Andy Ruiz Jr. ha perso più di 20 libbre in vista del suo ritorno sul ring, ma dimagrire a 36 anni dopo 25 mesi di inattività non significa necessariamente ritrovare la velocità delle mani o quelle combinazioni che lo hanno reso uno dei pesi massimi più pericolosi della sua generazione. Ruiz ha fermato la bilancia a 254,3 libbre, circa 115,3 kg, in vista del main event di venerdì sera contro Damian Knyba, salito invece a 255,5 libbre. È il peso più basso registrato da Ruiz dal luglio 2018, quando pesava 252 libbre per battere ai punti Kevin Johnson. Allora aveva 28 anni, era attivo e stava ancora costruendo il percorso che lo avrebbe portato alla più grande vittoria della sua carriera. Otto anni dopo, il suo corpo ha attraversato oscillazioni estreme di peso, lunghi periodi di inattività e gli eccessi che hanno seguito lo storico upset contro Anthony Joshua nel 2019. Due anni fa Ruiz pesava 274,4 libbre nel pareggio contro Jarrell Miller: rispetto a oggi sono 20,1 libbre in più. Era salito a 268 libbre quando fermò Joshua, arrivò a 283 per la rivincita e pesò 268,8 contro Luis Ortiz nel 2022. Il dato di 254,3 libbre verrà inevitabilmente interpretato come la prova di una ritrovata disciplina. E probabilmente lo è. Ruiz ha dimostrato di aver lavorato seriamente in palestra, senza affidarsi soltanto al proprio nome. Ma perdere così tanto peso a questo punto della carriera solleva anche interrogativi su ciò che quella riduzione potrebbe avergli tolto. Una massa corporea maggiore non significa automaticamente possedere una migliore resistenza ai colpi, ma Ruiz ha trascorso gran parte del suo prime assorbendo i colpi dei pesi massimi con un corpo decisamente più robusto. Un dimagrimento così importante potrebbe significare avere meno protezione naturale nella parte superiore del corpo e del collo. Un aspetto da osservare attentamente contro un avversario alto 6 piedi e 7 pollici, i cui colpi possono arrivare da angolazioni molto pronunciate verso il basso. Ruiz, inoltre, dovrà verificare la tenuta della mano destra per tutta la durata del match. Contro Miller si era fratturato quella mano e aveva spiegato che l'infortunio gli aveva impedito di tirare correttamente nella seconda metà dell'incontro. Il peso inferiore conterà poco se Ruiz non riuscirà a liberare quelle combinazioni a tre colpi che, a corta distanza, lo hanno reso così pericoloso. Knyba, però, può offrirgli delle opportunità. Il polacco combatte spesso molto alto e non possiede un movimento laterale di livello assoluto. Una maggiore velocità potrebbe permettere a Ruiz di aggirare la guardia lunga dell'avversario con il destro sopra la guardia, per poi entrare con colpi più corti al corpo e alla media distanza. Il pericolo arriverà quando Knyba proverà a legarlo. Clinch ripetuti potrebbero consumare le gambe di Ruiz e impedirgli di costruire quegli scambi rapidi dalla corta distanza di cui ha bisogno. C'è poi una differenza fondamentale tra apparire più in forma sulla bilancia e essere nuovamente il pugile di un tempo. L'inattività ha sottratto a Ruiz anni preziosi, mentre il suo stile, fortemente basato sui riflessi, richiede un timing che né la corsa né una dieta possono restituire automaticamente. Al suo massimo livello, Ruiz era capace di evitare i colpi a distanza ravvicinata e rispondere immediatamente con combinazioni rapide, prima che l'avversario potesse recuperare. Quella versione di Ruiz non si vede con continuità dalla prima sfida con Joshua. Contro Knyba, dunque, la pressione sarà molto più grande di quella che normalmente accompagna un pugile al rientro dopo una lunga pausa. Ruiz non può permettersi un'altra prestazione opaca contro un avversario scelto anche per rilanciare la sua carriera. Una vittoria ai punti senza convinzione o una battaglia estenuante comprometterebbero il suo valore come possibile avversario per i grandi nomi della categoria. A 36 anni non c'è più tempo per una lunga ricostruzione. Il nuovo peso è certamente un segnale incoraggiante, ma sarà il ring a dire cosa Ruiz abbia perso insieme a quelle 20 libbre. A Newark potrebbe presentarsi un ex campione rinvigorito e finalmente ritrovato. Oppure potremmo vedere un pugile più anziano che ha lavorato duramente per ricostruire il fisico dei suoi vent'anni senza però riuscire a ritrovare il campione che un tempo viveva dentro quel corpo.
Andy Ruiz Jr.: il peso non basta per tornare grande
Andy Ruiz Jr. torna sul ring dopo 25 mesi e perde oltre 20 libbre: il nuovo peso è un segnale positivo, ma velocità e timing restano da verificare.
Redazione··3 min di lettura

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