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L'Angolo di Rocky

Clemente Russo a 44 anni: quando è davvero il momento di smettere?

Perché non approvo il debutto nei pro di Clemente Russo nella riunione del 21 novembre a Milano, con tricolori in palio. La differenza tra l’Italia e gli USA.

Giuliano Orlando··5 min di lettura
Clemente Russo a 44 anni: quando è davvero il momento di smettere?

Recentemente ho letto con grande attenzione un articolo “provocatorio”, pubblicato su Fighters Life, che tratta l’argomento su quale sia l’età in cui un pugile dovrebbe smettere. La situazione è cambiata e non di poco dagli anni ’60 in avanti. In quel periodo l’età media si aggirava sui 65 anni, oggi siamo attorno agli 85. E’ radicalmente cambiato il modo di vivere. Si cura meglio il proprio corpo, l’alimentazione è decisamente migliorata, come la preparazione atletica di chi fa sport. Aggiungendo i progressi della medicina per migliorare il rendimento in ordine alle prestazioni in ogni settore, nello sport in particolare. Proprio questo argomento mi ha dato la spinta per spiegare il perché non approvo il debutto a 44 anni di Clemente Russo, classe 1982, che ho seguito nella sua lunga attività da dilettante, dai primi podi nel settore giovanile fino all’addio nel 2021 dopo oltre un ventennio di attività al vertice. Pugile intelligente e furbo, dalla tecnica molto personale, sfruttando al meglio velocità d’esecuzione e scelta di tempo. Qualità che gli hanno permesso di cogliere due argenti ai Giochi Olimpici (2008 e 2012), due ori mondiali (2007 e 2013), oltre a vittorie importanti nel torneo della WSB e dell’APB. Arrivando a disputare alcuni match sulle 8 riprese. Ma parliamo di un decennio addietro. Dal 9 aprile 2021, quando nell’Irlanda del Nord, disputò l’ultimo match in maglia azzurra, battendo Antonie O Griofa, non è più salito sul ring, svolgendo ultimamente il ruolo di tecnico dell’Italia. Cinque anni di assenza dal ring, sono un lungo periodo dopo i 40 anni, in particolare per un pugile che punta tutto sull’anticipo, il colpo d’occhio e la velocità dei colpi. L’avversario dell’esordio, fissato la sera del 21 novembre all’Allianz di Milano, è stato indicato nell’egiziano di stanza a Monza, Mohamed Elmaghraby, 30 anni, pro dal 2021, imbattuto (15), campione italiano e del Mediterraneo IBF. Nell’occasione il limite di peso è stato stabilito a 93 kg. un peso che favorisce e non poco il debuttante campano. Per contro ci sono ben 14 anni di differenza tra i due. Il match è sugli otto round, limite richiesto da Russo. Fermo restando il mio punto di vista, in caso di vittoria di Clemente, la seconda tappa su chi punterà? C’è poi l’altra situazione: se Russo perde, ipotesi da non scartare affatto, chiuderà o ci riproverà? L’organizzatore ha dato a questo confronto il ruolo di “main event”, una scelta sorprendente e rischiosa. Il pubblico milanese di Russo sà ben poco e si presenta a questa riunione per seguire gli altri protagonisti. Che hanno un seguito locale da Francesco Paparo (13-2-1) sfidato dall’ispano Alex de la Rosa (11-1) per il Silver EBU superpiuma al possente mediomassimo Paul Amefian (8) contro Vincenzo Lizzi (4-1), sfida incertissima con entrambi molto motivati. Il primo intende proseguire la striscia vincente, il calabrese di Cetraro vuole rifarsi della sconfitta subita da Elmaghraby lo scorso maggio, disapprovata sonoramente dal pubblico. Il tarantino Francesco Magrì (9) mette in palio il tricolore superwelter contro Valerio Mantovani (7-1), ragazzo di casa, già battuto dal campione, fermato dal medico per un problema al naso al sesto tempo, col match ancora aperto. Tecnicamente Magrì è migliore, ma l’avversario è capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Altro titolo italiano tra il detentore Riccardo Valentino (9-4) e il talentuoso fiorentino Yassin Hermi (16-3-1) allenato da Giacobbe Fragomeni, che la cintura l’avrebbe meritata già in passato. Stavolta ci prova tra i supermedi. Akrem Aouina (14-2) e Damiano Falcinelli (17-4) provengono da due sconfitte. Saliranno sul ring per cancellarle. Il non più verde Maxim Prodan ((25-3-1) 33 anni, pro dal 2015, intende riscattare l’insuccesso contro Mantovani a maggio, affrontando Federico Schinina (12-5), 32 anni, pro dal 2020 in Argentina dove viveva, poi l’Europa: prima la Spagna (2022) quindi l’approdo a Genova dove risiede. Nel 2024 conquista il tricolore superwelter. Sfida equilibrata. Roberto Lizzi (10-2), 24 anni, pro dal 2022, ex tricolore cruiser, ritrova Morike Oulare (8-1), 28 anni, nato in Guinea, residente a Bologna, che nel 2024 a Sequals lo battè nettamente. Stavolta Roberto intende prendersi la rivincita. In apertura, il lanciato mediomassimo genovese Yohan Acosta (5). 24 anni, pro dal 2024, trova il più esperto Stiven Leonetti (13-6-1) dal rendimento alterno. Questi gli incontri che porteranno un buon pubblico all’Allianz. Nel servizio inerente l’esordio di Russo, viene fatto l’esempio degli USA, dove gli incontri tra veterani si sprecano e ottengono anche successo. Vero fino ad un certo punto, anche se il mercato americano ha una platea per noi impensabile, con gusti variegati. L’Europa e l’Italia in particolare, hanno una cultura diversa, Per questo il caso Russo fa discutere. Ma anche negli USA si stanno stufando. La sfida tra Oliver McCall (61-14) 61 anni, pro dal 1985, ex mondiale (il 23 aprile 1993 a Memphis mise KO il nostro Damiani) e il nigeriano Ike Ibeabuchi (21-1) che di anni ne ha solo 53, pro dal 1994, fermatosi nel 1999, è tornato sul ring a distanza di 26 anni, nel 2025, disputando due match in Nigeria, una vittoria e una sconfitta, ne sono l’ultimo esempio. L’opportunità di affrontare McCall gli avrebbe procurato qualche dollaro in più. Ma il pubblico ha detto no. Prima di chiudere, voglio complimentarmi con l’avvocato Rolando Grossi, per la pubblicazione dell’articolo titolato “La verità è nei numeri. La boxe italiana sotto la lente”. L’avvocato Grossi è l’ultimo “acquisto” di Alberto Frati l’ideatore di Fighters Life, ormai un sito capolavoro, dove trovi tutto lo scibile del pugilato, perfino la recensione dei libri, surclassando quella che non può neppure più chiamarsi concorrenza, visto il gap che le divide. Due anni fa “Al” mi contattò e con elegante insistenza mi propose di scrivere per Fighters Life, assicurandomi assoluta indipendenza e autonomia. Accettai, dopo aver rifiutato altre proposte. Al momento “L’angolo di Rocky” funziona al meglio e il nostro rapporto è di stima reciproca, come deve essere tra gentiluomini.
Giuliano Orlando

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