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LA VERITÀ È NEI NUMERI LA BOXE ITALIANA SOTTO LA LENTE

Non un singolo dato, ma l'intero quadro: la boxe italiana raccontata attraverso le statistiche. Una fotografia del nostro pugilato oltre le polemiche

Redazione··20 min di lettura
LA VERITÀ È NEI NUMERI LA BOXE ITALIANA SOTTO LA LENTE

Qualche giorno fa ci siamo posti una domanda volutamente provocatoria: il pugilato italiano è davvero morto?
Una domanda nata dall’analisi di alcuni numeri e dalla fotografia, certamente non positiva, di una parte del nostro movimento.
Poi è successo qualcosa che, giornalisticamente, ho trovato molto interessante. Sono stato contattato dall’avvocato Rolando Grossi, coordinatore del CTP, membro dell’EBU e profondo conoscitore del mondo professionistico, con una particolare passione per numeri e statistiche. Mi ha inviato una relazione molto ampia sulla situazione del pugilato italiano, costruita mettendo insieme dati nazionali ed europei. La sua richiesta, però, è stata ancora più interessante dei numeri stessi: non prendere un dato isolato, leggerlo fuori dal contesto e utilizzarlo per confermare una tesi già stabilita.
Ho quindi letto con attenzione il materiale.
E la prima conclusione alla quale sono arrivato è semplice: se vogliamo capire davvero come sta il pugilato italiano, dobbiamo smettere di cercare un numero che ci dia ragione e iniziare a guardare l’intero quadro.
IL PROFESSIONISMO
Il dato inconfutabile, l’Italia conta 410 pugili professionisti tesserati FPI.
Il confronto europeo proposto indica circa 1.100 pugili nel Regno Unito, 250 in Spagna, 350 in Francia e 350 in Germania, con numeri decisamente inferiori in diversi altri Paesi.
Ma già qui bisogna fare attenzione.
Non tutti i sistemi nazionali sono organizzati nello stesso modo e in alcuni Paesi operano organismi professionistici differenti. Lo stesso documento segnala questa particolarità per Germania, Repubblica Ceca, Serbia e altri Stati.
Quindi il confronto numerico è utile, ma non può essere considerato una classifica assoluta.
88 ITALIANI NEI RANKING EBU
È probabilmente uno dei dati più interessanti.
La relazione indica 88 pugili italiani presenti nei ranking EBU, dei quali 61 uomini e 27 donne.
Un dato che trova riscontro anche nella comunicazione della FPI, che parla di 88 italiani nei ranking, pari a circa il 22% dei pugili professionisti tesserati.
E non si tratta soltanto di una fotografia teorica.
I ranking EBU pubblicati dalla FPI nel corso del 2026 mostrano infatti una presenza italiana in numerose categorie, con pugili ai vertici e diversi titolari o sfidanti ai titoli europei.
Questo non significa che l’Italia sia superiore alle altre nazioni.
Significa però che la rappresentazione di un movimento completamente marginale rispetto al pugilato europeo non trova una conferma automatica nei numeri.
IL PESO DELL’ITALIA NELL’EBU
C’è poi un altro dato.
La FPI dispone attualmente di 35 voti nell’Assemblea Generale EBU, dietro Regno Unito, 58, e Spagna, 40.
La stessa FPI spiega che questa rappresentatività è collegata a parametri come la presenza dei pugili nei ranking europei, i titoli EBU disputati e conquistati e l’attività organizzativa.
Anche questo, naturalmente, non è un certificato di salute generale del movimento.
È però un indicatore del peso che il pugilato professionistico italiano mantiene all’interno dell’organismo europeo.
I TITOLI EUROPEI
Nel periodo 2025-2026, secondo la relazione di Grossi, gli italiani avrebbero disputato:
18 titoli EBU, con 8 vittorie, 8 sconfitte e 2 pareggi.
A questi si aggiungono 20 titoli EBU Silver, con 13 vittorie e 7 sconfitte.
Anche qui c’è un elemento che non può essere ignorato: alcuni incontri sono derby italiani.
Quando due italiani combattono per un titolo europeo, una vittoria italiana produce inevitabilmente anche una sconfitta italiana.
Ecco perché una percentuale non può essere letta senza conoscere la composizione del campione.
IL CAPITOLO DEI TITOLI MONDIALI
Qui arriviamo probabilmente al dato più delicato.
La relazione indica due campioni del mondo italiani nel periodo considerato: Alessandro Riguccini e Pamela Noutcho Sawa.
Ma anche qui è necessario essere precisi.
Riguccini ha conquistato nel luglio 2025 il titolo WBA interim dei superleggeri battendo per KO Jesús Correa. La stessa WBA lo identifica ufficialmente come campione interim.
Pamela Noutcho Sawa ha invece conquistato nel novembre 2025 il titolo mondiale IBO dei pesi leggeri, battendo ai punti l’argentina Karen Carabajal al PalaDozza di Bologna.
Quindi, quando si parla di “due campioni del mondo”, bisogna specificare quale organizzazione e quale status del titolo.
Non tutti i titoli mondiali hanno lo stesso peso storico e competitivo e un titolo interim non è la stessa cosa di un titolo assoluto.
Ma c’è un’altra questione ancora più importante.
Pamela Noutcho deve essere conteggiata.
Se stiamo analizzando la forza internazionale del pugilato italiano, non possiamo scegliere di includere o escludere i risultati femminili a seconda della tesi che vogliamo dimostrare.
