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I mondiali ombra IBA nonostante i premi milionari

I mondiali ombra IBA, nonostante i premi milionari, sono una scatola vuota. Gli elogi di Umar Kremlev a Golovkin il presidente della World Boxing. Che riconosce Russia e Bielorussia a pieno titolo!

Redazione··7 min di lettura
I mondiali ombra IBA nonostante i premi milionari

Se la storia di Pinocchio di collodiana memoria, avesse riscontro tra gli umani, il “padrone” dell’IBA avrebbe seri problemi ad entrare ed uscire da porte normali. Mi riferisco a Umar Kremlev il presidente dell’ente dal 2020, che in quell’anno era ancora AIBA acronimo nato nel 1946. Nel dicembre 2021, al congresso straordinario AIBA a Losanna, presenti 107 delegati in rappresentanza delle 204 nazioni aderenti, dopo 75 anni, la gloriosa sigla usciva di scena, sostituita dalla più sbrigativa ed emblematica IBA (International Boxing Association), indicando la precisa volontà di Kremlev a unificare dilettanti e professionisti in un unico ente. Con l’ambizione di imitare e magari superare WBC, WBO, WBA, IBF e IBO per citare le sigle più importanti. L’operazione non solo fallì, ma accorciò la strada verso l’espulsione dal CIO, che ritenne la sua politica incompatibile con le regole del Comitato Internazionale Olimpico. In primis il rapporto con Gazprom, l’azienda parastatale russa, con partecipazione di Putin, attiva nel commercio del gas, ma anche in grado di fornire truppe mercenarie, in particolare ai dittatori dell’area subsahariana. Oltre alla gestione patrimoniale molto opaca e al rifiuto di far conoscere il reale rapporto con l’azienda russa, che porta nelle casse dell’IBA la bella cifra di 50 milioni di dollari ogni anno. L’IBA era già fuori dall’alveo olimpico dal 2021, ma la definitiva uscita porta la data del 19 aprile 2024, quando la Corte Arbitrale dello Sport (CAS) ha respinto l’appello dell’ente, estromettendo in via definitiva l’IBA dal CIO. Questo, mentre il 13 maggio 2023, l’olandese Boris Van der Vorst fondava la World Boxing, col chiaro scopo di sostituire l’IBA per riportare un ente a rappresentare il pugilato nel CIO. L’inizio difficoltoso, trovava i soliti noti, che profetizzavano il funerale della W.B. Si sbagliavano. Mese dopo mese le nazioni lasciavano l’IBA per entrare nella World Boxing. Giunta oggi vicino a quota 200. Il 26 gennaio 2026 il CIO accordava il riconoscimento provvisorio alla sigla a rappresentare il pugilato ai Giochi. A marzo il Comitato Olimpico concedeva in via definitiva il ruolo. Dopo la decisione del CIO, l’ente di Umar si svuotava sistematicamente fino a dover rinunciare quest’anno ai campionati continentali e ai vari tornei che in passato organizzava. L’ultima fiammata nel 2024, quando riuscì ad allestire gli europei a Belgrado, ospitati dalla Serbia che ancora non si era iscritta alla WB. L’ente europeo (EUBC) che organizzava il torneo continentale dal lontano 1925, quest’anno ha alzato bandiera bianca, svuotata di nazioni. Nel contempo l’IBA si trova in difficoltà a spendere i 50 milioni di dollari che puntualmente versa Gazprom. Allestisce sfide tra i professionisti nell’area russa. Lo scorso anno i mondiali femminili sempre in Serbia e quelli maschili a dicembre a Ryad negli Emirati. Li ha inondati di milioni, ma quale valore hanno a livello politico? Manifestazioni anonime, strapagate, ignorate dal CIO. Sono solo i tornei continentali e mondiali della WB che assegnano i punteggi per le selezioni che portano a Los Angeles 2028. Kremlev ha detto l’ennesima bugia, affermando che il CIO ha riconosciuto alla WB un riconoscimento provvisorio. Il CIO ha indicato in via definitiva la World Boxing nel ruolo di unico ente che rappresenta il pugilato. Kremlev ha mentito, sapendo di mentire. D’altronde la situazione è ormai definitiva. Alla presentazione dei mondiali femminili del marzo 2025, l’IBA aveva previsto la presenza di 100 nazioni e mille atlete. Ai fatti ha dovuto invitare nazioni della WB per rendere la manifestazione accettabile. Nonostante l’apertura, i Paesi presenti risultarono solo 47 e 220 le atlete. Stanno concludendosi a Budva in Montenegro, gli europei U17 WB, ovvero giovani di 16 e 17 anni. Hanno aderito 40 nazioni e partecipato 501 atleti. Ogni commento è superfluo. I mondiali IBA 2026, erano già stati annunciati e risultavano riservati ai pugili facenti parte dell’IBA. Un mese dopo a Istanbul, riferiscono che sono aperti a tutti, evitando il ridicolo di un mondiale presenti Russia, Bielorussia e Korea del Nord, oltre a qualche nazione africana, invitate a spese dell’IBA. Pagheranno un milione di dollari a ciascun vincitore? Non è certo una sorpresa. Tutto compreso l’IBA sborserà 20 milioni per la manifestazione, neppure