PUGILATO.TV
Pugilato Estero

Heather Hardy fa causa per il rematch con Amanda Serrano: chi autorizzò il match?

Heather Hardy chiede oltre 10 milioni di dollari dopo il rematch con Amanda Serrano, sostenendo che il match le abbia causato un danno cerebrale permanente.

Redazione··3 min di lettura
Heather Hardy Lawsuit Questions Who Approved Serrano Rematch

Heather Hardy fa causa e punta il dito contro chi avrebbe autorizzato il suo rematch del 2023 con Amanda Serrano, un incontro che secondo l’ex campionessa dei pesi piuma le avrebbe provocato un danno cerebrale permanente, ponendo fine alla sua carriera. La pugile statunitense chiede oltre 10 milioni di dollari di risarcimento a Jake Paul, Most Valuable Promotions, Bryce Holden e Holden Boxing.

La notizia, rilanciata da Uncrowned su Yahoo Sports, ruota attorno a una domanda centrale: chi aveva davvero la responsabilità di mandare Hardy sul ring in quella rivincita dell’agosto 2023? Secondo l’azione legale, i convenuti “sapevano, o avrebbero dovuto sapere, che il match presentava un rischio straordinario e prevedibile di gravi danni neurologici” per la pugile.

Nel ricorso si sostiene che Holden Boxing fosse il promotore ufficialmente autorizzato dell’evento, ma che Most Valuable Promotions abbia contribuito in modo sostanziale all’organizzazione e abbia tratto beneficio economico dal match, pur senza ricoprire formalmente il ruolo regolamentare principale. È proprio su questa distinzione tra responsabilità formale e responsabilità sostanziale che potrebbe giocarsi una parte decisiva della causa.

Hardy afferma inoltre che alcune persone del suo entourage, incluso il suo storico promotore Lou DiBella, fossero contrarie al rematch per motivi di sicurezza. Un elemento che, se confermato, rafforzerebbe la tesi secondo cui c’erano timori concreti già prima del suono della prima campana.

Il quadro sportivo, del resto, era già pesantemente segnato dal primo confronto tra le due pugili. Nel 2019 Amanda Serrano aveva battuto Heather Hardy in maniera netta. Nella rivincita del 2023, i numeri di CompuBox hanno certificato la durezza del combattimento: Serrano mise a segno 242 colpi potenti nell’arco di dieci riprese da due minuti. Hardy non ha più combattuto da allora.

Secondo la pugile, i primi problemi seri alla vista sarebbero emersi all’inizio del 2024, mentre si stava preparando per un incontro di bare knuckle boxing. Nel procedimento giudiziario, Hardy collega i successivi sintomi neurologici proprio al rematch con Serrano. Tuttavia, sul piano legale, il semplice dato statistico dei colpi subiti non basta da solo a dimostrare con certezza quando e come si sia verificata una specifica lesione.

Ed è questo uno dei punti chiave del caso. Il pugilato, per sua natura, è uno sport ad alto rischio, e un match a senso unico non costituisce automaticamente una prova di negligenza. Per ottenere ragione in tribunale, Hardy dovrà dimostrare che i soggetti coinvolti conoscessero o dovessero conoscere le sue condizioni prima dell’incontro, quale fosse il loro effettivo ruolo nell’organizzazione del match e se esista un nesso probatorio solido tra quella rivincita e la disabilità denunciata.

Le accuse sono gravi e coinvolgono nomi di primo piano del boxing business moderno, a partire da Jake Paul e dalla sua Most Valuable Promotions. Ma, almeno per ora, si tratta di contestazioni che non sono ancora state verificate in aula. Saranno le risposte dei convenuti e soprattutto le prove prodotte nel processo a stabilire se la versione di Hardy reggerà all’esame del tribunale.

Pubblicità

Leggi anche