Una campionessa mondiale italiana è parte del movimento pugilistico italiano esattamente come un campione uomo.
Il punto non è gonfiare i numeri.
È utilizzare una metodologia coerente.
E infatti Noutcho non è un nome inserito artificialmente in una statistica: è effettivamente campionessa mondiale IBO dei pesi leggeri.
La stessa Danimarca per esempio possiede 1 solo titolo mondiale ed è femminile Wbo conquistato da Tina Turslund.
IL CONFRONTO CON L’EUROPA
La relazione mette poi a confronto l’Italia con altre nazioni europee e indica, nel periodo considerato, due campioni per Germania, Francia e Russia, cinque per il Regno Unito e almeno un campione per diverse altre nazioni.
Il dato più interessante, però, non è stabilire chi abbia “vinto” questa particolare classifica.
È osservare che diverse importanti nazioni europee possono avere contemporaneamente grandi tradizioni pugilistiche e, in un determinato momento storico, nessun campione mondiale.
Per questo il numero dei campioni del mondo è un indicatore, non una sentenza sulla salute di un movimento.
L’Italia può avere problemi strutturali e contemporaneamente produrre campioni.
Può avere difficoltà economiche e contemporaneamente avere pugili nei ranking internazionali.
Può avere meno professionisti del Regno Unito e contemporaneamente riuscire a portare alcuni dei propri atleti ai vertici europei e mondiali.
Le cose non si escludono.
Un esempio pratico che mi ha colpito molto che l’UK oggi la numero 1 del vecchio continente ma seconda nella classifica Ebu ferma al 15.5% come
Presenza pugili. Un altro dato impressionante sono le categorie di peso dove l’italia è presente praticamente sempre con un suo portacolori.
E I TITOLI ITALIANI?
La relazione dedica una parte importante anche al ritorno di interesse verso il titolo nazionale.
Negli ultimi anni sono state introdotte nuove regole e incentivi: aumento della base d’asta, premi economici, semifinali, classifiche basate su parametri oggettivi e un torneo dedicato ai pugili di terza serie.
Il risultato è significativo: 13 categorie di peso su 14 avrebbero attualmente un campione italiano, mentre nella categoria mancante sarebbe già programmata la sfida per l’assegnazione del titolo.
Anche questo è un indicatore che merita di essere analizzato.
Non significa automaticamente che tutto funzioni.
Significa che il titolo italiano sembra avere recuperato una parte dell’interesse che aveva perso.
QUASI 90.000 TESSERATI
C’è poi il dato complessivo del movimento.
La relazione parla di una soglia vicina ai 90.000 tesserati FPI, con una presenza significativa di giovani e donne.
Ed è probabilmente qui che bisogna distinguere due fenomeni.
Una cosa è la salute del movimento pugilistico complessivo.
Un’altra è la salute del settore professionistico.
Un movimento può avere moltissimi tesserati ma difficoltà nel trasformare una parte di quella base in professionisti di alto livello.
Allo stesso modo può avere pochi professionisti ma alcuni atleti capaci di competere per titoli europei o mondiali.
Sono parametri diversi e devono essere analizzati separatamente.
QUINDI, IL PUGILATO ITALIANO È MORTO?
Dopo aver letto questa relazione, personalmente non credo che la risposta possa essere affidata a un sì o a un no.
E forse è proprio questo il punto.
I numeri presentati da Grossi non dimostrano che il pugilato italiano sia in condizioni perfette.
Ma allo stesso tempo rendono difficile sostenere che basti un singolo dato, una percentuale o una classifica per definire l’intero movimento “morto”.
Abbiamo un numero importante di pugili presenti nei ranking EBU, titoli europei disputati e conquistati, una presenza istituzionale significativa nell’EBU, pugili italiani ai vertici delle classifiche europee, titoli mondiali conquistati e un titolo nazionale che, secondo i dati forniti, sembra aver recuperato attrattiva.
Contemporaneamente esistono problemi, criticità e aspetti sui quali il movimento deve necessariamente migliorare.
Le due cose possono essere vere contemporaneamente.
LA LEZIONE PIÙ IMPORTANTE
C’è una frase contenuta nella relazione che, al di là delle polemiche, merita una riflessione: la statistica può essere utilizzata per sostenere tesi differenti se si sceglie soltanto il dato che interessa.
Ed è proprio per questo che il nostro compito non dovrebbe essere quello di cercare numeri che confermino una posizione.
Dovremmo cercare tutti i numeri.
Quelli positivi e quelli negativi.
Quelli che raccontano la crescita e quelli che raccontano le difficoltà.
Quelli che riguardano gli uomini e quelli che riguardano le donne.
Quelli nazionali e quelli internazionali.
Perché se vogliamo davvero capire se il pugilato italiano è vivo, morto o semplicemente attraversa una fase di trasformazione, non possiamo scegliere prima la risposta e poi cercare le statistiche che la confermano.
Dobbiamo fare esattamente il contrario.
Guardare i numeri.
Confrontarli.
Contestualizzarli.
E poi lasciare che sia la realtà a parlare.