la metà di quanto riceve annualmente dalla Gazprom. Bella fatica! Per contro, il CIO ignorerà l’evento, tramutando la rassegna in una scatola vuota, nonostante che l’IBA l’abbia riempita di dollari. In aggiunta, molti di questi soldi finiranno nelle tasche di pugili della WB. Fanno sorridere le dichiarazioni del presidente dell’IBA, che dice: “Tutto ciò che l’IBA guadagna appartiene agli allenatori e agli atleti, perché grazie a loro che esiste la nostra casa internazionale della boxe”. Vado a sfogliare il dizionario Garzanti per capire il termine “guadagno”. Che dice “ricavare utile, profitto da un lavoro, ottenere un riconoscimento di meriti”. Quale lavoro ha svolto l’IBA per avere un guadagno di 50 milioni di dollari all’anno? Quale merito giustifica tale cifra? Se vogliamo dare un nome a questa sponsorizzazione, possiamo definirlo un regalo politico. Che a gioco lungo è risultato decisamente negativo, visto che l’IBA è stata espulsa dal CIO, perdendo un ruolo che vale ben più dei dollari che riceve. Come dire: il diavolo fa le pentole ma dimentica i coperchi. Su decisione della WB, Russia e Bielorussia sono rientrati ufficialmente nelle manifestazioni agonistiche con bandiera e inno nazionale. Un gesto che dovrebbe significare come lo sport va oltre gli aspetti politici. Non condivido questa apertura totale. Molto meglio hanno fatto quei paesi e le varie discipline che invitano Russia e Bielorussia senza lo sventolio della bandiera e l’inno, ma semplicemente quello del CIO. C’è poi la domanda in che posizione si trovano queste due nazioni che hanno invaso l’Ucraina, con i Giochi Olimpici. La decisione della World Boxing potrebbe anche essere un gesto calcolato, la qual cosa mi porta a pensare ad una non belligeranza con l’IBA. La politica è un drago a sette teste e non finisce mai di sorprendere. Fanno riflettere gli elogi sperticati di Umar Krmlev all’attuale presidente della Wolrd Boxing, il kazako Gennady Golovkin, un grande della boxe mondiale, sia da dilettante che da professionista. Argento ai Giochi di Atene 2004, iridato nel 2003. Nei pro, attivo fino al dal 2006 al 2022, campione del mondo medi nelle varie sigle, tre incontri con Saul Alvarez, un pari e due sconfitte, molto discutibili e mai accettate. Una boxe spettacolare e un comportamento sul ring e fuori sempre esemplare. Per la World Boxing una scelta indovinata, sia per la giovane età (44 anni) che per il prestigio del personaggio. Restano capire le scelte politiche della nuova sigla. Come le parole di Umar Klemlev sul presidente: “Gennady Golovkin è un atleta leggendario e ho un profondo rispetto per lui. Non c’è alcun conflitto e nessuna contrapposizione. Siamo aperti a qualsiasi opzione. Costruiremo il nostro calendario in modo che gli atleti siano liberi di partecipare a qualsiasi evento desiderino. La cosa più importante per noi è creare grandi condizioni per i pugili”. Usando il plurale lascia pensare che ci sia un accordo. Ma sarà proprio così? Come si concilieranno due campionati del mondo nello stesso anno e con sigle diverse? Forse Klemlev gioca sporco sapendo di non aver nulla perdere, essendo l’IBA ridotta a poche nazioni. Diversamente sarebbe il caso che il CIO chiarisse bene i limiti di questa “alleanza”. E i rischi che potrebbe comportare. Come sono lontani i tempi, era il gennaio 2025, con Kremlev che si rivolge a Ronald Trump, perchè intervenga presso il CIO per far rientrare l’IBA nell’alveo dei Giochi. Forse ricordando i trascorsi dell’attuale Presidente degli Stati Uniti, nel mondo della boxe, negli anni ’80, in particolare ad Atlantic City, la metropoli dove il presidente ha costruito l’80% dei grattacieli, operando con alcuni dei procuratori più noti e facendo combattere alcuni dei campioni in auge in quel periodo. Trump già allora operava a tutto campo, non solo nella boxe. Ricordo di essere stato inviato ad una riunione svoltasi appunto ad Atlantic City, il 16 ottobre 1987, protagonista Mike Tyson, che difese con successo le cinture IBF e WBC, spedendo Tyrrell Biggs che era imbattuto, KO al settimo round. Prendendosi a distanza di 3 anni, la rivincita sulla sconfitta subita in occasione dei trials nel 1984 per i Giochi di Los Angeles. Nell’occasione l’americano aveva vinto l’oro, superando in finale il nostro Francesco Damiani con un verdetto discutibile. Nel 1988 a Milano, entrambi professionisti, l’italiano battè Biggs, fermato al quinto round. Ultima ipotesi, fantasiosa, quindi da prendere con le molle. Visto che Trump interviene su tutto, potrebbe anche trattare col CIO la situazione dell’IBA e trovare la soluzione. Ripeto, solo una fantasia, che dovrebbe far sorridere. Giuliano Orlando

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