Conor Benn resta, almeno pubblicamente, un investimento pienamente difeso da Dana White. Dopo la pesante sconfitta subita sabato notte alla T-Mobile Arena di Las Vegas contro Ryan Garcia, il numero uno di Zuffa Boxing ha escluso qualsiasi rimpianto per l’ingaggio del pugile britannico, liquidando le critiche con una frase netta: «Vale ogni centesimo».
La domanda, in conferenza stampa, era inevitabile. Benn era stato presentato come uno dei volti su cui costruire la nuova avventura pugilistica targata Zuffa, ma il verdetto del ring è stato brutale: Garcia lo ha travolto in appena due riprese, chiudendo il match a 1:25 del secondo round dopo averlo colpito con un destro pesante e averlo poi intrappolato alle corde. L’arbitro Thomas Taylor non ha avuto alternative se non fermare l’incontro.
White, però, ha scelto di proteggere il proprio atleta e di spostare l’attenzione sulla prestazione del vincitore. «Ryan Garcia è sembrato incredibile e ha fatto esattamente quello che aveva detto che avrebbe fatto», ha dichiarato, evitando di trasformare la serata negativa di Benn in un processo pubblico.
Alla richiesta di indicare un percorso di ricostruzione per il britannico, White ha invitato alla calma. Secondo il dirigente, Benn dovrebbe prima staccare, passare tempo con la famiglia e solo dopo ragionare sul prossimo passo. «Si goda quello che ha fatto quest’anno. Quando sarà pronto a combattere di nuovo, ci chiamerà e metteremo insieme qualcosa. Combatterà ancora. È stata una di quelle serate: Ryan Garcia è così forte», ha aggiunto.
Il riferimento a un anno positivo, però, merita più di una riflessione. Il successo più importante di Benn era arrivato ad aprile contro Regis Prograis, un ex campione ormai lontano dal suo miglior livello. A 37 anni, Prograis aveva già perso due degli ultimi tre incontri e non mostrava più la velocità e i riflessi che lo avevano reso pericoloso negli anni migliori.
Anche in quella vittoria, Benn aveva comunque incassato colpi puliti e mostrato alcune lacune difensive, soprattutto quando avanzava in pressione senza sufficiente copertura. Prograis gli aveva segnato il volto e aveva evidenziato quanto potesse diventare vulnerabile contro avversari capaci di colpirlo d’incontro. Contro una versione più giovane e reattiva, quelle aperture avrebbero potuto costargli molto di più.
Il match con Prograis, più che una consacrazione, era stato dunque un campanello d’allarme. Garcia, primo avversario di livello mondiale affrontato da Benn nel pieno della carriera, ha trasformato quei segnali in una sentenza durissima. Per questo la difesa di White appare anche come una necessaria operazione di controllo dei danni: ammettere subito un investimento eccessivo, a pochi minuti dalla prima sconfitta per KO del pugile, avrebbe solo amplificato la crisi.
Il problema, adesso, è capire dove e contro chi possa ripartire Benn. Il britannico ha lasciato intendere di non poter proseguire a lungo né nei welter né nei superwelter. Un eventuale passaggio ai medi lo porterebbe però contro avversari naturalmente più grandi, più pesanti e potenzialmente più resistenti alla sua pressione.
La soluzione commercialmente più prudente resta una terza sfida con Chris Eubank Jr., con la serie ferma sull’1-1 e un pubblico britannico già coinvolto dalla rivalità. Qualsiasi opzione più ambiziosa, invece, rischierebbe di confermare il dubbio che oggi circola con forza: Zuffa Boxing ha pagato da star un pugile il cui nome e la cui aggressività potrebbero pesare più del suo reale valore ai massimi livelli.




