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Basilio vs Robinson: la guerra che sconvolse la boxe

Carmen Basilio batté Sugar Ray Robinson nel 1957 dopo 15 riprese di guerra. Una sfida storica tra pressione, tecnica e coraggio.

Redazione··4 min di lettura
Sugar Ray Robinson Meets His Match in Carmen Basilio

Carmen Basilio non superò Sugar Ray Robinson grazie a una superiorità tecnica assoluta. Lo batté togliendogli spazio, ritmo e libertà di movimento. Il 23 settembre 1957, allo Yankee Stadium, per 15 riprese Basilio trasformò il confronto con uno dei più grandi pugili di sempre in una battaglia fatta di pressione, colpi al corpo e ostinazione. Robinson, 36 anni, difendeva per la prima volta il titolo mondiale dei medi dopo il celebre KO inflitto a Gene Fullmer con uno spettacolare gancio sinistro. Basilio, 30 anni, arrivava invece da campione dei welter e pesava appena 154 libbre contro le 160 del campione. Anche le dimensioni sembravano favorire Robinson: 5 piedi e 11 pollici contro i 5 piedi e 6 di Basilio e un vantaggio di cinque pollici in altezza. Ma quella differenza diventava un'arma per Basilio quando riusciva a entrare nella corta distanza, dove poteva combattere sotto le spalle dell'avversario e limitare l'ampiezza del devastante gancio sinistro di Robinson. Nei primi round Sugar Ray sfruttò velocità, jab e combinazioni per tenere Basilio a distanza, mentre l'italoamericano avanzava senza sprecare energie, restringeva il ring e investiva il corpo. Già nel secondo round il match aveva assunto un'intensità fisica impressionante e nel terzo i due continuarono a colpire anche dopo il suono della campana. Nel quinto Basilio riportò un taglio sopra l'occhio sinistro e Robinson iniziò a bersagliarlo con il jab, ma ogni colpo pulito sembrava soltanto spingere Basilio a entrare ancora più deciso. La sua strategia era chiara: lavorare sulle costole, togliere energia alle gambe di Robinson e rendere sempre più costoso ogni tentativo del campione di ristabilire la distanza. Dopo sei riprese Robinson aveva mostrato maggiore precisione e velocità, ma Basilio aveva costruito le fondamenta della sua rimonta. La svolta arrivò nel settimo round, quando un gancio sinistro al volto seguito da un destro al corpo e da un altro colpo alla testa permise a Basilio di raggiungere finalmente la distanza che cercava. Dall'ottava alla decima ripresa la pressione del challenger aumentò e Robinson finì sempre più spesso sulle corde. Nel nono apparve stanco e ogni tentativo di ristabilire il jab sfociava in una nuova battaglia ravvicinata. L'undicesimo round fu uno dei momenti più intensi dell'incontro: Robinson ritrovò energia, colpì duramente il volto di Basilio e aggravò i danni all'occhio, ma Basilio rispose costringendolo nuovamente alle corde. Anche nella dodicesima Robinson provò a cambiare ritmo, mentre Basilio continuava a investire il corpo. Nel tredicesimo l'italoamericano sembrò addirittura più fresco e alternò con efficacia i ganci al corpo e alla testa. Robinson trovò comunque uno dei colpi più duri della serata con un gancio sinistro che scosse Basilio e sfiorò il knockdown. Nel quattordicesimo un destro al corpo piegò Basilio, ma Robinson non ebbe più le energie necessarie per trasformare l'occasione in un attacco prolungato. Arrivò così la quindicesima ripresa. Robinson cercò di affidarsi al jab e ai clinch, ma il movimento non bastava più a creare distanza. Basilio avanzò ancora, colpì al corpo e alla testa e continuò ad attaccare fino alla campana finale. Nessun knockdown, ma quindici riprese di guerra. Il verdetto fu diviso: il giudice Al Berl vide Robinson vincitore 9-6, mentre Bill Recht e Artie Aidala premiarono Basilio rispettivamente 8-6-1 e 9-5-1. Anche i giornalisti a bordo ring si divisero, con 26 preferenze per Basilio, 17 per Robinson e 4 pareggi; l'Associated Press giudicò invece il match in perfetta parità sul 6-6-3. La differenza nasceva dal modo in cui veniva interpretato il controllo del combattimento: Robinson aveva maggiore precisione e produceva i colpi più spettacolari, Basilio invece decideva distanza, ritmo e intensità degli scambi. Secondo le regole della New York State Athletic Commission dell'epoca, Basilio non poteva conservare contemporaneamente i titoli dei welter e dei medi: conquistando la cintura di Robinson, perse automaticamente quella dei welter. Sei mesi più tardi Sugar Ray si prese la rivincita a Chicago, conquistando nuovamente il titolo mondiale dei medi per la quinta volta con una decisione non unanime. Basilio combatté gran parte del match con l'occhio sinistro completamente gonfio. Entrambi gli incontri furono scelti da The Ring come Fight of the Year. Il primo apparteneva alla pressione incessante di Carmen Basilio, il secondo alla capacità di Robinson di adattarsi. Nessuno dei due uscì davvero indenne da quella rivalità che ancora oggi rappresenta una delle pagine più dure e affascinanti della storia della boxe.

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