Una volta si aspettava la fine del match, o della serata, e il maestro andava dall’organizzatore a ritirare la busta con la relativa borsa. Non diventavi ricco, certo. Ma c’era la fierezza di poter dire: “Questo me lo sono guadagnato” un compenso per i tuoi sacrifici. E, se non ricordo male, esisteva anche un tariffario sancito da regolamento, in base alle fasce d’età.
Chiamatela borsa, rimborso, contributo o come volete. Il nome conta poco. Il punto è che oggi sembra quasi un’utopia pensare che un ragazzo, alla fine di una serata, possa ricevere qualcosa per essere salito sul ring e possa tornare a casa dicendo: “Questo me lo sono guadagnato”.
Prima era qualcosa di sporadico: “Ti faccio combattere i ragazzi”. Poi è arrivato il Covid: “Non ci sono soldi, dobbiamo pagare i tamponi”. Oggi, troppo spesso, la risposta sembra essere sempre la stessa: “Non ci sono soldi, ci ho rimesso”.
Se ci rimetti una volta due tre poi viene da solo fermarsi ….oppure è lecito pensare altro!!!
Personalmente credo che il rimborso al pugile debba essere previsto e tutelato da un regolamento. E, se vogliamo fare le cose seriamente, anche il lavoro del maestro dovrebbe avere una tutela regolamentare.
Perché una domanda me la sono sempre fatta: magari i soldi per la ring girl ci sono, per il fumo, le luci strafighe, gli annunciatori, i videomaker, gli effetti speciali, i “tricche tracche” e le bombe a mano… tutto bellissimo. Ma poi al ragazzo che ha combattuto cosa rimane? Una pacca sulla spalla?
Provate, per una volta, a dare la pacca sulla spalla a tutto il contorno. E vediamo quanti sono disposti a venire comunque.
Perché se non si comincia dal dilettantismo, mettendo regole chiare e dignità anche economica a chi sale sul ring, poi diventa difficile pretendere che qualcosa possa davvero cambiare quando si arriva al professionismo.
#pugilato, #boxeitaliana, #pugilatoitaliano, #dilettanti, #boxing
Una volta si aspettava la fine del match, o della serata, e il maestro andava dall’orga...
Una volta si aspettava la fine del match, o della serata, e il maestro andava dall’organizzatore a ritirare la busta con la relativa borsa. Non diventavi ricco, certo. Ma c’era la fierezza di poter dire: “Questo me lo so

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