E ora l'analisi dell'avv. Rolando Grossi con la precisazione che i dati sono in perenne mutazione:

Preliminarmente, credo sia opportuna una rapida illustrazione del quadro d’insieme concernente l’intero Settore Pro, il quale, basandosi su riscontri oggettivi, evidenzia una chiara crescita sia in termini di qualità che di quantità.
Il numero dei tesserati nella qualifica di Pugili Pro è ad oggi di ad oggi 415, numero significativo ed inconfutabilmente rilevante.
Mi pare, doveroso, utile e corretto porre in evidenza che tale numero pone il nostro Paese (la FPI nello specifico) al 2° posto in Europa come numero di Pugili Pro tesserati.
Inoltre, mentre per la maggior parte dei Paesi Europei aderenti all’EBU e non, i Pugili Pro sono gestiti da enti privati e commerciali senza garanzia circa il controllo degli aspetti sanitari, la verifica delle condizioni di salute dopo infortuni o fermi, la fattibilità tecnica degli incontri, i limiti minimi di borsa spettanti ad un Pugile Pro per un Titolo Nazionale e così via, per quanto riguarda l’Italia, invece, la FPI offre le garanzie connesse alla natura di Federazione Sportiva Nazionale.
Alcune cifre sono emblematiche di quanto sopra asserito.

N.B.
Ovviamente i dati sotto riportati sono suscettibili a variazioni spesso dovute a cambi di Federazione di alcuni Pugili o all’ingresso di Pugili stranieri, come ad esempio in Spagna, ove giungono Pugili sudamericani (che poi rientrano in Patria) o in Francia, ove giungono Pugili Africani (Camerun, Algeria, Marocco ecc.) o in alcune Nazioni che ospitano Pugili stranieri per svariate e note ragioni (ad es: controlli sanitari troppo stretti in Patria, limiti di età imposti dalla propria federazione e non da altre).Infine, si tenga presente che il U.K. gode anche di sensibili innesti di Pugili appartenenti al
Commonwelth.

