Jaime Munguia si prepara ad affrontare Nikita Zon a Riyadh il 31 ottobre, mentre Bektemir Melikuziev è ancora in attesa che la WBA applichi le proprie regole e chiarisca quando potrà disputare la sua opportunità per il titolo. Secondo quanto riportato, il pugile uzbeko ha rifiutato un compenso per farsi da parte: voleva ottenere sul ring la chance che ritiene di essersi meritato. Ora, però, rischia di subire proprio il rinvio che aveva scelto di non accettare in cambio di denaro.
La vicenda si intreccia con le immagini degli allenamenti di Munguia diffuse da Box Azteca. Il messicano sta completando la preparazione insieme al suo allenatore Eddy Reynoso e si avvicina alla data del rientro. Dall’altra parte, il numero uno dei contendenti non ha ancora indicazioni concrete su quando potrà combattere per la cintura.
La WBA aveva ordinato la difesa obbligatoria
Il 21 settembre la WBA aveva ordinato a Munguia di affrontare Melikuziev, fissando al 21 ottobre il termine entro cui le due squadre avrebbero dovuto raggiungere un accordo. La federazione aveva inoltre ricordato che la finestra prevista per la difesa obbligatoria era scaduta il 30 agosto.
Dopo l’annuncio dell’incontro con Zon, la WBA aveva precisato di non aver approvato il match. Aveva confermato Melikuziev come primo sfidante e promesso una valutazione completa della situazione. Tuttavia, a fine ottobre non risultano decisioni pubbliche che autorizzino l’incontro di Riyadh, privino Munguia del titolo o avviino un’asta per i diritti organizzativi.
Il nodo dell’asta per i diritti
Il rifiuto di Melikuziev di accettare un compenso per farsi da parte rende ancora più delicata la gestione del caso: il pugile ha ribadito di puntare alla possibilità di conquistare il titolo, non a un rinvio concordato. Consentire a Munguia di proseguire verso un altro incontro senza condizioni chiare rischia di lasciare il contendente obbligatorio in attesa, senza una garanzia concreta sulla propria occasione.
Il mancato rispetto della scadenza del 21 ottobre non comportava automaticamente la revoca della cintura. L’ordine iniziale, però, prevedeva il ricorso a un’asta qualora le trattative non fossero andate a buon fine. La procedura, quindi, era già indicata: la WBA potrebbe avviarla per stabilire chi organizzerà la difesa obbligatoria.
Un altro incontro può allungare l’attesa
La sfida con Zon aggiunge possibili incognite. Un taglio inaspettato o un recupero più lungo del previsto potrebbero spostare ulteriormente il confronto con Melikuziev e alimentare altri ritardi. Si tratta di rischi legati al fatto che Munguia combatterà prima di affrontare il primo sfidante, mentre la situazione regolamentare resta senza una decisione ufficiale.
Per Melikuziev, la posta in gioco è la possibilità di trasformare il proprio status di contendente numero uno in una chance effettiva per il titolo. Per Munguia, invece, il match di Riyadh rappresenta il prossimo impegno annunciato, ma resta da chiarire come si concilierà con l’ordine della WBA.




