La separazione da Shakur Stevenson avrebbe portato sollievo ad alcuni dirigenti di Zuffa Boxing. Dopo il fallimento dei colloqui per organizzare il match con Devin Haney, la società si è trovata davanti a impegni economici molto elevati e senza un incontro di cartello capace di giustificarli. L’addio del pugile, pur rappresentando un colpo d’immagine, potrebbe quindi aver alleggerito una situazione diventata difficile da sostenere.
Un investimento da oltre 20 milioni di dollari
Secondo Dan Rafael, la separazione avrebbe convenuto a entrambe le parti, nonostante Zuffa avesse presentato Stevenson come un acquisto di grande rilievo. «Ci sono persone che sono, in un certo senso, sollevate di non dover finire in quel buco di spese», ha detto Rafael a Total Boxing.
Un elemento decisivo riguarda i diritti televisivi. Rafael ha spiegato che, anche se Haney-Stevenson fosse arrivato sul ring, i diritti della trasmissione negli Stati Uniti sarebbero spettati a DAZN, non a Paramount+, partner nazionale di Zuffa. La società avrebbe dunque dovuto finanziare un evento molto costoso, mentre il pubblico più importante sarebbe stato indirizzato verso una piattaforma concorrente.
Per portare entrambi i pugili sul ring sarebbero serviti più di 20 milioni di dollari soltanto per il main event. Un esborso di questa portata avrebbe avuto senso se accompagnato da un incontro di grande richiamo e da condizioni televisive favorevoli. Senza Haney, invece, Zuffa avrebbe dovuto trovare un avversario credibile per Stevenson e costruire un evento all’altezza delle aspettative.
Il nodo dell’evento a Newark
Zuffa aveva bloccato il Prudential Center di Newark per il 23 gennaio, ma individuare un sostituto competitivo per un evento nella città di casa di Stevenson si è rivelato complicato. Pagare una borsa da élite per un avversario considerato poco impegnativo avrebbe lasciato la compagnia con costi enormi e senza il match di richiamo che aveva motivato l’ingaggio del pugile.
«Non credo che tutti quelli coinvolti in Zuffa Boxing e/o nella società madre TKO fossero così contrariati dalla possibilità di separarsi, perché penso che potessero avere qualche ripensamento sull’investimento», ha aggiunto Rafael.
Una scelta economica, ma con un costo d’immagine
Stevenson lascia Zuffa prima di aver disputato un incontro sotto la sua sigla. Questo passaggio può danneggiare la reputazione della compagnia, soprattutto dopo aver alimentato le attese per la sfida con Haney. Sul piano finanziario, però, il quadro descritto da Rafael rende comprensibile la decisione: trattenere il pugile avrebbe richiesto avversari di alto profilo e accordi di distribuzione capaci di compensare le borse garantite.
L’articolo sostiene inoltre che Stevenson pretende compensi di livello élite, anche a otto cifre, ma non ha dimostrato di poter generare da solo incassi pay-per-view significativi o vendite di biglietti su larga scala fuori dal mercato locale di Newark. Per giustificare garanzie economiche simili, un pugile deve contribuire a far crescere gli abbonamenti, riempire arene neutrali o attirare importanti offerte da sedi internazionali: secondo l’analisi riportata, Stevenson non ha ancora raggiunto questi risultati in autonomia.
Stile tecnico e valore commerciale
La fonte collega il divario economico anche allo stile del pugile. Stevenson è descritto come tecnicamente brillante e attento a controllare la distanza, ma con un approccio prudente e poco incline allo scambio prolungato. Questa impostazione, secondo l’articolo, può attirare i fischi del pubblico meno esperto e offrire meno momenti spettacolari, rendendo più difficile costruire contenuti capaci di catturare l’attenzione televisiva.
Per una promozione legata ai marchi UFC e TKO, che secondo il testo si rivolgono a un pubblico abituato a ritmo intenso e finali netti, sostenere borse elevate per incontri tattici e poco combattuti avrebbe potuto ridurre l’interesse dei fan e pesare rapidamente sui conti. La separazione evita quindi a Zuffa di continuare a investire su un pugile che, nell’analisi dell’articolo, non offriva un ritorno commerciale sufficiente senza avversari e condizioni di trasmissione adeguati.
Al momento, il testo non indica un prossimo incontro per Stevenson né una nuova data o una decisione federale. La questione centrale per le sue prossime tappe resta dunque la capacità di trovare avversari e accordi commerciali in grado di sostenere il suo valore sul ring e le sue richieste economiche.




