PUGILATO.TV
Pugilato Estero

Tyson Fury contro Anthony Joshua: Londra si mobilita

Tyson Fury contro Anthony Joshua resta senza sede: Eddie Hearn spinge per Londra e il sindaco Sadiq Khan sostiene il derby britannico a Wembley.

Redazione··3 min di lettura
London Mayor issues plea for Anthony Joshua-Tyson Fury to take place in London

Tyson Fury contro Anthony Joshua resta ancora senza una sede definitiva, ma la battaglia per portare il tanto atteso derby britannico nel Regno Unito continua. Anthony Joshua ed Eddie Hearn stanno infatti lavorando per trovare una soluzione che permetta di disputare il match in Gran Bretagna, resistendo alle forti pressioni per spostare l’incontro al Madison Square Garden di New York, dove Sela e Netflix sarebbero interessati a organizzare l’evento per amplificarne la portata internazionale. Hearn ha ribadito più volte che lui e il suo pugile restano fermi sulla volontà di vedere il combattimento nel Regno Unito. Secondo quanto ricostruito da BoxingScene, il contratto inizialmente firmato da Joshua prevedeva che il match dovesse disputarsi sul territorio britannico. Il pugile non sarebbe ancora soddisfatto delle condizioni legate a un eventuale cambio di sede, anche se lo stesso Hearn in passato aveva aperto alla possibilità degli Stati Uniti qualora fossero state offerte condizioni adeguate. Ora, però, nella trattativa è entrato anche un protagonista istituzionale importante. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha infatti annunciato il proprio sostegno alla missione di Hearn e Joshua, rivelando di essere stato contattato dal promoter per contribuire a mantenere il grande incontro nella capitale britannica. «Capisco la tentazione di andare al Madison Square Garden. Capisco la tentazione dei soldi e dell’offerta, ma i tifosi sono qui», ha dichiarato Khan. «Siamo stati fedeli a Tyson e Anthony. Li amiamo entrambi e vorremmo vederli combattere qui a Londra. Sono certo che Tyson Fury e Anthony Joshua sappiano quanto li amiamo. Non sono sicuro che i promoter comprendano fino in fondo quanto siano amati, ma il mio messaggio è semplice: perché non fare quello che vogliono Tyson e Anthony e portare il combattimento a Londra?». Fury, nei giorni scorsi, ha accusato Joshua di essere un codardo, ribadendo contemporaneamente di essere disposto a combattere ovunque. Hearn ha risposto in modo altrettanto diretto: «Se è disposto a combattere ovunque, allora combatta nel Regno Unito. Il contratto è firmato». Wembley Stadium è stato indicato in precedenza come la principale soluzione nel caso in cui l’incontro venga effettivamente organizzato in Gran Bretagna. Esiste però un problema legato all’orario. La volontà di Turki Alalshikh e Netflix di trasmettere l’evento in prima serata negli Stati Uniti potrebbe costringere Fury e Joshua a salire sul ring intorno alle 3 del mattino britanniche, ben oltre l’attuale limite delle 23 previsto per gli eventi a Wembley. Per Khan, però, il valore dell’evento giustificherebbe ogni sforzo. «Avremo 100.000 persone a guardarli dal vivo, oltre a milioni di spettatori in tutto il mondo, combattendo davanti ai tifosi che li hanno amati fin dall’inizio», ha aggiunto il sindaco. «Abbiamo ospitato alcuni dei più grandi eventi di boxe della storia a Londra durante il mio mandato. Molti tifosi britannici amano Tyson Fury e Anthony Joshua. Molti londinesi amano entrambi. E sia Tyson Fury sia Anthony Joshua riconoscono l’importanza dei tifosi britannici». Khan ha infine confermato la disponibilità delle istituzioni londinesi a collaborare: «I promoter sanno che siamo qui per aiutare. Abbiamo contattato le persone che conoscono la situazione per dire che siamo pronti a dare una mano. Eddie Hearn ci ha contattato e siamo pronti a lavorare con Eddie e con il suo team». La sfida tra Fury e Joshua, dunque, continua a essere combattuta anche fuori dal ring. Da una parte New York, gli interessi internazionali e la spinta di Netflix; dall’altra Londra, Joshua, Hearn e ora anche il sindaco Khan. La domanda resta la stessa: dove verrà finalmente acceso il ring per il derby dei pesi massimi britannici?

Pubblicità

Leggi anche