Fury-Joshua - Il grande derby britannico torna al centro della scena, ma questa volta a dividere i protagonisti non è il ring bensì il contratto. Nelle ultime ore Tyson Fury ha infatti sollevato nuovi dubbi sulla possibilità che il tanto atteso confronto dei pesi massimi possa andare in scena a novembre, sostenendo che Anthony Joshua e il suo entourage avrebbero chiesto più soldi. Parole pesanti, accompagnate da accuse altrettanto dure nei confronti del rivale e del suo team, che Fury ha definito “codardi”. La risposta di Eddie Hearn, promoter di Anthony Joshua, non si è fatta attendere ed è stata decisamente diversa. Secondo Hearn, infatti, non esisterebbe alcun reale pericolo per il combattimento perché il contratto sarebbe già stato firmato. Il manager britannico ha spiegato che entrambe le parti sarebbero ormai vincolate all’accordo e che l’unico modo per impedire la realizzazione dell’incontro sarebbe una violazione degli obblighi contrattuali. “Abbiamo firmato il contratto, stiamo aspettando una data. Avete visto Tyson Fury urlare e gridare, ma non c’è nulla per cui urlare e gridare: il combattimento è fatto”, ha dichiarato Hearn a DAZN. Una posizione molto netta, soprattutto considerando che proprio Fury aveva dipinto la situazione come seriamente compromessa. Il contrasto tra le due versioni alimenta inevitabilmente l’attesa intorno a quello che potrebbe essere uno dei più grandi eventi della boxe mondiale degli ultimi anni. Fury e Joshua stanno discutendo da tempo la possibilità di affrontarsi nel mese di novembre e, secondo le ipotesi attualmente sul tavolo, il teatro dell’attesissimo confronto potrebbe essere la leggendaria Madison Square Garden di New York. Sarebbe un appuntamento dal significato enorme per la boxe britannica e internazionale, perché metterebbe finalmente uno contro l’altro due dei più importanti pesi massimi della loro generazione. Da una parte Tyson Fury, ex campione mondiale imbattuto per gran parte della propria carriera e protagonista di una delle più grandi rivalità della boxe moderna contro Deontay Wilder. Dall’altra Anthony Joshua, ex campione unificato dei pesi massimi e uno dei pugili britannici più importanti dell’era moderna. Il problema, però, riguarda anche la sede dell’incontro. Hearn ha spiegato che il contratto originale prevedeva che il combattimento si disputasse nel Regno Unito. Gli organizzatori sauditi di Sela, invece, starebbero spingendo per trasferire l’evento negli Stati Uniti. Una possibilità che potrebbe modificare alcuni degli accordi iniziali e che rappresenta uno dei punti ancora da definire. Hearn non ha nascosto la propria preferenza: il team Joshua sarebbe favorevole a rispettare l’idea originaria di disputare il match in Gran Bretagna, ma sarebbe disposto a prendere in considerazione gli Stati Uniti qualora venissero rispettate determinate condizioni. “Sappiamo che tutti e il loro cane coinvolti nel combattimento vogliono farlo in America. Noi no”, ha spiegato Hearn, ribadendo che il suo team ha comunicato a Sela e agli organizzatori quali sarebbero i termini necessari per rendere possibile lo spostamento negli Stati Uniti. Il riferimento a New York e alla Madison Square Garden rende comunque lo scenario americano particolarmente suggestivo. Un Fury-Joshua nella più famosa arena della Grande Mela avrebbe un enorme valore commerciale e mediatico e potrebbe trasformare il confronto in uno degli eventi pugilistici più importanti dell’anno. Ma la storia di questo combattimento è fatta anche di occasioni mancate. Fury e Joshua avevano già provato a trovare un accordo nel 2021, quando sembrava finalmente arrivato il momento di mettere fine alle discussioni e organizzare il derby britannico. Quell’ipotesi, però, saltò dopo che un giudice statunitense stabilì che Fury avrebbe dovuto affrontare Deontay Wilder nel terzo capitolo della loro rivalità. Il combattimento contro Wilder divenne quindi prioritario e il progetto Fury-Joshua venne nuovamente rimandato. A distanza di anni, i due pugili sono ancora una volta vicinissimi a condividere il ring. Ed è proprio questo il motivo per cui ogni dichiarazione, ogni messaggio sui social e ogni parola dei rispettivi team viene analizzata con estrema attenzione. Fury sostiene che ci siano problemi economici e che Joshua stia chiedendo più denaro. Hearn, al contrario, assicura che il contratto è firmato e che nessuno può semplicemente tirarsi indietro. La situazione, quindi, appare molto meno drammatica di quanto lasciato intendere dalle parole di Fury. Il vero nodo sembra essere soprattutto la definizione della sede e degli ultimi dettagli organizzativi. Se le parti riusciranno a rispettare gli accordi sottoscritti, Fury-Joshua potrebbe finalmente diventare realtà nel novembre 2026. Per gli appassionati sarebbe la fine di una lunga attesa. Due campioni britannici, due carriere straordinarie e una sfida che il pubblico della boxe attende da anni. Per ora Tyson Fury continua a lanciare segnali di guerra, mentre Eddie Hearn invita alla calma e assicura che il combattimento è già stato formalizzato. Il prossimo capitolo di questa interminabile saga sarà probabilmente decisivo. Perché questa volta, almeno secondo Hearn, Fury-Joshua non è più soltanto un sogno: è un combattimento già firmato.
Fury-Joshua, Hearn: il combattimento si farà a novembre
Eddie Hearn rassicura sul match Fury-Joshua: il contratto è firmato. Restano da definire data e sede, con New York tra le ipotesi.
Redazione··4 min di lettura

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