Fabio Wardley torna ad accendere la rivalità con Daniel Dubois e lo fa con parole durissime in vista della rivincita del 17 ottobre a Londra. Il peso massimo britannico, sconfitto nel loro ultimo incrocio quando Dubois è diventato campione WBO dei massimi, è convinto di aver corretto gli errori tattici che gli sono costati il titolo e l’imbattibilità. Il messaggio è chiaro: niente verdetto dei giudici, l’obiettivo è chiudere il match prima del limite.
L’ultima immagine lasciata dal loro primo confronto è stata quella di Wardley al tappeto, fermato all’11° round da un Dubois cresciuto alla distanza. Eppure, il copione del combattimento era sembrato diverso nelle fasi iniziali. Wardley aveva sorpreso il rivale fin dai primi secondi, mandandolo giù nel round d’apertura e mettendolo nuovamente in grave difficoltà nel terzo assalto. In quei momenti, il match sembrava a un passo dal cambiare totalmente direzione.
Proprio da quella prestazione, però, Wardley sostiene di aver ricavato le indicazioni più importanti. Alla vigilia del rematch londinese, l’ex campione ha spiegato di voler tornare alla sua natura di pugile aggressivo e risolutivo, uno che costruisce la propria carriera chiudendo i conti prima del suono finale. Secondo la sua previsione, Dubois non arriverà oltre il primo quarto di gara: per Wardley, la sfida finirà entro le prime quattro riprese.
Il britannico ha ribadito il concetto anche nelle dichiarazioni pre-combattimento, sottolineando come nel primo match avesse già trovato le chiavi giuste per fare male al rivale. L’idea del suo team sarà quella di analizzare nel dettaglio i momenti favorevoli del primo incontro, studiare ancora meglio Dubois dal punto di vista stilistico e ripresentare una versione più lucida e concreta nei frangenti decisivi.
Dal punto di vista tecnico, il primo confronto ha mostrato due facce molto diverse della stessa battaglia. Nei round iniziali Wardley è apparso in controllo, rapido nel trovare il tempo e abbastanza preciso da piegare le gambe al futuro campione. Dubois, però, ha saputo reagire con sangue freddo, migliorando il movimento del capo, variando maggiormente i colpi e usando i round centrali per recuperare energie e fiducia. Con il passare delle riprese, il ritmo di Wardley è calato sensibilmente, i movimenti sono diventati più pesanti e i colpi meno brillanti.
È stato proprio lì che l’inerzia è cambiata. Dall’ottavo round in avanti Dubois ha cominciato a prendere il sopravvento, fino a completare la rimonta e chiudere i conti nell’11° assalto. Un epilogo che oggi pesa anche nelle quote: Wardley si presenta infatti come netto sfavorito, indicato da molti come underdog 4 a 1 contro il campione WBO dei pesi massimi.
Per ribaltare il pronostico, Wardley dovrà evitare di farsi trascinare in una battaglia di pura potenza a media distanza, terreno sul quale Dubois sa essere estremamente pericoloso. La chiave, semmai, sarà controllare distanza e ritmo, costringendo il campione a combattere all’indietro e impedendogli di piazzare il colpo pesante che nel primo incontro ha cambiato tutto.
La rivincita del 17 ottobre promette dunque un nuovo capitolo ad altissima tensione tra due pesi massimi che si conoscono ormai a fondo. Da una parte c’è Dubois, forte del titolo, del successo nel primo match e dei favori del pronostico. Dall’altra c’è un Wardley convinto di poter riscrivere la storia con una partenza feroce e una chiusura rapida. Se le sue parole saranno confermate sul ring, Londra potrebbe assistere a uno dei rematch più esplosivi dell’autunno pugilistico.




