La ricostruzione di Moses Itauma dopo la devastante sconfitta subita il mese scorso contro Filip Hrgovic non sarà un compito facile. A dirlo è George Groves, ex campione del mondo dei supermedi, che conosce bene cosa significa rialzarsi dopo delle battute d'arresto: lui stesso seppe risalire la china dopo le sconfitte consecutive con Carl Froch e quella con Badou Jack, conquistando infine una cintura mondiale al quarto tentativo.
Itauma, 21 anni, era ampiamente favorito nella sfida con Hrgovic valida per il titolo mondiale IBF dei pesi massimi rimasto vacante. Il giovane talento britannico aveva dominato le prime riprese, prima di rimanere drammaticamente a secco di energie e di essere fermato nel corso del nono round.
Secondo Groves, però, il team di Itauma non deve rivoluzionare tutto. Potrebbero bastare alcuni aggiustamenti a uno stile noto per la sua natura esplosiva e aggressive. "Non è un compito facile, ma spero che non ci siano troppe cicatrici mentali e che possano tornare al lavoro senza cercare di reinventarlo", ha detto Groves a Sky Sports. "Bisogna mantenere quello che è, dandogli solo più comfort e fiducia nella gestione del ritmo del combattimento. Forse arriverà con l'età, quella resistenza che gli permetterà di essere molto più un pugile da dodici round che da tre round."
L'analisi dell'ex campione non lascia spazio a interpretazioni: "Al momento è un pugile da tre round. È la triste realtà. Non è nemmeno un pugile da sei round. Ho avuto l'impressione che stesse andando in riserva già dalla terza ripresa. È quel tipo di atleta, estremamente esplosivo, e quando tira i colpi ci mette il massimo dello sforzo. Ma questo svuota il motore. Probabilmente a volte non ha mai davvero dovuto lavorarci su. Dovrà diventare molto più efficiente nel suo lavoro".
Cosa riserva il futuro a Itauma? Groves ha le idee chiare: "Se dovessi ricostruire Moses Itauma, ovviamente lo farei scendere di livello, ma devo essere onesto: finora la sua gestione è stata ottima. Non condivido l'idea che il match con Hrgovic fosse un passo troppo lungo. Era il match giusto da fare, ed è stato elevato a titolo mondiale. Era logico elevarlo a sfida iridata, e con questo forse è arrivata un po' di pressione. Moses probabilmente pensava di aver finito Hrgovic, ma non era così, e ha premuto troppo il piede sull'acceleratore, finendo la benzina. Dovrà prendersene la responsabilità. Il suo team cambierà e si adatterà per risolvere il problema".
Groves ha concluso con una riflessione che la dice lunga sul momento vissuto dal giovane fenomeno dei massimi: "Il lavoro più difficile nel pugilato è probabilmente guidare la carriera di Itauma, perché è stato così bravo, così velocemente, così presto, così giovane". Ora la parola passa al suo angolo: l'obiettivo è trasformare un talento devastante in un pugile capace di gestire la distanza lunga del pugilato di vertice.




