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Team Schofield all’attacco: dubbi su potenza e reputazione di Shakur Stevenson

Il Team Schofield attacca Shakur Stevenson: nel mirino potenza, avversari affrontati e reputazione dopo la vittoria di Schofield su Bahdi.

Redazione··3 min di lettura
Team Schofield Attacks Shakur Stevensons Power And Reputation

Il Team Schofield è tornato all’attacco di Shakur Stevenson, mettendo in discussione la sua potenza, il livello degli avversari affrontati e la reputazione costruita nel pugilato di vertice. Floyd Schofield Jr. e suo padre hanno criticato duramente il campione, sostenendo che la sua immagine da pugile d’élite dipenda soprattutto dai legami con nomi importanti della boxe più che dai successi ottenuti contro rivali di primo piano.

Durante un’intervista a Fight Hub TV, il padre di Schofield ha espresso senza mezzi termini il proprio giudizio su Stevenson: “He got no power. He’s only elite by association, not by who he fought, because he haven’t fought nobody elite”. Secondo lui, il riconoscimento ricevuto da Shakur sarebbe stato alimentato anche dalla vicinanza a figure di grande peso nel movimento.

Lo stesso Schofield senior ha spiegato così il suo punto di vista: “People put him on the scales. Why? Because Andre Ward managed him. Because Crawford is like his big brother. Because Floyd Mayweather wanted to manage him when he was coming out the Olympics”. Un attacco diretto non solo alle qualità pugilistiche di Stevenson, ma anche alla narrazione che lo accompagna da anni.

Le critiche non si sono fermate lì. Il padre di Floyd Schofield Jr. ha definito Shakur un “clown”, chiedendosi perché l’ambiente della boxe dia così tanto peso alle sue opinioni. Parole forti, arrivate in risposta a un botta e risposta che si è acceso dopo l’ultimo successo di Schofield.

Le parole di Stevenson dopo la vittoria su Lucas Bahdi

La polemica è esplosa dopo i commenti pubblicati da Stevenson su X in seguito alla vittoria di Floyd Schofield Jr. su Lucas Bahdi, battuto con verdetto unanime per il titolo WBA dei pesi leggeri vacante. In quell’occasione, Shakur aveva liquidato Schofield definendolo un pugile di “livello C”, una frase che il nuovo campione evidentemente non ha dimenticato.

Schofield Jr. ha risposto così: “When he tweeted, I was like, he really a fan because he was watching me. I can’t remember the last time I watched a Shakur fight”. Una replica che sottolinea il tono personale ormai assunto dalla rivalità verbale tra i due.

Il riferimento alla categoria dei pesi leggeri rende il confronto ancora più interessante sul piano tecnico e mediatico. Il titolo WBA vacante conquistato da Schofield rappresenta infatti un passaggio importante nella sua crescita, mentre Stevenson resta uno dei nomi più discussi della divisione per stile, risultati e profilo pubblico.

Schofield critica lo stile di Shakur

Il più giovane dei due Schofield ha anche contestato il diritto di Stevenson di giudicare la sua prestazione dopo aver condiviso il ring con un puncher come Bahdi. Al centro della critica c’è il modo di combattere di Shakur contro gli avversari più pericolosi.

“He uses the whole ring like a track field”, ha detto Schofield Jr. E ha aggiunto: “Somebody who fights like that can’t tell me how I fight or how I should fight or what type of fighter I am”. Un’accusa precisa: secondo Schofield, chi imposta i match su movimento e gestione dello spazio non dovrebbe mettere in discussione il suo modo di interpretare il combattimento.

Nel pugilato, la potenza non è l’unico fattore decisivo, e la discussione tocca due visioni diverse della boxe. Da una parte c’è la critica alla mancanza di knockout e di pressione offensiva; dall’altra, resta il fatto che un pugile possa imporsi anche attraverso tempismo, precisione e difesa, aspetti spesso associati proprio a Stevenson.

Schofield soddisfatto, ma ammette margini di crescita

Pur riconoscendo di avere ancora aspetti da migliorare, Schofield Jr. si è detto soddisfatto della propria prestazione contro Bahdi e della reazione del pubblico. Nel corso dell’intervista ha anche approvato apertamente le parole del padre: “You said everything I could say, bro. I agree 100%”.

Questo passaggio rafforza l’idea di una posizione condivisa all’interno del team. Non si tratta quindi di una semplice uscita isolata, ma di una linea precisa con cui Schofield e il suo entourage stanno rispondendo agli attacchi ricevuti da Stevenson.

Il nodo degli avversari affrontati e i piani futuri

L’argomento più forte sollevato dal padre di Schofield riguarda il livello dell’opposizione affrontata da Stevenson. Secondo la sua lettura, l’approvazione di nomi come Andre Ward e Terence Crawford non può sostituire vittorie contro rivali di altissimo profilo. È su questo terreno che il Team Schofield ha concentrato la parte più pesante delle proprie critiche.

Allo stesso tempo, però, gli Schofield non stanno spingendo per affrontare subito Stevenson. Il padre ha chiarito che i piani del team non ruotano attorno a lui, indicando invece William Zepeda come un match più semplice da organizzare. È un dettaglio significativo, perché mostra come gli insulti stiano crescendo più rapidamente della possibilità concreta di vedere i due uno di fronte all’altro sul ring.

Per il momento, quindi, la rivalità resta soprattutto verbale. Le accuse reciproche si fanno sempre più dure, ma un incontro tra Schofield e Stevenson non rientra nei programmi immediati del Team Schofield.

Modifiche apportate: articolo completamente tradotto e riscritto in italiano naturale; struttura riorganizzata in paragrafi e sottotitoli; tono reso più giornalistico e fluido; aggiunto contesto essenziale su titolo WBA dei pesi leggeri, significato della vittoria su Bahdi e piani futuri citati nel testo originale, senza introdurre informazioni non presenti.

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