NUMERO TESSERATI

• Italia = FPI: 415
• United Kingdom = BBBofC e BIBA (England, Ireland, Galles Scotland): 1.100
• Spagna = Real Federation Espanola de Boxeo (CBPE): 250 (150>250)
• Francia = Federation Francaise de Boxe: 350 (300>350)
• Germania = non vi sono numeri ufficiali perché vi sono enti indipendenti v. GBA e BDB: 350
• Belgio = Royale Fédération Belge de Boxe: meno di 100
• Olanda = Nederlandse Boksbond: meno di 40
• Svizzera = Swiss Boxing: meno di 40
• Lussemburgo = Federation Luxembourgoise: circa 10
• Rep.Ceka = Česká Unie Boxerů Profesionálů: (enti privati) 30/40
• Serbia: Serbian Professional Boxing Fedreation= (enti privati) circa 40

• Bosnia Erzegovina = BHBF: circa 40
• Finlandia = Suomen Ammattinyrkkeilyliitto (enti privati): meno di 40
• Austria = enti privati: meno di 30

POSIZIONE DELL’ITALIA-FPI NELL’EBU.

Nel proseguire l’analisi a scopo informativo mi preme, altresì, segnalare che la FPI dispone di un numero di voti all’interno dell’Assemblea Generale dell’EBU pari a ben 35, che ci pone al 3° posto. Dunque, viene dopo la sola U.K. che dispone di 58 voti e la Spagna che dispone di 40 voti.
Ebbene, il numero di voti dipende dai seguenti fattori:
numero di Pugili presenti nei Ranking Europei, numero di titoli EBU disputati e vinti, numero di eventi a livello Europeo organizzati.
Inoltre, con questo Consiglio Federale e dopo anni di assenza, possiamo nuovamente contare sulla presenza di un Membro nel Board of Directors e presenza di due Membri nel Ratings Committee.
Rammento che l’EBU è l’Ente di riferimento del Pugilato al livello Europeo, data la sua storia (fu fondata nel 1947) e la sua importanza .
Da quanto sopra si comprende quale e come debba essere considerata la posizione della FPI e del Pugilato Pro Italiano.

TITOLI EBU

Al fine di offrire dati, a mio avviso, significativi, segnalo lo svolgersi delle attività a livello Europeo dei nostri Pugili tra il 2025 e 2026, anno quest’ultimo in fieri.

Titoli Europei EBU “FULL”
disputati 18;
vinti 8;
persi 8;
pareggiati 2.

Titoli Europei EBU Silver
Disputati 20;
Vinti 13;
Persi 7.

Peraltro, molti di questi Titoli sono stati derby italiani, come diversi che si dovranno disputare a breve ad es: Contino vs Zara, Foglia vs Grande e Peritore vs Tosi.

N.B.B.
Ritengo irriguardosa, erronea o insufficiente e persino stucchevole la lettura dei dati offerta da un giornalista importante resa pubblica in data 24.08.2026, il quale offre percentuali di vittoria di Titoli Ebu dei nostri Pugili all’estero (negli ultimi15 anni) dell’11%, quindi con l’89% di sconfitte,
senza dare conto di due elementi fondamentali e giornalisticamente, oltre che oggettivamente, rilevanti.
Ovvero, nei Titoli Ebu e Mondiali vanno conteggiate anche le vittorie delle Pugili donne, perché non è che nel medagliere olimpico, mondiale o europeo di qualsiasi sport si espungono le vittorie conseguite dalle donne e non è che negli altri Paesi del Mondo i Titoli Femminili si sorvolano e faccio un esempio per tutti: Taylor vs Serrano.
E mi si lasci dire, grazie a Dio, il Dott. Torromeo non opera tale esclusione, che invece adotta nel Pugilato Italiano Pro. Fatto riprovevole per la sua onestà intellettuale e che testimonia pregiudizi (maschilisti?) o, spero, sviste. Il giornalista, inoltre, lamenta che i nostri Pugili non riescono a vincere fuori casa fatta eccezione per quell’11%.
Ancora una volta trascurando dati di rilievo, quali le vittorie di Titoli Europei di nostre Pugili ottenute in casa di avversarie (ad es:Annalisa Bozzi, vittoria del Titolo Europeo in Francia).
Egli, poi, (maliziosamente???) omette di dire che neanche i Pugili Spagnoli, Francesi, Tedeschi, Belgi, Olandesi, Svizzeri, Lituani, Ucraini, riescono ad avere percentuali di vittorie maggiori dei nostri Pugili quando combattono fuori casa.
Persino i Pugili della U.K. (cioè: Irlanda, Galles, Scozia e Inghilterra) quando si confrontano fuori dal Regno Unito vedono crollare le loro percentuali di vittorie.
Ma chiarito questo, vorrei ricordare che (come disse il mio Prof di Statistica) la Statistica con la lettura dei dati è una materia strana che può dare ragione ad uno o all’atro di due contendenti, basta saper manipolare il dato ad hoc. Ed aveva ragione, basti l’esempio del bicchiere mezzo pieno (o mezzo vuoto???).

