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Shakur Stevenson, Matchroom avvia i colloqui per il ritorno

Eddie Hearn conferma i colloqui per riportare Shakur Stevenson in Matchroom, ma le elevate richieste economiche restano il principale ostacolo.

Redazione··3 min di lettura
Shakur Stevenson Gets Hearns Backing As Matchroom Talks Begin

Shakur Stevenson potrebbe tornare sotto la bandiera Matchroom. Eddie Hearn ha confermato di aver avviato colloqui con il team del campione dei pesi leggeri, schierandosi rapidamente dalla parte del pugile dopo la rottura con Zuffa. Il promoter britannico ha criticato la precedente gestione, sostenendo che la società non sia riuscita a garantire gli incontri promessi.

«Voglio ingaggiare Shakur Stevenson? Mettiamo le carte in tavola: assolutamente sì», ha dichiarato Hearn a The Stomping Ground. «Ma devo poter offrire a lui e al suo team il piano giusto, oltre al compenso adeguato».

Il legame con il team di Stevenson

Hearn ha spiegato di aver già avuto conversazioni informali grazie ai suoi rapporti con i manager di Stevenson, Josh Dubin e James Prince. Secondo il promoter, se il denaro non fosse il principale fattore decisivo, il pugile sceglierebbe Matchroom rispetto alle altre organizzazioni interessate. Lo stesso Hearn, però, ha riconosciuto che l’aspetto economico avrà un peso determinante nella decisione finale.

Il nodo della trattativa resta proprio quello che avrebbe contribuito alla fine del rapporto tra Stevenson e Zuffa. Le cifre circolate parlano di una garanzia minima da 15 milioni di dollari, di una richiesta da 20 milioni per un eventuale incontro con Devin Haney e del rifiuto di un’offerta da 7 milioni per affrontare Rayo Valenzuela. Nelle discussioni con Haney sarebbero inoltre emersi problemi relativi al catchweight e ai limiti di reidratazione.

Le cifre e il precedente Zuffa

Hearn ha ridimensionato la lettura di quei numeri. Sollecitato sull’offerta rifiutata da 7 milioni di dollari e sulle richieste economiche a otto cifre, ha sostenuto che Zuffa non avrebbe rispettato un incontro concordato e avrebbe poi provato a ridurre il compenso proponendo un avversario sostitutivo.

«Gli avevano promesso un incontro, non sono riusciti a organizzarlo e poi volevano tagliare il suo compenso per offrirgli un altro match», ha affermato Hearn. «È così che interpreto la situazione, leggendo tra le righe».

La dichiarazione rappresenta una presa di posizione pubblica sul motivo per cui la collaborazione tra Stevenson e Zuffa si sarebbe interrotta. Il pugile dei pesi leggeri si trova ora davanti a una scelta delicata: proseguire la ricerca del miglior accordo economico possibile oppure accettare condizioni più sostenibili per costruire il proprio percorso.

Il possibile percorso con Matchroom

Per Hearn, portare Stevenson nella scuderia Matchroom significherebbe farsi carico direttamente di borse molto elevate e della ricerca di avversari di primo piano. I rapporti personali possono facilitare l’apertura di una trattativa, ma non risolvono da soli il problema della sostenibilità economica.

Hearn aveva già definito un possibile accordo da otto cifre come un «suicidio commerciale» quando Stevenson aveva scelto Zuffa. Ora che quella collaborazione è terminata, il promoter britannico sembra intenzionato a verificare se esistano margini per riportare il pugile nella propria organizzazione. Gli elogi pubblici possono aprire il dialogo, ma la firma di un contratto richiede numeri compatibili con il mercato.

Secondo l’analisi riportata nel testo, il problema è che nessuno sarebbe disposto a garantire 15 milioni di dollari a Stevenson per incontri contro avversari ordinari. Il pugile non genera grandi ricavi in pay-per-view e il suo stile difensivo, basato sulla prudenza, non avrebbe prodotto finora incassi tali da giustificare una remunerazione di questa entità. Anche Bob Arum avrebbe individuato in anticipo questo limite, lasciando andare Stevenson, mentre Zuffa avrebbe incontrato una difficoltà analoga nel giro di pochi mesi.

Matchroom può offrire a Stevenson una piattaforma stabile su DAZN, ma Hearn sembra puntare su un compromesso preciso: un ridimensionamento del compenso per gli incontri di difesa ordinaria e la possibilità di riservare le borse a otto cifre ai grandi eventi, come un confronto con Devin Haney o Gervonta Davis.

Le prossime tappe

Al momento non sono state indicate date, avversari ufficiali o scadenze federali. La prossima tappa è quindi il proseguimento dei colloqui tra Matchroom e il team di Stevenson. La decisione dipenderà soprattutto dalle richieste economiche del pugile e dalla capacità di Hearn di costruire un calendario con incontri di richiamo.

Se Stevenson considererà 15 milioni di dollari la cifra minima per salire sul ring contro qualsiasi avversario, la trattativa con Matchroom potrebbe diventare rapidamente complicata. In caso contrario, l’offerta di un percorso su DAZN e la prospettiva di grandi appuntamenti potrebbero creare le condizioni per un nuovo accordo.

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