Teofimo Lopez è pronto a trascinare in tribunale la disputa sullo status di sfidante obbligatorio di Jack Catterall, mentre continua a inseguire il grande match di unificazione contro Ryan Garcia. La minaccia legale del campione WBA dei pesi welter apre la prospettiva di un conflitto lungo e tortuoso su una difesa che la stessa federazione ha già reso ufficiale.
L'appello di Lopez e la strategia legale
A riferire la notizia è stato Chris Mannix durante la trasmissione DAZN di sabato, dedicata all'incontro tra Floyd Schofield e Lucas Bahdi: Lopez avrebbe presentato appello contro la decisione della WBA. Secondo quanto riportato da The Ring, il pugile americano sarebbe disposto a varcare l'aula di un tribunale pur di non sottomettersi al calendario imposto da Catterall. Al momento nessuna causa è stata formalmente depositata, ma la posizione assunta dimostra chiaramente che Lopez non intende lasciare che sia lo sfidante britannico a dettare i tempi della sua carriera.
La priorità resta Ryan Garcia
L'obiettivo numero uno di Lopez rimane infatti il confronto con Garcia, previsto idealmente a febbraio oppure nel weekend del Cinco de Mayo, tradizionale vetrina del pugilato messicano-americano. Entrambi i campioni desiderano il match, che unificherebbe il titolo WBA dei welter di Lopez con la cintura WBC di Garcia, in quello che sarebbe uno degli eventi più attesi della stagione e uno degli incassi più importanti della divisione.
Catterall non intende farsi da parte
Dall'altra parte, però, Jack Catterall non ha alcuna intenzione di rinunciare alla sua chance. Il britannico si è guadagnato il titolo ad interim sconfiggendo Shakhram Giyasov a maggio, per poi assistere impotente al sorpasso di Rolando Romero, che ha saltato la fila perdendo poi ai punti, con verdetto di maggioranza, contro Lopez lo scorso 22 agosto. Per Catterall si tratterebbe di una storia che si ripete, e questa volta non è disposto ad accettarla.
«Non esiste un solo grammo di me che possa dire sì a un passo indietro per permettere qualsiasi unificazione», ha dichiarato Catterall a Inside The Ring, chiudendo di fatto la strada più semplice verso un accordo. Senza la possibilità di un 'step aside' compensato in denaro, Lopez non può liberare la corsia per Garcia, che ha appena difeso la propria cintura con uno stop su Conor Benn a settembre.
Un'ipocrisia che mina il valore degli obblighi
Che un'eventuale unificazione abbia senso dal punto di vista commerciale è indubbio. Concedere però un'ennesima eccezione significherebbe parcheggiare ancora una volta Catterall mentre il campione insegue la borsa più ricca. Il titolo di sfidante obbligatorio perderebbe così ogni significato, riducendosi a un'etichetta che gli organismi di sanzione accantonano sistematicamente davanti ai 'money fight'.
La scadenza del 22 ottobre
Il termine fissato al 22 ottobre tiene tutti con il fiato sospeso. L'appello di Lopez non ha ancora ribaltato la decisione della WBA, e minacciare azioni legali non equivale a vincerle. Da una parte Teofimo vuole Garcia, dall'altra Catterall rivendica ciò che gli spetta di diritto. La federazione dovrà ora decidere se le proprie regole valgono davvero.
Un campione che si protegge?
L'esitazione di Lopez racconta, secondo molti osservatori, tutta la storia. Se il campione considerasse davvero Catterall un avversario agevole, accetterebbe la data di dicembre, incasserebbe una borsa di routine, si toglierebbe l'obbligo del mandatorio e marcierebbe verso il super match di Cinco de Mayo con Garcia senza alcun ostacolo burocratico.
Invece, sta minacciando azioni legali pur di evitarlo. Catterall non sposta grandi numeri al botteghino mondiale, ma possiede tutti gli strumenti tecnici per mettere in difficoltà Teofimo e strappargli la cintura. Lopez sa che una sconfitta ai punti a dicembre farebbe evaporare all'istante il mega match con Garcia. Inseguire ingiunzioni e ricorsi in tribunale anziché salire sul ring sembra, più che strategia, pura autoconservazione.




