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Keyshawn Davis evita la domanda sui 6 milioni

Davis dice di aver firmato ad agosto per affrontare Hitchins, che attribuisce lo stop alla richiesta di 6 milioni. Le cifre della trattativa restano senza chiarimenti.

Redazione··3 min di lettura
Keyshawn Davis Ducks $6 Million Question After Richardson Hitchins Says Fight Is Off

Keyshawn Davis ha respinto le accuse di aver chiesto una borsa troppo alta per affrontare Richardson Hitchins, ma non ha chiarito il punto centrale della disputa: la presunta richiesta di 6 milioni di dollari. Davis sostiene di aver firmato un contratto per il match ad agosto e ribadisce che Hitchins è l’avversario che vuole affrontare nel prossimo incontro. La sua replica, però, non entra nel merito delle cifre che, secondo il rivale, avrebbero fatto saltare l’accordo.

Hitchins sostiene che la trattativa sia saltata per la borsa

La polemica è esplosa il 23 ottobre, quando Hitchins ha dichiarato sui social che il combattimento era annullato. Nel suo messaggio ha affermato di aver accettato la sfida da quasi due mesi e di aver atteso a lungo una risposta, prima di scoprire che Davis avrebbe chiesto 6 milioni di dollari. Hitchins ha anche contestato l’entità della cifra, sostenendo che il rivale non avrebbe mai incassato più di un milione in carriera.

«Keyshawn si è fatto prezzare fuori dal combattimento con me. Come ho detto, avevo accettato da quasi due mesi e mi chiedevo quale fosse il problema. Poi ho scoperto che chiedeva 6 milioni per affrontarmi. E non ha mai guadagnato più di un milione nella boxe. Incontro annullato: è un pagliaccio».

Davis ha risposto concentrandosi soprattutto sul proprio coraggio e sul passato olimpico, per respingere le insinuazioni secondo cui avrebbe paura dei rivali. Una replica che affronta i dubbi sulla sua disponibilità a combattere, ma non spiega perché i negoziati tra due pugili che si chiamano pubblicamente in causa siano arrivati a un punto morto.

Il contratto firmato ad agosto e i messaggi tra i pugili

Davis ha raccontato di aver contattato Hitchins in privato ad agosto, prima di iniziare le interviste, per chiedergli se avesse firmato il contratto. Secondo il suo resoconto, Hitchins avrebbe risposto che gli aspetti commerciali sarebbero stati sistemati a breve. Davis sostiene di aver firmato la propria documentazione, ma afferma di non aver ricevuto conferma che anche Hitchins avesse completato la procedura.

«Ad agosto, prima ancora di cominciare a fare interviste, gli ho scritto in privato: “Le firme ci sono. Hai firmato il tuo contratto?”. Mi ha risposto: “Gli affari si sistemeranno presto”. Ora dice che ho chiesto una cifra troppo alta. Non mi ha mai fatto sapere di aver firmato».

Se la conversazione è avvenuta nei termini riferiti da Davis, la sua versione colloca la firma del proprio contratto prima della polemica pubblica e mette in discussione la ricostruzione di Hitchins. Resta però da capire che cosa prevedesse quel documento: Davis non ha indicato la borsa richiesta, eventuali clausole o le condizioni proposte all’altra parte. Aver firmato un contratto, da solo, non dimostra che i termini fossero accettabili per entrambi i team.

Davis ha anche ipotizzato che Hitchins non abbia mai firmato e ha collegato questa possibilità alle successive dichiarazioni del rivale su Brian Norman. Si tratta, tuttavia, di una supposizione: Davis può riferire la propria posizione nella trattativa, ma non verificare quella dell’altra parte. Da parte sua, Hitchins ha indicato nella richiesta economica la ragione della rottura, senza che nel testo siano riportate cifre o documenti a sostegno della versione completa dei negoziati.

La sfida pubblica non chiarisce i termini economici

Entrambi i pugili affermano di volere il confronto, ma la volontà di salire sul ring non risolve la distanza sulle condizioni economiche. Davis ha il diritto di chiedere una borsa che ritiene adeguata; per smentire in modo definitivo l’accusa di aver fatto saltare l’incontro servirebbero però dettagli sulla sua richiesta, sulla controproposta del promotore e sullo stato effettivo dell’offerta. La carriera olimpica può rafforzare la sua immagine sportiva, ma non chiarisce i conti della trattativa.

Nel suo intervento Davis ha citato più volte anche Devin Haney, respingendo le accuse di timore nei confronti dei rivali senza però aggiungere elementi concreti sui negoziati con Hitchins. Un’altra trattativa interrotta rischia di alimentare le critiche, mentre dichiararsi pronto a combattere non basta a stabilire chi abbia ragione sulla borsa.

«Voglio che il mio prossimo incontro sia contro di te. Non voglio affrontare nessun altro», ha detto Davis rivolgendosi direttamente a Hitchins.

Il pugile ha poi invitato i tifosi a intervenire nei commenti e a spingere il rivale ad accettare la sfida. Portare la disputa davanti al pubblico può aumentare la pressione su Hitchins, ma lascia ai fan il compito di attribuire le responsabilità senza poter consultare i contratti.

La firma di agosto è il dato concreto indicato da Davis; resta da verificare se le condizioni riportate nel documento confermino la sua versione sulla borsa. Finché non chiarirà le cifre e i termini dell’accordo, la sua replica mantiene alto il tono della polemica, ma non risolve il nodo finanziario che ha bloccato il match.

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