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Jermell Charlo: i rivali lo temono dopo tre anni fuori

Jermell Charlo torna contro Brock Jarvis il 12 dicembre dopo tre anni: accusa i rivali di aver paura, ma deve ritrovare credibilità.

Redazione··3 min di lettura
Jermell Charlo Says Rivals Fear Him After Three Years Out

Jermell Charlo sostiene che la paura stia tenendo lontani i principali rivali della sua categoria. Tuttavia, dopo tre anni di assenza dal ring, i contendenti hanno molte ragioni per guardare altrove. A 36 anni, l’ex campione indiscusso dei superwelter, la categoria dei 154 libbre, dovrà prima dimostrare di essere ancora competitivo prima di attribuire ogni chiamata ignorata al semplice timore degli avversari.

Charlo tornerà il prossimo mese contro Brock Jarvis, il 12 dicembre, interrompendo un lungo periodo lontano dalla boxe iniziato dopo la sconfitta contro Canelo Alvarez. Il match rappresenterà quindi un passaggio importante per valutare la sua condizione e capire quale spazio possa ancora occupare nella divisione.

Nell’annunciare l’incontro, Charlo ha attaccato i cosiddetti top fighter: «Apprezzo il fatto che Brock Jarvis si sia fatto avanti, perché molti di questi presunti uomini di vertice hanno avuto paura. Usano il mio nome per ottenere visibilità, ma diventano silenziosi quando arriva il momento di firmare sulla linea tratteggiata».

Nel pugilato ai massimi livelli, però, i combattenti cercano soprattutto due cose: cinture o borse molto elevate. Al momento Charlo non possiede titoli, non ha il sostegno di una rete televisiva capace di garantire grandi incassi e non offre una continuità recente che renda semplice costruire un evento attorno a lui.

Per questo, definire la situazione soltanto come paura può apparire più come una strategia di comunicazione che come una spiegazione completa. La sua ultima fase di carriera ha subito un duro colpo dopo la prestazione contro Canelo, combattuta per dodici riprese senza riuscire a cercare concretamente la vittoria. Agli occhi del resto dell’ambiente, affrontarlo oggi potrebbe non valere i rischi e le complicazioni di una lunga trattativa.

La lunga inattività pesa anche sul valore sportivo del ritorno. In qualunque professione, allontanarsi dal lavoro per tre anni solleva interrogativi su motivazioni, disciplina e affidabilità. Se un dirigente tornasse in azienda dopo un simile periodo chiedendo lo stesso stipendio e lo stesso ufficio del 2022, le domande sarebbero inevitabili: dove è stato, perché è sparito e sarebbe pronto ad andarsene di nuovo alla prima difficoltà?

Nella boxe, restare attivi è parte integrante del mestiere. Mentre Charlo era fermo, il resto della divisione dei superwelter ha continuato ad allenarsi, disputare incontri, affrontare duri camp e aumentare il proprio valore commerciale. La sua assenza può quindi aver trasmesso l’idea che sia disposto a tornare soltanto davanti a un’offerta particolarmente ricca e semplice da accettare.

Anche dal punto di vista promozionale, nessuno vuole bloccare il calendario per sei mesi cercando un accordo con un pugile che ritiene ancora di meritare il compenso da campione indiscusso. Charlo ha combattuto per anni esclusivamente in pay-per-view su Showtime e ha incassato una borsa enorme contro Canelo. Dopo un guadagno di quel livello, è difficile per molti pugili accettare, tre anni più tardi, una riduzione economica legata alla realtà attuale.

Se un atleta attivo come Vergil Ortiz, Jaron Ennis o Sebastian Fundora accettasse di discutere un incontro, il team di Charlo potrebbe chiedere la parte più consistente della borsa basandosi soprattutto sui risultati ottenuti quattro o cinque anni fa. È improbabile che un organizzatore voglia sostenere costi elevati per un pugile la cui immagine ha subito un calo significativo dopo il match con Canelo.

Resta poi il tema dell’affidabilità fisica, forse il principale ostacolo al suo rilancio. Per un atleta sulla metà dei trent’anni, fermo da tre anni, affrontare un camp di preparazione di otto-dieci settimane rappresenta un rischio considerevole per qualsiasi avversario e promotore.

Un precedente esiste già: alla fine del 2022 Charlo si ruppe una mano e si ritirò dall’incontro inizialmente previsto contro Tim Tszyu. Da quel momento è iniziato l’attuale ciclo di inattività. Un avversario che firmasse il contratto dovrebbe investire, secondo il testo originale, 80.000 dollari nei partner di sparring, fissare la sede e avviare il tour promozionale. Se Charlo si facesse male durante la sesta settimana di preparazione, l’intero evento potrebbe saltare.

Per i contendenti moderni, perdere metà anno del proprio periodo migliore aspettando che il corpo di un pugile più anziano regga la preparazione è un rischio difficile da accettare. Il confronto con Brock Jarvis del 12 dicembre dirà quindi se Charlo è ancora in grado di rilanciare la propria carriera e di trasformare le accuse ai rivali in una nuova opportunità sportiva.

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