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Ruiz Jr. torna sul ring contro Damian Knyba

Andy Ruiz Jr. torna sul ring contro Damian Knyba dopo oltre due anni: l’ex campione rivela perché si allenava praticamente da solo.

Redazione··4 min di lettura
Andy Ruiz Jr. Says He Trained Himself

Andy Ruiz Jr. torna sul ring contro Damian Knyba e ha spiegato di aver praticamente allenato sé stesso nei tre incontri disputati dopo la storica vittoria contro Anthony Joshua. L’ex campione unificato dei pesi massimi affronterà Knyba venerdì al Prudential Center di Newark, nel New Jersey, tornando a combattere dopo oltre due anni di assenza. Per questa nuova fase della sua carriera, Ruiz ha deciso di riunirsi con Manny Robles, l’allenatore che lo aveva guidato nel 2019 alla clamorosa vittoria per KO tecnico al settimo round contro Anthony Joshua, conquistando i titoli mondiali dei pesi massimi. Ruiz ha spiegato ad Ariel Helwani che, nei combattimenti contro Chris Arreola, Luis Ortiz e Jarrell Miller, aveva assunto di fatto il controllo dei propri camp, affidandosi soltanto a un allenatore dei colpitori e a un preparatore atletico. “Mi stavo praticamente allenando da solo”, ha raccontato Ruiz, ammettendo di essere arrivato a pensare di sapere tutto ciò che serviva per prepararsi a un combattimento di alto livello. Durante il periodo che ha preceduto la sfida con Arreola, Eddy Reynoso aveva ufficialmente lavorato con Ruiz, mentre Alfredo Osuna lo aveva seguito in vista del confronto con Luis Ortiz. Le dichiarazioni dell’ex campione lasciano però intendere che la presenza degli allenatori non significasse necessariamente il pieno controllo della preparazione. Ruiz avrebbe infatti stabilito personalmente ritmi, programmi e attività del camp, arrivando a rimandare o evitare alcuni lavori che non aveva voglia di svolgere. Un atteggiamento che alimenta il dibattito sulle ragioni del progressivo declino mostrato dopo il successo contro Joshua. Nel corso degli anni Ruiz ha fornito diverse spiegazioni per le sue prestazioni meno convincenti: dopo la sconfitta nella rivincita con Joshua aveva parlato della scarsa disciplina e delle feste, mentre successivamente aveva rivelato che una frattura alla mano aveva condizionato il combattimento contro Jarrell Miller. Ora indica invece la gestione autonoma dei propri ritiri come una delle cause delle prestazioni altalenanti. Il problema è che ai massimi livelli della boxe certe difficoltà devono essere affrontate durante la preparazione e non spiegate soltanto a posteriori. La sfida contro Damian Knyba sarà quindi un test importante per capire quanto sia realmente cambiato Andy Ruiz Jr. Il peso massimo polacco possiede infatti un impressionante allungo di 86 pollici, circa 218 centimetri, con un vantaggio di ben 12 pollici rispetto a Ruiz. Per accorciare la distanza, l’ex campione dovrà utilizzare movimento della testa, finte, velocità di gambe e pressione costante, evitando di limitarsi a brevi esplosioni offensive. I lunghi momenti di scarsa attività mostrati contro Luis Ortiz e Jarrell Miller non potranno essere ripetuti. Se le gambe del 36enne Ruiz non saranno abbastanza rapide per portarlo rapidamente nella distanza ideale, Knyba potrebbe controllarlo con il jab e costringerlo a entrare da lontano, riducendo notevolmente l’efficacia delle sue combinazioni. La velocità delle mani che aveva messo in difficoltà Anthony Joshua perde infatti gran parte del suo valore se Ruiz non riesce ad arrivare abbastanza vicino per utilizzarla. Il ritorno al fianco di Manny Robles potrebbe rappresentare un elemento decisivo. Robles è un allenatore esigente, particolarmente attento alla preparazione atletica, alla ripetizione e alla disciplina, ma resta da capire se Ruiz sarà disposto ad accettare realmente la sua autorità quando gli allenamenti diventeranno duri e scomodi. La loro reunion può funzionare soltanto se il pugile sarà disposto a seguire le indicazioni del tecnico senza cercare nuovamente di gestire autonomamente il proprio percorso. Nessun allenatore, però, può recuperare il tempo perso. Il Ruiz che sconvolse il mondo battendo Joshua aveva 29 anni; oggi ne ha 36 e negli ultimi sette anni ha combattuto soltanto quattro volte, affrontando anche un intervento chirurgico alla mano e trascorrendo lunghi periodi lontano dal ring. Una vittoria contro Knyba sarebbe quindi un primo segnale positivo, ma non basterebbe automaticamente a riportarlo tra i principali contendenti della categoria. Il polacco è stato fermato al terzo round da Agit Kabayel e questo significa che Ruiz avrebbe poco da guadagnare da una vittoria ordinaria. Dovrà dimostrare di saper chiudere rapidamente la distanza, mantenere un volume di pugni elevato e imporre il proprio ritmo senza calare drasticamente nelle riprese finali. Un’altra prestazione deludente potrebbe complicare ulteriormente la possibilità di ottenere un grande incontro in futuro. Dopo aver attribuito la sconfitta nella rivincita con Joshua alla scarsa disciplina e aver ora spiegato di aver controllato personalmente i camp successivi, Ruiz dovrà dimostrare sul ring che qualcosa è realmente cambiato. Se Knyba dovesse mettere nuovamente in evidenza inattività, limiti fisici e un calo del rendimento offensivo, Andy Ruiz Jr. potrebbe trovarsi ancora una volta costretto a cercare una nuova spiegazione.

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