Jaime Munguia ha superato Nikita Zon, ma la sua prestazione ha dato a Bektemir Melikuziev motivi concreti per guardare con fiducia alla prossima sfida. Il campione WBA dei supermedi ha vinto ai punti con verdetto unanime il 31 ottobre, ma ha rischiato seriamente di perdere il controllo del match durante il sesto round. Una difesa così vulnerabile potrebbe costargli cara contro lo sfidante obbligatorio.
Le ampie valutazioni dei giudici hanno mascherato quanto sia stata complicata la difesa volontaria contro Zon. Il pugile scelto come avversario ha colpito duramente Munguia, lo ha costretto a una fase di pura sopravvivenza e ha messo in evidenza diverse lacune difensive. Il messicano è apparso vulnerabile soprattutto quando è stato costretto a combattere sulle corde, una situazione che potrebbe diventare ancora più pericolosa contro un avversario abile nel lavorare al corpo.
La WBA indica Melikuziev come prossimo sfidante
Melikuziev, mancino come Zon, possiede infatti la potenza e lo stile necessari per sfruttare gli stessi varchi. Il pugile uzbeko è noto per i suoi ganci potenti alle costole e potrebbe trasformare ogni errore di Munguia in un attacco prolungato. Se il campione dovesse ripetere le difficoltà mostrate contro Zon, Bek avrebbe concrete possibilità di fermarlo.
Munguia aveva ottenuto il permesso di affrontare Zon al posto di Melikuziev. Bek ha accettato l'accordo per farsi da parte, mantenendo però intatto il proprio status di sfidante obbligatorio. Secondo le regole WBA, al termine del match contro Zon sarebbero dovute partire immediatamente le trattative o la procedura per le offerte alla cieca. Il prossimo incontro del campione, salvo un'autorizzazione speciale, deve quindi essere contro Melikuziev.
Le alternative per Munguia
La situazione lascia a Munguia margini di manovra molto ridotti. Un nuovo accordo per rimandare la sfida appare sostanzialmente escluso: Melikuziev ha accettato il primo passo indietro solo a condizione di ottenere la certezza della prossima opportunità mondiale. Il suo obiettivo è conquistare la cintura e conservare il proprio status, non ricevere un altro compenso per restare in attesa.
Anche una riunificazione appare poco realistica nell'immediato. Le altre cinture principali dei supermedi, categoria dei 168 libbre, sono già impegnate o collegate a incontri capaci di generare incassi molto più elevati. Solo un'offerta straordinaria potrebbe spingere la WBA a concedere un'eccezione alle proprie regole e permettere a Munguia di evitare temporaneamente il mandato.
Per il campione, la strada più semplice per sottrarsi al rischio sarebbe rinunciare alla cintura. Affrontare un combattimento dall'esito aperto, contro un avversario pericoloso come Melikuziev e per il compenso normalmente previsto da una difesa obbligatoria, potrebbe non essere considerato conveniente dal punto di vista economico. Lasciare il titolo consentirebbe a Munguia di proteggere la propria posizione sul mercato e di cercare avversari più sicuri e remunerativi senza la pressione dell'ente sanzionatore.
Una sfida favorevole a Melikuziev?
Se invece deciderà di conservare la cintura WBA, Munguia dovrà affrontare Bek nel prossimo incontro. Il confronto sembra favorire Melikuziev sotto diversi aspetti tattici. Zon ha già mostrato che Munguia può andare in difficoltà sotto pressione, mentre il mancino uzbeko aggiunge alla stessa impostazione la capacità di colpire con particolare violenza al corpo.
Munguia ha disputato 49 incontri da professionista, ma dovrà dimostrare un livello di disciplina e di movimento delle gambe superiore a quello visto contro Zon. Chiudersi sulle corde e aspettare che l'attacco avversario termini potrebbe non bastare contro Melikuziev. La prossima decisione del campione sarà quindi determinante per la sua carriera immediata: difendere la cintura contro lo sfidante obbligatorio oppure rinunciare al titolo per cercare un percorso diverso.