RANKING EBU

Pugili Italiani nei Ranking EBU. Essi sono:
Pugili classificati (inclusi i Campioni Silver e Gold) N. 88
Uomini N.61 (oltre 5 in stand by per ragioni regolamentari);
Donne N.27.
Ovvero il 22% di TUTTI i nostri Pugili sono nei Ranking EBU presenti in ogni categoria di peso, dai Pesi Mosca ai Pesi Massimi
Faccio presente che tali numeri sono in aumento, mancando ancora Pugili come Abbes Muhaiddine, Cavallaro, Mesiano, per quest’ultima farò a breve richiesta.
A questo punto è interessante un confronto con le altre Nazioni affiliate all’EBU.
Pugili U.K. presenti nei Ranking EBU:
Pugili classificati (inclusi i Campioni Silver e Gold) N. 171
Uomini N.137;
Donne N.34.
Ovvero il 15,55 % di TUTTI i Pugili UK (tutte le Nazioni UK) sono nei Ranking EBU.
Pugili Spagnoli presenti nei Ranking EBU:
Pugili classificati (inclusi i Campioni Silver e Gold) N. 50
Uomini N.35
Donne N.15
Ovvero il 20% di TUTTI i Pugili Spagnoli sono nei Ranking EBU, assenti dai Massimi, Cruiser e Massimi Leggeri.

Pugili Francesi presenti nei Ranking EBU:
Pugili classificati (inclusi i Campioni Silver e Gold) N. 70
Uomini N.46
Donne N.24
Ovvero il 20% di TUTTI i Pugili Francesi sono nei Ranking EBU.

Pugili Tedeschi presenti nei Ranking EBU:
Pugili classificati (inclusi i Campioni Silver e Gold) N. 39
Uomini N. 32
Donne N.7
Ovvero il 11,14% di TUTTI i Pugili Tedeschi sono nei Ranking EBU. Assenti dai Piuma in giù.
Naturalmente non accludo i dati delle altre nazioni aderenti all’EBU perché sono nettamente inferiori e incomparabili con quelli delle Nazioni che ho elencato e non sarebbe utile il confronto perchè tali Nazioni, pur annoverando buoni Pugili, non dispongono di numeri quali quelli di cui sopra.
In aggiunta a quanto sopra, che mi pare consegnare un’immagine non certo negativa o persino moribonda del nostro Movimento, l’attività dei nostri Pugili annovera nell’ultimo biennio anche ben 7 Titoli del Mondo:

