Dopo oltre un anno lontano dal ring, Canelo Alvarez è tornato a combattere nel weekend contro Christian Mbilli. Tony Bellew ha analizzato la prestazione del messicano, promuovendone la capacità di gestire il match.
L’ultima apparizione di Canelo risaliva a settembre dell’anno scorso, quando affrontò Terence Crawford, campione indiscusso in più categorie, mettendo in palio tutti e quattro i titoli dei supermedi. L’americano imbattuto lo superò nettamente ai punti: per Alvarez fu la terza sconfitta in 68 incontri.
Dopo una pausa per recuperare e sottoporsi a un intervento al gomito, Canelo ha sfidato Mbilli per il titolo mondiale WBC dei supermedi. Non è mai sembrato in difficoltà e ha conquistato una vittoria ai punti con verdetto unanime.
In un post su X, Bellew ha spiegato la propria lettura dell’incontro, elogiando Alvarez: «Ho dato tre round a Mbilli in tutto. Nella seconda metà del match ha esaurito le idee e non è riuscito a colpire in modo pulito né con sufficiente frequenza. Canelo lo ha messo fuori gioco con l’esperienza, controllando il ritmo a suo piacimento».
L’ex campione britannico ha definito Canelo «un genio del contrattacco», capace di brillare quando gli vengono concessi spazio e tempo. A 36 anni, Alvarez ha offerto una prova di grande controllo, combattendo arretrando, affidandosi ai suoi contrattacchi distintivi e a una difesa solida.
Dopo il match, Canelo non ha anticipato i suoi prossimi passi e ha detto che si prenderà del tempo per riposare. In precedenza aveva però aperto alla possibilità di una rivincita con Crawford o Dmitry Bivol, che lo sconfisse nel 2022. Anche Jake Paul si è fatto avanti sui social, lanciando una sfida al campione messicano.




