Ci sono occasioni che arrivano dopo anni di sacrifici e altre che sembrano presentarsi proprio quando la carriera ha già attraversato momenti difficili. Per Salvatore “Totò” Contino, quella del 18 settembre alla Grande Miniera di Serbariu, in Sardegna, appartiene sicuramente alla seconda categoria. A 36 anni, dopo aver iniziato il percorso professionistico nel 2022, il pugile romano si trova davanti alla possibilità di conquistare il titolo europeo dei pesi gallo contro il campione Cristian Zara. Un'opportunità costruita attraverso vittorie, sconfitte, momenti difficili e soprattutto attraverso la capacità di rialzarsi. Dalla notte in cui ha ribaltato il pronostico contro Mohammed Obbadi, conquistando il titolo italiano, alla sconfitta contro Mauro Forte, Contino ha continuato a credere nel proprio percorso. Ora davanti c'è Zara e una cintura europea. E Totò sa bene che occasioni come questa non passano tutti i giorni.
D:Salvatore, lei ha iniziato il percorso professionistico nel 2022 e oggi, a 36 anni, si trova a giocarsi il titolo europeo. Se quattro anni fa qualcuno le avesse detto che avrebbe vissuto una seconda parte di vita pugilistica arrivando fino a una chance europea, gli avrebbe creduto? E quando ha capito che questa non era più soltanto una parentesi della sua vita, ma poteva diventare qualcosa di importante?
R:Quando ho iniziato a combattere non pensavo di arrivare a questo punto, ma la voglia di andare sempre avanti, di non mollare e di dare sempre il meglio di me non mi è mai mancata. Da quando sono arrivato alla Audace è cambiata la mia vita pugilistica, è cambiata tanto, perché mi hanno fatto capire che valevo come pugile e hanno creduto in me. Questo mi ha dato una carica in più.
D:Contro Mohammed Obbadi partiva da sfavorito e quella sera si trovò anche a dover reagire dopo un atterramento. Eppure riuscì a cambiare completamente l'inerzia del combattimento fino a conquistare il titolo italiano. Che cosa è successo nella sua testa in quel momento? C'è stato un preciso istante in cui ha pensato: “Questo match posso ancora vincerlo”?
R:Con Obbadi, quando sono andato giù, dentro la mia testa pensavo: “Non è possibile. Dopo un duro lavoro di preparazione e mesi di allenamento non posso mollare proprio ora. Devo farcela”. Dentro di me ho detto: “Alzati e combatti”. Non si deve mollare proprio adesso.
D:Dopo quello che è successo con Obbadi, pensa che essere considerato sfavorito possa in qualche modo rappresentare una forza per lei? Contro Zara sarà ancora una volta il campione ad avere maggiormente da perdere: quanto può incidere psicologicamente questa differenza di pressione?
R:Dopo quello che è successo contro Obbadi ho avuto una forza in più e ho creduto sempre di più in me stesso. La pressione ci sarà sempre, ma potrò viverla con un po' più di esperienza e con maggiore determinazione.
D:La sfida con Mauro Forte per l'EBU Silver non è andata come avrebbe voluto e lei è stato anche mandato al tappeto. Ma pochi mesi dopo è tornato sul ring e ha ripreso il cammino. Quanto è stato difficile, soprattutto mentalmente, ripartire da quella sconfitta? E c'è qualcosa che quella serata le ha insegnato e che oggi può diventare utile contro Zara?
R:Dopo la sconfitta con Mauro Forte ho capito che cosa significa essere un pugile. Ho incontrato l'uomo più forte in Italia e mi ha fatto capire lui stesso che ho avuto le palle di andare avanti. È stato veramente difficile rialzarsi, perché non volevo perdere, ma ho perso a testa alta.
D:Zara arriva da campione europeo, ma anche lui ha attraversato momenti importanti e difficili per arrivare a quella cintura, compresa la trilogia con Picardi. Studiandolo, qual è l'aspetto del suo pugilato che ritiene più pericoloso? E, al contrario, qual è il punto sul quale pensa di poterlo mettere maggiormente in difficoltà?
R:Zara è un pugile furbo e completo, sa fare tutto. Quindi abbiamo lavorato su tutto e non possiamo perdere la concentrazione.
D:Lei è arrivato a questa opportunità a 36 anni, dopo un percorso professionistico relativamente breve ma con una crescita molto rapida. Quanto sente che questo incontro rappresenti il punto più alto di tutto il percorso fatto finora? E quando salirà sul ring il 18 settembre, preferirà pensare all'importanza della posta in palio oppure cercare di vivere quei dodici round semplicemente come un altro combattimento?
R:Penso solo a vivermi questo momento, a fare il meglio il 18 settembre e a dare tutto me stesso. Il treno della vita passa solo una volta e non possiamo perderlo. Questa volta, a me, ne sono passati due: uno con Mauro Forte e l'ho perso. Questa volta non posso perderlo. Me la vivrò al cento per cento.
È proprio nelle sue ultime parole che si ritrova il senso del percorso di Totò Contino. Non c'è la promessa di un risultato, né la presunzione di considerare già conquistato ciò che ancora deve essere combattuto. C'è invece la consapevolezza di essere arrivato davanti a un'occasione costruita passo dopo passo, anche attraverso le sconfitte. Il 18 settembre, contro Cristian Zara, Contino avrà davanti dodici round per trasformare una seconda vita pugilistica in qualcosa di ancora più grande. A 36 anni, con l'esperienza di chi ha già conosciuto la caduta e la forza necessaria per rialzarsi, Totò ha scelto una sola strada: vivere fino in fondo il momento. Perché, come dice lui, “il treno della vita passa solo una volta”. E questa volta non vuole perderlo.
Contino davanti al treno europeo: «Contro Zara non posso perdere questa occasione»
Il 18 settembre in Sardegna il romano sfida Cristian Zara per il titolo europeo dei pesi gallo, dopo un percorso segnato da risalite e sconfitte.

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