Tyson Fury vs Anthony Joshua sarà in palio per il titolo WBA super dei pesi massimi, ma non tutti ritengono giusto che il match assegni una cintura mondiale. A sollevare il tema è stato Barry McGuigan, membro della Hall of Fame, secondo cui nessuno dei due britannici merita oggi la possibilità di diventare campione del mondo per la terza volta.
Fury e Joshua sono attesi sul ring l’11 dicembre al Principality Stadium di Cardiff. Secondo il materiale promozionale, si tratta di una sfida costruita nell’arco di dieci anni, una vera e propria “Battle of Britain” discussa a lungo negli ambienti della boxe. Per molti appassionati, vedere finalmente questo confronto prendere forma rappresenta comunque un momento importante, anche se arriva quando entrambi non sembrano più al massimo della loro carriera.
McGuigan: “Non meritano di combattere per un mondiale”
Intervistato da Boxing News, McGuigan ha espresso una posizione netta sul valore della cintura in questa situazione.
“Penso di sì [che svaluti il titolo WBA], ma il denaro parla tutte le lingue. È un grande combattimento dal punto di vista economico.
Anche se entrambi questi ragazzi hanno vissuto giorni migliori, resta un evento enorme. I soldi parlano e il resto conta poco, ma siamo onesti: non meritano di combattere per un titolo mondiale.
Entrambi sono stati sconfitti. [Oleksandr] Usyk ha battuto nettamente tutti e due e ha dimostrato, senza alcun dubbio, di essere il pugile superiore.
Cosa hanno fatto loro [Fury e Joshua], da quando sono stati battuti entrambi da Usyk, per meritare di nuovo una sfida mondiale?”
Il contesto nei pesi massimi
La sfida riguarda il titolo WBA super dei pesi massimi, la categoria regina della boxe professionistica. Proprio per il peso storico e simbolico di una cintura mondiale, le parole di McGuigan hanno un impatto particolare: il punto non è l’interesse del pubblico, che resta altissimo, ma il merito sportivo dei due contendenti alla luce dei risultati più recenti.
Il fascino del confronto tra Fury e Joshua è evidente da anni. Due pesi massimi britannici, due nomi enormi della scena internazionale e un incrocio atteso a lungo. Tuttavia, il dibattito si concentra sul fatto che il match arrivi in una fase diversa rispetto al passato, quando entrambi erano considerati al vertice assoluto della divisione.
Le ultime prestazioni di Fury e Joshua
Tra i due, molti osservatori sembrano orientati a favorire Fury. Nelle sue ultime due uscite contro Arslanbek Makhmudov e Mariusz Wach, il “Gypsy King” ha ottenuto vittorie convincenti, risultati che hanno rafforzato la fiducia attorno alle sue possibilità in vista del grande derby britannico.
Joshua, invece, arriva all’appuntamento con interrogativi più marcati. Nel match di luglio contro Kristian Prenga è finito al tappeto due volte prima di chiudere il combattimento per stoppage nel secondo round. Una prestazione che ha riaperto i dubbi sulla sua tenuta ai colpi, indicata da diversi analisti come uno dei principali punti deboli del suo momento attuale.
Il nodo Usyk e il tema del merito
Al centro del ragionamento di McGuigan c’è soprattutto il confronto con Oleksandr Usyk. Joshua è stato battuto in modo piuttosto convincente dall’ucraino nel 2021 e nel 2022. Fury, secondo molti, ha invece disputato due incontri più competitivi contro Usyk nel 2024, pur senza riuscire a ribaltare il verdetto.
È proprio da qui che nasce la critica: se Usyk ha già dimostrato di essere superiore a entrambi, quale percorso hanno costruito Fury e Joshua dopo quelle sconfitte per tornare a giocarsi un titolo mondiale? Per McGuigan, la risposta non basta a giustificare una posta così alta.
Cosa significa questo match
Nonostante le perplessità sul piano strettamente meritocratico, Tyson Fury vs Anthony Joshua resta uno degli eventi più attesi del panorama dei pesi massimi. Il richiamo commerciale è enorme e l’interesse del pubblico non è mai venuto meno, anche dopo anni di rinvii, trattative e discussioni.
Il risultato avrà inevitabilmente un peso enorme sulla percezione finale delle carriere di entrambi. Da una parte c’è la possibilità di rilanciare il proprio nome con una vittoria nel derby britannico più atteso dell’ultimo decennio; dall’altra, resta aperta la discussione sulla legittimità sportiva di una sfida mondiale in questo preciso momento del loro percorso.




