Tim Bradley punta il dito contro Devin Haney dopo il fallimento delle trattative per la sfida con Shakur Stevenson, arrivando a definirlo il “più grande duck del pugilato”. Secondo l’ex campione e oggi opinionista, la responsabilità principale per il mancato accordo ricade su Haney e sul padre-allenatore Bill Haney.
I due pugili, entrambi considerati tra i migliori pound-for-pound, erano in trattativa per affrontarsi più avanti nel corso dell’anno. Tra le ipotesi emerse c’erano il 28 novembre come data e Atlanta come possibile sede dell’evento.
Stando alla versione fornita da Stevenson, il negoziato si sarebbe bloccato all’ultimo momento per una richiesta avanzata dall’avvocato di Haney: disputare l’incontro a 147 libbre. Se confermata, questa posizione avrebbe di fatto escluso la possibilità di combattere a 145 libbre, peso pattuito che entrambe le parti sembravano aver individuato come catchweight ragionevole per rendere possibile il confronto.
Stevenson ha sostenuto di essere stato disposto a salire dalle 140 libbre pur di far andare in porto il match. Al tempo stesso, però, ha accusato Haney di non aver mantenuto l’impegno a scendere dal welterweight per trovare l’intesa sul peso.
Proprio su questo punto si è inserito l’intervento di Bradley, che sul suo canale YouTube ha espresso una posizione durissima. Per l’Hall of Famer, infatti, non ci sono dubbi su chi debba essere ritenuto responsabile del fallimento dell’accordo.
“Ti chiamerò Deebo Dev, il più grande duck del pugilato. E tutti voi avete pensato per tutto questo tempo che fosse Shakur Stevenson [a evitare Haney].
Bill [Haney], come pensi di uscirne stavolta? Cos’è successo, vi sono venuti i piedi freddi? Questo uomo [Stevenson] ha rinunciato al peso; questo uomo ha rinunciato a parte dei soldi.
Avete coinvolto il vostro avvocato. Avevate detto di volere questo incontro, avevate accettato le 145 libbre e tutto il resto. Dai, anche Shakur aveva accettato. E adesso non possiamo avere il match perché lo volevate a 147 libbre. È vero, Bill?”
La questione del peso è centrale nel contesto della vicenda. Stevenson arrivava da 140 libbre ed era disposto a salire, mentre ad Haney veniva chiesto il percorso opposto per arrivare a una misura intermedia. Proprio il mancato accordo su questo equilibrio ha finito per far saltare una delle sfide più attese tra due nomi di alto profilo tecnico.
Dal punto di vista sportivo, il risultato delle trattative lascia aperto un vuoto importante per entrambi. Un eventuale Stevenson-Haney avrebbe messo di fronte due pugili di vertice, con un impatto notevole sugli equilibri delle categorie coinvolte e sul dibattito pound-for-pound. Il fatto che l’incontro sia sfumato mantiene invece separate le rispettive strade, almeno per il momento.
Stevenson si presenta a questa fase dopo la vittoria ai punti per decisione unanime contro Teofimo Lopez, ottenuta a gennaio. Haney, invece, non combatte dallo scorso novembre, quando ha detronizzato Brian Norman Jr. In attesa di capire se le parti potranno tornare a parlarsi, resta il forte scambio di accuse nato dopo il crollo della trattativa.
Modifiche apportate: traduzione completa e riscrittura in italiano naturale; struttura riorganizzata con paragrafi più chiari; titolo reso più giornalistico; aggiunto contesto sul catchweight e sul peso senza alterare i fatti; eliminate ripetizioni e rese più fluide le citazioni e la cronologia della vicenda.




