David Benavidez può pensare che battere Oleksandr Usyk gli spalancherebbe le porte della Hall of Fame, ma gli appassionati di pugilato potrebbero non considerarlo sufficiente. Portare un peso massimo quarantenne a 200 libbre gli darebbe un nome celebre nel curriculum, non un accesso automatico alla grandezza.
«Mi guadagnerò il rispetto in un modo o nell’altro. Quando batterò Usyk, nessuno potrà negarmi un posto nei libri di storia», ha dichiarato Benavidez a Fight Hub TV.
Secondo l’autore, però, questa determinazione gli impedisce di vedere la realtà. Puntare su un Usyk di 40 anni sottoposto a un drastico taglio di peso viene descritto come una scorciatoia, non come una prova definitiva del proprio valore.
Una vittoria in queste condizioni, prosegue l’analisi, non dimostrerebbe molto: togliere oltre 20 libbre a un pugile più anziano potrebbe renderlo vulnerabile e rallentarlo. Se un picchiatore dal volume elevato mette sotto pressione una leggenda provata dal taglio di peso, il risultato rischia di essere letto come un confronto sbilanciato, non come un’impresa.
Per lasciare un segno storico, Benavidez dovrebbe affrontare avversari al massimo della forma. Tra le sfide indicate ci sono Jai Opetaia a 200 libbre, per stabilire chi comanda nei cruiser; Daniel Dubois, accettando i colpi dei pesi massimi; Filip Hrgovic in un confronto logorante; il giovane Moses Itauma, con il rischio di essere messo ko; e il cubano Frank Sanchez, da affrontare senza perdere disciplina contro la sua boxe insidiosa.
Una serie di vittorie contro questi cinque pugili renderebbe il suo curriculum difficilmente contestabile. Battere un Usyk avanti con gli anni e provato dal taglio di peso, invece, aggiungerebbe un nome prestigioso con un asterisco. Prima di pensare a queste sfide, Benavidez dovrà però superare Michal Cieslak, detentore della cintura WBC: il match è in programma il 5 dicembre a Glendale, con in palio anche le sue cinture WBA e WBO.