• Squeo (IBF)
• Magnesi (WBC)
• Ohlia (IBF)
• Noutcho (IBO)
• Silva (uno IBF ed uno WBA).
• Riguccini (WBA)
Di questi due vinti e cinque persi in casa degli avversari e con onore, ma secondo la visione del giornalista in questione il Titolo del Mondo detenuto dalla nostra Pamela Noutcho non conta, perché si tratta di una donna…
Credo, insomma, che ci sia certamente molto da fare, ma sono sicuro che siamo nella giusta direzione, grazie ai nostri Pugili, ai nostri Tecnici, alle nostre Società ed ai nostri Organizzatori e grazie alla FPI.Il confronto sui dati afferenti al nostro Movimenti e quelli di altri lo dimostra.
Certamente, se poi si vuole paragonare il Movimento Pugilistico Italiano con quello Inglese o Statunitense, evitando ad arte di confrontarlo con quello spagnolo, francese, tedesco, belga, svizzero, croato, serbo, ceco, romeno, ungherese, olandese, portoghese e così via, allora è evidente che si rientra nella proterva ed in mala fede manipolazione del dato e del tema.
Vorrei dare qualche ulteriore dato da offrire in comunicazione a qualche nostro detrattore, che prima cita numeri a caso ed avulsi dal contesto, poi dinanzi ai numeri reali e contestualizzati forniti dal Presidente dice che in numeri non contano e cita BOXREC, rilevando che i nostri Pugili sono posti in basso nelle classifiche.
Ebbene, due note l’inserimento dei dati in boxrec dipende da chi li fornisce (lo abbiamo appurato con la Dott.ssa Marina Shepard a capo del database) e spesso non si riesce a darli aggiornati, quindi il sistema stila pseudo classificazioni che poco hanno a che vedere con la realtà, pur valendo come punto di riferimento numerico e come verifica della situazione degli incontri di ciascun Pugile.
Inoltre, tra i primi nelle varie categorie vi sono anche italiani (Magnesi, Olhia, Sarchioto, Morello, Mojon, lo stesso Carlesimo, Ortenzi, Zara, Grande, ecc.).
Ad ogni buon conto vi offro in comunicazione i dati che seguono inerenti ai Campioni del Mondo, uomini e donne ovviamente, suddivisi per Nazioni, le più rilevanti in Europa.

CAMPIONI DEL MONDO 2025-2026

Italia = 2 – Alessandro Riguccini peso welter WBA
Pamela Nutcho Sawa peso leggero IBO

United Kingdom = 5 D.Doubois peso massimo WBO
H. Sheeraz peso supermedio WBO
D.Smith peso superleggero WBC
Lauren Price peso welter IBF-WBC-WBA (woman)
Caroline Doubois peso leggero WBC-WBO (women)

Germania = 2 Agit Kabayel peso massimo WBC e Barou peso superleggero WBA

Francia = 2 C.Mbilli peso medio WBC
Estelle Mosselly peso leggero WBA

Russia = 2 M.Gassiev peso massimo WBA
Dimitry Bivol peso mediomassimo WBA-WBC-WBO-IBF

Irlanda = 1 Josh Kelly peso superwelter IBF
Belgio= 1 R.Merhy peso medio WBC
Turchia =1 Nur Thuran peso leggero IBF (woman)
Danimarca = 1 Dina Torslound peso gallo IBF-WBC-WBA-WBO (woman)
Ucraina = 1 Oleksander Usyk peso massimo IBF-WBC-WBO- All RING
Kazakisthan = 1 Z. Alimenkhanuly peso medio – WBO-WBA
Svizzera = 1 Gabriela Timar peso atom (paglia) WBO (woman)
Albania = 1. J. Uldedaj peso cruiser IBO
Croazia = 1. Hrgeovic peso massimo (IBF)
Spagna = nessuno
Austria= nessuno
Polonia = nessuno
Serbia= nessuno
Ungheria= nessuno
Olanda = nessuno
Romania = nessuno
Malta = nessuno
Lituania = nessuno
Finlandia = nessuno
Estonia = nessuno
Lussemburgo= nessuno
Moldavia = nessuno
Rep.Ceka= nessuno
Georgia = nessunop
Bosnia-Erz.=nessuno
Bielorussia= nessuno
Armenia= nessuno
Bulgaria =nessuno
Come si può notare se si prescinde dal confronto con la Gran Bretagna (composta da 4 nazioni), solo Germania, Francia e Russia possono annoverare due campioni del mondo in Europa, come l’Italia, se si vuol riconoscere il Titolo di Riguccini WBA che è regolarmente registrato e riconosciuto da Boxrec e quello di Pamela Noutcho IBO. E solo altre 8 Nazioni hanno un Campione del Mondo (uomo o donna), sulle 32 Nazioni più importanti in Europa (45 sono aderenti all’EBU per ora e diverse hanno chiesto di entrare).
Questo perché diversi Pugili optano per spostarsi in USA, come ad esempio Mc Kenna (che ha sconfitto Oliha) Pugile tesserato in USA.
Ed allora, direi che molto del criticismo disfattistico sia dettato da avversione personale o odio politico, che lasciano il tempo che trovano, perché i numeri non mentono e sono lì pronti a parlare.
Sia chiaro, le critiche, quando non mosse da odio, diffamazione, cattiveria e livore politico del perdente, anche aspre e durissime servono e sono ben accolte.

