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Terence Crawford svela il round più duro della carriera: “L’unica volta in cui sono stato davvero ferito”

Crawford indica in Yuriorkis Gamboa il momento più duro della sua carriera: “L’unica volta in cui sono stato davvero ferito sul ring”.

Redazione··3 min di lettura
Terence Crawford Reveals The Hardest Fight Of His Career: It Was The Only Time I Was Hurt

Terence Crawford ha combattuto 42 volte in carriera ed è finito raramente nei guai, ma c’è un round che ancora oggi considera il più difficile da superare. Terence Crawford, uno dei grandi pound-for-pound della sua generazione, ha indicato un momento preciso come il più complicato mai vissuto sul ring.

L’americano si è costruito una carriera straordinaria grazie a uno stile completo: sapeva boxare e muoversi con grande efficacia, aveva potenza e ha sempre mostrato anche un mento solido. Il suo percorso lo ha portato a diventare uno dei pochissimi pugili capaci di conquistare lo status di campione indiscusso in tre categorie di peso diverse.

Crawford si è ritirato la scorsa estate dopo aver battuto un altro fuoriclasse, Saul “Canelo” Alvarez, conquistando tutte e quattro le principali cinture dei supermedi. Un successo che gli ha permesso di chiudere la carriera con titoli mondiali vinti complessivamente in cinque divisioni.

Nel corso degli anni ha superato avversari di altissimo livello come Amir Khan, Kell Brook, Errol Spence Jr e Shawn Porter. Uno dei pochi momenti controversi della sua carriera risale invece al 2019 contro Egidijus Kavaliauskas: Crawford finì al tappeto, ma l’episodio non venne giudicato knockdown. “Bud” riuscì comunque a imporsi prima del limite, vincendo per TKO al nono round.

Il ricordo del match con Yuriorkis Gamboa

Parlando a The Real Report, Crawford ha spiegato che il round più duro della sua carriera resta quello del combattimento del 2014 contro il campione olimpico Yuriorkis Gamboa.

“Gamboa. Mi ha preso con un destro. Ero troppo sicuro di me. La mia gamba si è irrigidita. È stata l’unica volta in cui sono stato ferito così tanto in un incontro. Ha influito anche il peso. Avevo perso tutto quel peso e non ero riuscito a reintegrare bene i liquidi. Così, quando mi ha colpito, ho pensato: ‘Dannazione’.”

Le parole di Crawford aiutano a contestualizzare quanto fosse delicata quella fase della sua carriera nei pesi leggeri, categoria nella quale all’epoca deteneva il titolo WBO. La gestione del peso, da lui stesso citata, fu quindi un fattore importante in quel momento di difficoltà, insieme alla precisione del colpo portato da Gamboa.

Come finì il combattimento

Nonostante quel passaggio complicato, Crawford riuscì a ritrovare lucidità e controllo del match. Alla fine fermò Gamboa, allora ancora imbattuto, per KO tecnico al nono round, difendendo con successo il titolo WBO dei leggeri.

Il dato è particolarmente significativo perché conferma una delle qualità che hanno definito la carriera di Crawford: la capacità di adattarsi, recuperare anche nei momenti difficili e ribaltare l’inerzia del combattimento. Proprio questa completezza lo ha reso uno dei riferimenti assoluti del pugilato della sua epoca.

Guardando oggi alla sua carriera nel complesso, il match con Gamboa resta quindi un episodio chiave non solo per la difficoltà vissuta in quel round, ma anche perché mostra il lato più umano di un campione che, per larghi tratti, è sembrato quasi intoccabile sul ring.

Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano in forma originale; struttura riorganizzata in paragrafi più chiari; aggiunti contesto su categoria di peso, titoli conquistati e significato dell’episodio nella carriera; eliminate ripetizioni e riferimenti non pertinenti presenti in coda all’articolo originale.

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