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Manny Pacquiao rivela il pugile con il mento migliore mai affrontato: «Antonio Margarito, fu una guerra brutale»

Pacquiao indica Antonio Margarito come l’avversario con il mento migliore mai affrontato: «Fu una guerra brutale».

Redazione··2 min di lettura
Manny Pacquiao Names The Fighter He Faced With The Best Chin: It Was Brutal

Manny Pacquiao ha indicato Antonio Margarito come l’avversario con il mento migliore mai affrontato in carriera, riaprendo il libro dei ricordi su uno dei combattimenti più duri della sua straordinaria parabola nel pugilato mondiale.

Il fuoriclasse filippino, considerato uno dei più grandi pugili della sua generazione, ha costruito una carriera irripetibile culminata con la conquista di titoli mondiali in otto categorie di peso, dai pesi mosca fino ai superwelter. Tra gli anni 2000 e 2010, Pacquiao si è imposto come una superstar pound-for-pound grazie a successi di enorme prestigio contro campioni del calibro di Juan Manuel Marquez, Ricky Hatton, Miguel Cotto e Oscar De La Hoya.

A 47 anni, Pacquiao continua a far parlare di sé. Nel luglio dello scorso anno è tornato a sorpresa sul ring, chiudendo con un pareggio a maggioranza contro l’ex campione mondiale WBC dei pesi welter Mario Barrios. Un risultato che gli ha impedito di diventare il più anziano campione del mondo welter della storia, ma che ha confermato ancora una volta il suo richiamo mediatico e la sua competitività.

In un’intervista concessa a The Ring Magazine, Pacquiao ha ripercorso i momenti più significativi della sua carriera e, senza esitazioni, ha fatto il nome del rivale che più di tutti lo impressionò per capacità di assorbire i colpi: Antonio Margarito.

«Antonio Margarito. Quella lotta fu una guerra. Fu brutale. Gli tirai addosso di tutto e lui non solo incassava, ma tornava ancora avanti. Incredibile», ha raccontato Pacquiao.

Il riferimento è al match disputato nel novembre 2010, una sfida rimasta impressa nella memoria degli appassionati. In quella notte, Pacquiao ebbe la meglio sul messicano-americano al termine di un confronto durissimo, conquistando il titolo vacante WBC dei superwelter e diventando il primo pugile nella storia a vincere titoli mondiali in otto diverse divisioni.

Fu una prestazione dominante e allo stesso tempo logorante, perché Margarito continuò a resistere ai colpi del filippino ben oltre quanto molti si aspettassero. La sua capacità di reggere l’urto, pur in una sconfitta netta, è evidentemente rimasta impressa nella memoria di Pacquiao più di quella di qualsiasi altro avversario affrontato sul ring.

Margarito ha chiuso la carriera con un record di 41 vittorie in 50 incontri, ma il suo nome resta legato anche alla controversia sui bendaggi irregolari emersa prima del match contro Shane Mosley. Un episodio che segnò profondamente la percezione pubblica del pugile e che precedette la sconfitta per stop al nono round proprio contro Mosley.

Le parole di Pacquiao aggiungono così un ulteriore tassello alla leggenda della sua carriera: quella di un campione capace di affrontare avversari di altissimo livello in più epoche e categorie di peso, riconoscendo oggi in Margarito l’uomo più difficile da scuotere tra tutti quelli incrociati sul suo cammino.

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