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Canelo Alvarez rischia la trappola di Christian Mbilli a Riyadh

Christian Mbilli punta su varietà e pressione per sorprendere Canelo Alvarez a Riyadh. Il messicano dovrà fare i conti con i dubbi sulla sua tenuta.

Redazione··3 min di lettura
Canelo Walking Into A Trap Against Christian Mbilli In Riyadh

Canelo Alvarez potrebbe aver sottovalutato Christian Mbilli. Secondo il tecnico Marc Ramsay, il campione considera il francese un attaccante essenziale, basato soprattutto sulla pressione. Mbilli, invece, vuole mostrare a Riyadh un repertorio più vario e trasformare il match di sabato in una prova estenuante per il messicano.

La varietà di Mbilli contro i contrattacchi di Canelo

Canelo ha scelto Mbilli ritenendo di avere gli strumenti per gestirne l’aggressività. Il rischio, secondo Ramsay, è che il suo angolo abbia interpretato la pressione del rivale come un attacco semplice da neutralizzare. Il tecnico sostiene che Mbilli disponga di più soluzioni di quanto Alvarez si aspetti e che l’incontro sarà l’occasione per dimostrarlo.

Il combattimento è in programma il 31 ottobre in Arabia Saudita. Mbilli rispetta la stella messicana, ma ritiene che i suoi riflessi siano meno pronti rispetto al passato. A suo giudizio, Canelo è oggi più battibile che mai: questa sarebbe quindi la finestra ideale per tentare l’impresa.

Per mettere in difficoltà Alvarez, però, non basterà avanzare lanciando colpi a caso. Mbilli dovrà mantenere attivo il jab, lavorare al corpo e mascherare le proprie intenzioni, così da non rendere prevedibili ritmo e traiettorie. Ogni attacco dovrà essere preparato con attenzione: quando Canelo trova la posizione per rispondere, i suoi contrattacchi restano una minaccia concreta.

Pressione costante e attenzione alla difesa

Anche la continuità dell’azione può pesare sull’esito del match. Canelo è particolarmente efficace quando l’avversario rallenta dopo una combinazione o resta fermo a osservare il risultato dei propri colpi. Mbilli dovrà ridurre queste pause e cercare scambi prolungati, senza concedere al campione il tempo di recuperare.

Alvarez ha già dimostrato di saper disinnescare avversari aggressivi. Due anni fa ha respinto l’assalto di Jaime Munguía facendo leva sulla precisione dei contrattacchi. Per questo Mbilli non può affidarsi soltanto al volume: se Canelo riuscirà a piazzare i colpi più puliti, la pressione del francese potrebbe non bastare.

Restano, tuttavia, i dubbi sulla tenuta di Canelo, emersi nelle sue uscite più recenti. Mbilli può provare a trasformare ogni ripresa in una battaglia fisica, mantenendo un ritmo insistente soprattutto quando il messicano cerca una pausa. Non si tratta di caricarsi in avanti senza criterio, ma di tenere alta la pressione senza esporsi alle risposte del campione.

Un’occasione attesa da quattro anni

Mbilli insegue questa opportunità da quattro anni, continuando nel frattempo a proteggere la propria posizione ai vertici della classifica. Ora dovrà dimostrare che il lavoro svolto in palestra può tradursi in una prestazione efficace contro un avversario d’élite, abituato a leggere le situazioni e a punire gli errori.

Canelo resta pericoloso lungo tutte le dodici riprese. Se avrà davvero sottovalutato Mbilli, il confronto di Riyadh potrebbe sfuggirgli di mano. La sfida, per il francese, sarà rendere concreta la varietà promessa da Ramsay senza lasciare al messicano il controllo degli scambi.

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