Dalton Smith conserva il titolo, ma la prestazione divide
Dalton Smith ha mantenuto la cintura WBC dei superleggeri a Sheffield, ma il verdetto contro Alberto Puello ha lasciato più dubbi che certezze. Il campione britannico ha ottenuto una decisione non unanime, senza però convincere del tutto il pubblico e gli addetti ai lavori.
Due giudici hanno assegnato l’incontro a Smith con il punteggio di 115-113, mentre il terzo ha visto Puello prevalere nettamente per 116-112. Una differenza di valutazione significativa, che ha alimentato le discussioni sull’esito del match e sulla reale superiorità del detentore della cintura.
Il rivale nazionale Adam Azim ha contestato rapidamente il verdetto, sostenendo la posizione di quei tifosi che hanno considerato generoso il successo di Smith. «Puello ha vinto di un round, secondo me», ha dichiarato Azim a RS Boxing TV, concentrandosi soprattutto sulla scarsa urgenza mostrata dal campione.
Il calo nel finale ha evidenziato i problemi di Smith
La difficoltà principale è emersa nella parte conclusiva dell’incontro. Dopo che Puello ha trovato i tempi giusti per anticiparlo, Smith ha iniziato a combattere in modo più prudente, finendo spesso per chiudersi e limitare il proprio volume di colpi.
Ogni attacco sembrava esporlo ai contrattacchi puliti del pugile avversario. Invece di consolidare il vantaggio costruito nelle riprese iniziali, Smith ha affrontato i round di campionato con un atteggiamento orientato soprattutto alla sicurezza. Il risultato è stato un calo della produzione offensiva proprio nel momento in cui un campione dovrebbe provare a chiudere il match con maggiore autorità.
La prestazione ha quindi lasciato scoperti alcuni problemi tattici. Smith non è riuscito a mantenere costante il ritmo e, quando Puello ha preso le misure, ha faticato a trovare risposte efficaci. La cintura è rimasta a Sheffield, ma il combattimento ha indebolito l’immagine del campione.
Perché la rivincita con Puello è la scelta più logica
Nonostante le perplessità, Eddie Hearn sta già promuovendo l’ipotesi di un grande evento in uno stadio contro Shakur Stevenson. Dal punto di vista commerciale, l’idea è comprensibile finché Smith resta in possesso del titolo. Tuttavia, un incontro di quella portata non risolverebbe le difficoltà emerse contro Puello.
Se Puello è riuscito a bloccare Smith con il tempismo e i contrattacchi, la precisione e la disciplina difensiva di Stevenson potrebbero rendere ancora più costoso ogni errore. Il match di sabato non ha fornito indicazioni sufficienti per sostenere che Smith sia pronto a compiere questo salto di livello.
Una decisione controversa non rappresentava il tipo di prestazione necessaria per convincere Hearn a puntare subito su Stevenson. Prima di affrontare una sfida ancora più impegnativa, Smith avrebbe bisogno di dimostrare di aver compreso e corretto le vulnerabilità evidenziate da Puello.
Un nuovo confronto può chiarire la situazione
Per questo motivo, la rivincita con Alberto Puello appare come la soluzione più sensata. Un secondo incontro permetterebbe a Smith di apportare gli aggiustamenti necessari, mantenere più alto il ritmo di lavoro e cercare una vittoria senza discussioni.
Hearn può valorizzare il successo ufficiale del suo pugile, ma il ring ha raccontato una storia più complessa. Smith ha conservato il titolo WBC dei superleggeri, mentre la prestazione contro Puello ha indebolito la candidatura a un immediato confronto con Stevenson. La rivincita offrirebbe al campione l’occasione per ristabilire la propria credibilità prima di puntare a un appuntamento ancora più importante.




