.”
Il nodo centrale della trattativa, dunque, sarebbe stato il peso. Prima l’intesa su 144 libbre, poi su 145, infine — secondo la versione di Stevenson — la richiesta definitiva di disputare l’incontro esclusivamente a 147. Con il 28 novembre distante meno di sette settimane, chiudere ogni dettaglio in tempi così stretti è apparso inutile allo stesso Stevenson, che ha preferito sfilarsi.
La replica di Haney: “Ho accettato 145, sei sparito”
Devin Haney non ha lasciato cadere le accuse e ha risposto pubblicamente, sostenendo che Stevenson non stesse dicendo la verità e che fosse sparito proprio nel momento in cui i colloqui stavano entrando nel vivo.
Haney ha scritto: “Youre cap.. I agreed to 145 u went missing for days. Tried to put a rehydration clause on me. I wasted 6 months negotiating with you.. i been negotiating with u since i was gonna sign to Zuffa. Yall did every thing for this fight not to happen even tried to throw Keyshawn in my way.”
La posizione di Haney è quindi opposta: il 145 sarebbe stato accettato, mentre il problema sarebbe nato da una clausola di reidratazione e da una lunga trattativa durata sei mesi senza sbocco. Nella sua ricostruzione, il team Stevenson avrebbe fatto di tutto per impedire che il match si concretizzasse.
Il contesto: pesi, titoli e posta in palio
Il mancato accordo pesa anche per il livello dell’incontro che era stato annunciato. Haney è campione WBO dei pesi welter a 147 libbre, e proprio questa categoria è stata al centro della disputa. L’eventuale confronto con Stevenson avrebbe richiesto un’intesa su un peso intermedio, dettaglio che si è rivelato decisivo per il collasso dei negoziati.
Dal punto di vista sportivo, la sfida aveva grande rilevanza anche perché metteva insieme due nomi di primo piano. Un eventuale successo avrebbe rafforzato in modo significativo la posizione del vincitore, sia sul piano dell’immagine sia nella corsa agli altri grandi incontri della divisione.
Cosa cambia ora per Haney: pista Liam Paro
Saltata la super sfida con Stevenson, per Haney potrebbe aprirsi una soluzione meno redditizia ma importante sul piano sportivo. Il nome indicato è quello di Liam Paro, campione IBF dei pesi welter.
Le ragioni sono diverse. Innanzitutto, contro Paro non servirebbe un catchweight, eliminando così uno dei principali ostacoli emersi nelle trattative con Stevenson. Inoltre, Paro possiede una cintura che Haney potrebbe usare per rafforzare il proprio status nella categoria. Diventare campione unificato gli permetterebbe infatti di non inseguire più gli altri titolari con la stessa urgenza, avendo già dalla sua parte due delle quattro principali sigle mondiali.
Lo stesso Paro, intervenendo sul tema, ha scritto: “Ryan Garcia says Im renting the IBF belt, while Haney fans say Im ducking Devin or pricing myself out. Heres the truth Ive accepted BOTH fights. My team has been reasonable on the money and Ill fight either man any day of the week. Im a proven two-division world”
Un eventuale successo di Haney contro un campione unificato renderebbe peraltro ancora più appetibile un ritorno futuro al tavolo con Stevenson.
Le prossime mosse di Stevenson e Haney
Con il match sfumato, entrambi devono fare i conti anche con la pressione dell’organismo che li accomuna per avviare il ciclo delle difese titolate obbligatorie.
Per Stevenson, questo significa Raymond Muratalla. Si tratta di un pugile offensivo, capace di chiudere per KO oltre due terzi dei propri incontri. Non avrebbe il richiamo commerciale di una sfida con Haney, ma rappresenta una scelta coerente con la classifica WBO.
Il cammino di Haney appare invece meno esaltante sotto il profilo dell’interesse pubblico. Il numero uno degli sfidanti è Brian Norman Jr., che il 27enne ha già battuto nettamente lo scorso novembre per il titolo WBO. Un rematch di quel confronto, almeno sulla carta, non accenderebbe particolare entusiasmo.
Una rivalità solo rinviata?
Stevenson e Haney continuano a rimpallarsi le responsabilità per il mancato accordo, ma questo non significa necessariamente che il confronto non si farà mai. Anzi, il rinvio potrebbe perfino aumentare l’interesse attorno a un possibile futuro incrocio, soprattutto se nel frattempo uno dei due dovesse rafforzare ulteriormente il proprio profilo con un’altra vittoria importante.
Resta però da capire se questa strategia, volontaria o meno, finirà davvero per favorire entrambi. Per ora rimangono il fallimento di una trattativa molto attesa, accuse reciproche sempre più dure e la necessità, per tutti e due, di guardare subito al prossimo passo.
Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano giornalistico, struttura riorganizzata in paragrafi più chiari, aggiunti sottotitoli SEO-friendly, ampliato il contesto su pesi, titoli, ranking e scenari futuri usando solo elementi presenti nel testo originale.




