PUGILATO.TV
Pugilato Estero

Eddie Hearn spinge per Joe Cordina nel mondiale del sottoclou Fury vs Joshua

Eddie Hearn vuole Joe Cordina in un match mondiale nel sottoclou di Fury vs Joshua a Cardiff: possibile sfida con Abdullah Mason o Shakur Stevenson.

Redazione··3 min di lettura
Eddie Hearn Names The UK Fighter He Wants In A World Title Fight On Fury vs Joshua Undercard

Eddie Hearn vuole vedere Joe Cordina protagonista in un match mondiale nel ricco sottoclou di Fury vs Joshua, l’evento che promette di riscrivere la storia recente del pugilato britannico. Il promotore di Matchroom Boxing ha indicato con chiarezza il nome del gallese come candidato ideale per una sfida di altissimo profilo nella serata in programma al Principality Stadium di Cardiff.

Il confronto tra Anthony Joshua e Tyson Fury rappresenta uno degli appuntamenti più attesi di sempre nel boxing del Regno Unito. Dopo anni di trattative, rinvii e dichiarazioni incrociate, i due ex campioni del mondo dei pesi massimi sono pronti a incrociare i guantoni in una cornice imponente, con un sottoclou destinato ad attirare grande attenzione mediatica.

Joshua, peraltro, conosce molto bene il Principality Stadium. Proprio a Cardiff nel 2017 fermò Carlos Takam al decimo round difendendo le cinture WBA e IBF, mentre nel 2018 superò Joseph Parker ai punti, aggiungendo anche la cintura WBO al proprio palmarès. Un legame con l’impianto che rende ancora più simbolico il ritorno in una sede già importante per la sua carriera.

Parlando ai canali di Matchroom Boxing, Hearn ha spiegato quale sarebbe, a suo giudizio, l’incrocio perfetto da inserire nella card: Joe Cordina contro Abdullah Mason. Un match già preso in considerazione nei mesi scorsi e che il promoter considera ideale per dare ulteriore peso internazionale alla riunione. Hearn ha anche aperto a un’altra opzione di grande richiamo, sostenendo che Cordina sarebbe pronto anche per affrontare Shakur Stevenson.

Il messaggio del promoter è stato diretto: per lui Cordina merita una chance importante davanti al pubblico di casa. Il pugile gallese, due volte campione del mondo, avrebbe infatti il profilo perfetto per esaltare il pubblico di Cardiff e aggiungere una forte componente locale a una serata già destinata a registrare numeri eccezionali.

Cordina ha costruito una carriera di grande solidità, affermandosi come due volte campione mondiale dei superpiuma. Ha detenuto il titolo IBF tra il 2022 e il 2024, fino alla sconfitta contro Anthony Cacace, un passaggio che ne ha interrotto il regno ma non le ambizioni ai massimi livelli. Da allora il britannico ha reagito con due vittorie ai punti contro Jaret Gonzalez Quiroz e Gabriel Flores Jr, conquistando la cintura WBO International dei pesi leggeri.

Il suo nome era già stato accostato a un altro scenario di primissimo piano: una sfida contro il campione WBC dei leggeri Shakur Stevenson, prevista per ottobre 2024. Quel match, però, saltò dopo il ritiro di Stevenson a causa di un infortunio alla mano. Proprio per questo, l’idea di riportare Cordina in un contesto mondiale sul palcoscenico di Fury vs Joshua appare oggi ancora più significativa.

Per Hearn, inserire Cordina nel sottoclou non sarebbe soltanto una scelta tecnica o commerciale, ma anche narrativa: un campione gallese che combatte a Cardiff nella notte del più grande evento britannico degli ultimi anni. Una combinazione che potrebbe aumentare il valore complessivo della card e offrire a Cordina l’occasione di rilanciarsi definitivamente sulla scena iridata.

Pubblicità

Leggi anche

Mexican Boxer Arturo Lobito Torres Dies At 26 After Brain Injury Following Stoppage LossPugilato Estero

Arturo Lobito Torres morto a 26 anni dopo un grave trauma cerebrale subito in seguito alla sconfitta per stop contro Gilberto García a Mexicali. Il pugilato messicano è in lutto per la scomparsa del boxer, rimasto per diversi giorni in coma dopo il match del 19 settembre. Secondo quanto riportato da diversi media messicani, tra cui RÉCORD e Fightnews, Arturo Lobito Torres era stato ricoverato d’urgenza dopo il combattimento disputato al Parque Vicente Guerrero di Mexicali, in Baja California. L’incontro era stato interrotto al settimo round dall’arbitro, dopo che Torres aveva incassato una serie di colpi pesanti contro Gilberto “Torito” García. Subito dopo lo stop, il pugile è crollato sul ring davanti agli spettatori. I sanitari sono intervenuti immediatamente, prima del trasferimento all’Hospital General de Mexicali. Le ricostruzioni pubblicate in Messico parlano di un arrivo in ospedale in stato di incoscienza, accompagnato da convulsioni, e della successiva scoperta di un coagulo di sangue al cervello. Torres è stato quindi sottoposto a un delicato intervento chirurgico ed è rimasto in coma farmacologico per diversi giorni, mentre familiari, amici e l’intera comunità pugilistica locale attendevano aggiornamenti sulle sue condizioni. In un primo momento, come riferito dal fratello Ángel Torres, l’operazione era stata considerata riuscita. Tuttavia, il quadro clinico è rimasto estremamente critico fino alla notizia del decesso, arrivata poche ore dopo. Il match del 19 settembre faceva parte di una riunione locale a Mexicali. Fightnews indicava per Torres un record di 15 vittorie, 6 sconfitte e 3 pareggi, con 6 successi prima del limite, mentre García si presentava con un bilancio di 7-3, anch’egli con 6 KO. La sconfitta di Torres è stata registrata come stop nel settimo round. Nei giorni del ricovero, la solidarietà attorno al pugile era cresciuta sensibilmente. La Liga de Boxeo Amateur de Mexicali aveva anche organizzato un evento benefico per aiutare la famiglia a sostenere le spese mediche. Un gesto che racconta bene il legame tra Torres e il movimento pugilistico della sua città, oggi profondamente colpito dalla tragedia. Arturo Lobito Torres aveva costruito gran parte della sua carriera tra Mexicali e Sonora dopo il debutto da professionista nel 2018. Nel corso del suo cammino aveva conquistato anche titoli regionali FECOMBOX nei pesi gallo e nei pesi piuma, confermandosi come un nome conosciuto nel circuito locale messicano. La sua morte riaccende inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza nel pugilato. Ogni caso presenta dinamiche diverse, ma episodi come questo riportano l’attenzione sui rischi estremi di uno sport in cui il confine tra competizione e dramma può diventare sottilissimo. Nel caso di Torres, la sequenza ricostruita dai media è purtroppo chiara: lo stop al settimo round, il crollo sul ring, il ricovero d’urgenza, l’operazione al cervello, il coma e infine la conferma della morte a soli 26 anni. Al momento della pubblicazione non risultano diffusi un rapporto medico ufficiale completo o un documento della commissione pugilistica competente. Per questo motivo, la ricostruzione resta basata sulle informazioni riportate dalla stampa messicana. Resta però il dolore per la perdita di un giovane pugile e il cordoglio di una comunità che si era stretta attorno a lui fino all’ultimo.

Arturo Lobito Torres è morto a 26 anni dopo un trauma cerebrale riportato nel match con Gilberto García a Mexicali. Il pugilato messicano è in lutto.

Redazione · 26 set 2026 · 3 min