Far conoscere il pugilato significa, prima di tutto, far conoscere le storie vere che si nascondono dietro questo sport. Storie di riscatto, di sofferenza, di fragilità trasformate in forza, di malessere diventato benzina per rialzarsi e provare a essere uomini migliori.
Amici, con Rontani stiamo cercando, in qualche modo, di mostrare che il pugilato è molto più lontano di quanto si possa immaginare da quella descrizione di violenza alla quale viene troppo spesso associato nelle pagine della cronaca. Perché basta entrare in una palestra, viverla davvero, ascoltare chi la frequenta, per scoprire migliaia di storie autentiche, difficili, complicate. Storie di persone che combattono ogni giorno battaglie ben più grandi di quelle che vediamo sul ring. E molte di quelle facce sono di sofferenza vera!
Ma attenzione: non accetto che il pugilato venga raccontato soltanto attraverso questa narrazione. Va bene la dimensione umana, va bene il riscatto, va bene il racconto cinematografico di chi trova nella boxe una seconda possibilità. Tutto questo è importante, bellissimo e necessario. Ma non può diventare l'unica chiave di lettura.
Il pugilato non è soltanto un concetto filosofico, una metafora della vita o una storia capace di commuovere. Il pugilato è anche tecnica, sacrificio, talento, vittorie, sconfitte, campioni, medaglie e battaglie combattute sul ring. È ciò che un atleta riesce a dimostrare quando suona il gong e non ci sono più parole a proteggerlo.
Sarebbe un delitto dimenticarlo. Sarebbe ingiusto nei confronti di campioni, mi vengono in mentecosi al volo mentre scrivo: Duran,Cammarelle, Stecca, Oliva, Benvenuti, Magnesi, Forte, il nostro D'Ortenzi, Etinosa, Silva, Branco, Zoff,Marsili, Signani,Di Silvio,Valentino, Fragomeni, Aurino Casamonica Parisi e tantissimi altri che meriterebbero pagine intere, non una semplice citazione.
Questi campioni non hanno bisogno che qualcuno inventi una storia intorno a loro: la loro storia è già scritta nelle battaglie che hanno combattuto, nei traguardi raggiunti e in tutto ciò che hanno dimostrato sul ring. Le loro vicende personali aggiungono profondità, emozione e umanità, ma sono la splendida cornice di un quadro che ha già un valore immenso.
Raccontiamo, quindi, l'uomo che c'è dietro il pugile. Ma non dimentichiamo mai il pugile che quell'uomo è diventato.
Perché il pugilato merita di essere raccontato in tutta la sua complessità: nella sua umanità, certo, ma anche nella sua grandezza sportiva. Solo così potremo restituirgli la dignità che merita.
Pugilato, non solo storie di riscatto: al centro tornano tecnica e campioni
Rontani chiede di raccontare il pugilato nella sua complessità: la sofferenza umana accanto al sacrificio, alle vittorie e alle sconfitte sul ring.
Redazione··2 min di lettura

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