SITUAZIONE TITOLI ITALIANI

Da ultimo ma non per importanza, vorrei aggiornarti sui Titoli Italiani.
Come noto, i Titoli Italiani avevano perso attrattiva ed interesse e ad essi si preferivano Titoli internazionali di ogni genere (Interazionale, Mediterraneo, Continental, Latino, Youth ecc.).
Le ragioni risiedevano nella scarsezza delle borse e la poca rilevanza che gli allora responsabili federali davano a tale glorioso e prestigioso Titolo, ma in generale al Settore Pro, privilegiando il Settore Dilettantistico per ragioni personali (ruoli e legami con AIBA-IBA).

Da qualche anno, con la spinta del Presidente, siamo intervenuti:

1- innanzi tutto, dando applicazione all’art. 111 comma 1 del reg. Sett.Pro (Ogni pugile di nazionalità italiana ha la facoltà di misurarsi per un titolo internazionale - europeo e mondiale solo dopo aver combattuto per il titolo nazionale. con prestazione di sicura valenza);
2- abbiamo elevato il limite d’asta per i Titoli Italiani (ad € 8.000,00 come base di partenza);
3- abbiamo introdotto un premio in denaro oltre la borsa che viene conferito al Campione Italiano, grazie al Club Pro Italia (1.500/2.000 €);
4- abbiamo reperito uno sponsor Road to Glory che conferisce un premio di ulteriori € 2.000,00 al
Campione Italiano;
5- abbiamo introdotto le semifinali, con asta e importo di borsa minimo garantito, portando al Titolo Italiano Pugili che abbiano affrontato un altro Pugile Italiano prima di cimentarsi con esso;
6- abbiamo introdotto le classifiche dei Pugili 1 e 2 serie basate su parametri oggettivi che consentono di avere sfide per il Titolo Italiano equilibrate e dal risultato incerto.
7- abbiamo istituito un apposito Torneo per i Pugili 3 serie che consente loro di disputare incontri tra Italiano e lo abbiamo sovvenzionato (borse e pagamento AA/GG).
Ebbene, tutto ciò ha prodotto quanto segue:ù
a- il Titolo Italiano è ambitissimo e, ad oggi, tutti i Pugili vogliono disputarlo;
b- le sfide sono spesso avvincenti e di valore;
c- in 13 categorie di peso su 14, ivi compresi i Pesi Mosca ed i Pesi Massimi, vi è il Campione
Italiano e nell’unica in cui non c’è (i pesi piuma) è già fissata la sfida per il Titolo.
Circostanza che non si verificava da tempo immemore e che ci rende orgoglio e soddisfatti, inoltre, in molte categorie l’incontro per il Titolo si disputa due o anche tre volte all’anno.
Infine, anche per le categorie di peso femminili abbiamo molte Campionesse Italiane e un buon numero di Pugili Pro tesserate oltre 50 di cui ben 35 inserite nelle classifiche, rispetto alle 8 che abbiamo trovato.
Da ultimo, segnalo che siamo arrivati alla soglia dei 90.000 tesserati dei quali una parte sorprendentemente numerosa di giovanissimi e di donne.
Lascio a chi vuole le valutazioni anche critiche, ma che siano veritiere e non mere interpretazioni detrattive, tanto per fare politica o per piangersi addosso o, peggio, per rancori o frustrazioni personali.

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