Shakur Stevenson lascia Zuffa Boxing e Eddie Hearn definisce la separazione «un vero imbarazzo» per la promozione. Il dirigente britannico, però, non affronta la questione centrale: quanto sarebbe costato organizzare gli incontri richiesti dal pugile?
Hearn ha criticato Zuffa per aver ingaggiato uno dei suoi atleti più noti senza riuscire a portarlo sul ring. «Come fai a firmare il tuo pugile più importante e poi lui se ne va senza neanche combattere?», ha detto a iFL TV parlando di Stevenson. Dal punto di vista dell’immagine, l’addio è un colpo per la società. Ma questo non significa automaticamente che trattenerlo fosse una scelta economicamente sostenibile.
Secondo quanto riferito dal giornalista Sean Zittel, Stevenson avrebbe chiesto almeno 15 milioni di dollari per incontro, anche per affrontare Rayo Valenzuela. Per un eventuale match con Devin Haney, la richiesta sarebbe stata ancora più alta. Sono cifre riportate, non confermate da documenti contrattuali, ma aiutano a inquadrare il possibile motivo della rottura.
Hearn ha elogiato la decisione di Stevenson di lasciare Zuffa e ha lasciato intendere che il pugile potrebbe raggiungere Haney su DAZN. Ha anche riconosciuto l’interesse di Matchroom per la vicenda: «Certo che ne approfitteremo, no? Perché loro farebbero lo stesso».
Resta da capire se Matchroom possa soddisfare le richieste economiche attribuite a Stevenson. Se la cifra di 15 milioni per combattimento fosse confermata, Hearn si troverebbe davanti allo stesso problema di sostenibilità che Zuffa avrebbe deciso di non affrontare. Il compenso di Conor Benn, citato nel confronto, non è necessariamente un parametro equivalente: Benn ha un seguito molto ampio nel Regno Unito, mentre secondo l’articolo Stevenson non ha dimostrato negli Stati Uniti una capacità commerciale paragonabile.
La qualità tecnica, da sola, non garantisce vendite di biglietti sufficienti a giustificare una borsa di quelle dimensioni, soprattutto considerando anche la garanzia economica dell’avversario e i costi di produzione dell’evento. La vicenda riguarda quindi non soltanto il valore sportivo del pugile, ma anche il rapporto tra investimento e ritorno commerciale.
L’uscita da Zuffa potrebbe aprire a Stevenson nuove possibilità, compresa quella di lavorare con Matchroom, ma al momento non è indicato un prossimo incontro né una decisione ufficiale sulle tappe successive. Finché non emergeranno i dettagli contrattuali, non sarà possibile stabilire con certezza quale parte abbia avuto maggiori responsabilità nella separazione. Hearn può criticare la scelta di Zuffa, ma dovrà dimostrare come intende sostenere economicamente un eventuale accordo: se la richiesta riportata resta quella, qualcuno dovrà assumersi il rischio.




