Mayweather Crawford è uno di quei confronti impossibili che continuano ad alimentare discussioni tra appassionati e addetti ai lavori: due campioni imbattuti, due carriere costruite sull’eccellenza tecnica e una domanda destinata a restare senza risposta sul ring. A provare a immaginare come sarebbe andata una sfida tra Floyd Mayweather Jr. e Terence Crawford, entrambi nel pieno della forma, è stato Jeff Mayweather, zio ed ex allenatore di Floyd.
Floyd Mayweather ha chiuso la carriera professionistica con un record perfetto di 50 vittorie e 0 sconfitte, conquistando titoli mondiali in cinque categorie di peso e battendo avversari del calibro di Oscar De La Hoya, Manny Pacquiao, Canelo Alvarez, Miguel Cotto e tanti altri. Un percorso che lo ha trasformato in uno dei pugili più vincenti, discussi e studiati dell’era moderna.
Dall’altra parte, Terence “Bud” Crawford ha lasciato il pugilato da imbattuto dopo 42 incontri da professionista, con una reputazione consolidata da campione totale. Secondo quanto riportato, Crawford si è ritirato lo scorso anno dopo essere diventato il primo campione indiscusso del dopoguerra in tre divisioni di peso, chiudendo idealmente il cerchio con la vittoria più prestigiosa della sua carriera contro Canelo Alvarez.
Intervistato da Sean Zittel, Jeff Mayweather ha riconosciuto apertamente la grandezza di Crawford, pur spiegando che, in un ipotetico incrocio al massimo delle rispettive capacità, avrebbe comunque puntato sul nipote.
«È uno di quei combattimenti in cui probabilmente i tifosi si dividerebbero esattamente a metà», ha detto Jeff Mayweather. «Naturalmente sceglierei mio nipote, ma Terence Crawford è un grandissimo pugile».
Il giudizio di Jeff non si limita al valore sportivo. L’ex trainer ha infatti sottolineato anche la stima personale nei confronti di Crawford, considerato un esempio per atteggiamento e personalità fuori dal ring.
«Non mi piace solo come pugile, mi piace anche come persona. Mi piace il modo in cui si comporta, ciò che rappresenta e i valori che porta con sé. Ci sono tante cose che apprezzo di Terence Crawford».
Entrando nel merito tecnico, Jeff Mayweather ha però indicato una differenza sostanziale tra i due: Crawford, a suo avviso, sarebbe stato probabilmente il colpitore più potente, ma Floyd avrebbe avuto dalla sua una capacità difensiva e un’elusività superiori.
«Se il match si fosse fatto e Floyd fosse stato nel suo prime, penso che Floyd lo avrebbe battuto», ha spiegato il 62enne. «Secondo me Terence combatte e viene colpito parecchio. Io non ho mai visto un incontro in cui Floyd venisse colpito tanto».
Poi la frase destinata a far discutere: «Terence Crawford era un puncher migliore di Floyd, credo. Quindi è un combattimento che uno dei due avrebbe potuto vincere, ma io scelgo mio nipote!».
Il confronto stilistico sarebbe stato affascinante. Mayweather, maestro del controllo della distanza, della difesa di spalla e dell’adattamento round dopo round, contro Crawford, mancino naturale capace di cambiare guardia, aumentare la pressione e trovare colpi pesanti con entrambi i pugni. Due intelligenze pugilistiche fuori scala, ma con filosofie diverse: Floyd orientato alla neutralizzazione dell’avversario, Bud più incline a prendersi rischi per chiudere il match.
Le parole di Jeff arrivano in un momento in cui il nome di Crawford è tornato al centro delle voci di mercato. Negli ultimi giorni si è parlato con insistenza di un possibile ritorno sul ring del campione di Omaha, con molti tifosi desiderosi di vederlo affrontare Jaron “Boots” Ennis, attuale campione mondiale unificato dei superwelter.
Un eventuale rientro di Crawford, oggi 39enne, avrebbe un peso enorme sul panorama internazionale, soprattutto se legato a un avversario giovane, potente e in grande ascesa come Ennis. Per ora, però, il duello con Mayweather resta materia da dibattito: un fantasy fight tra due imbattuti che, anche senza essersi mai concretizzato, continua a dividere il mondo della boxe.




