Murat Gassiev è passato al contrattacco contro la WBA dopo le indiscrezioni secondo cui Anthony Joshua e Tyson Fury potrebbero combattere per il titolo WBA dei pesi massimi “super”. Il campione in carica ha contestato duramente l’ipotesi, sostenendo che né lui né il suo team siano stati consultati prima che emergessero le notizie su un possibile inserimento della cintura in palio nel previsto scontro di Cardiff dell’11 dicembre.
Il pugile russo, attualmente riconosciuto dalla WBA come campione dei pesi massimi, ha affidato il proprio sfogo ai social, rivendicando il percorso compiuto sul ring per conquistare e difendere la cintura. “Nessuno ha chiesto nulla a me o al mio team prima di questa decisione”, ha scritto Gassiev su Instagram. “Ho difeso questo titolo sul ring, non in un comunicato stampa”.
Il messaggio di Gassiev è stato netto anche sul piano sportivo: il campione si è detto pronto ad affrontare chiunque, da Fury a Joshua, senza esitazioni. Quello che non accetta è che il futuro di un titolo mondiale venga deciso “sulla carta” invece che tra le corde. Una presa di posizione che sottolinea tutta la frustrazione del suo entourage davanti a una situazione ritenuta poco chiara.
Secondo quanto riferito, i rappresentanti del pugile hanno presentato anche un’obiezione formale alla WBA, chiedendo spiegazioni immediate sui piani dell’ente. John Wirt, co-promoter e consulente legale di Gassiev, ha alzato ulteriormente i toni della contestazione: a suo dire, se qualcuno deve combattere per il titolo WBA super dei massimi, quel pugile è proprio Gassiev, campione regnante, e non due contendenti che al momento non detengono alcuna cintura mondiale.
Wirt ha evidenziato inoltre come una simile scelta consentirebbe ai numeri due e tre del ranking WBA, Fury e Joshua, di scavalcare sia il numero uno Jarrell Miller sia lo stesso campione in carica. Una decisione che il team Gassiev considera straordinaria e, per quanto ne sa, senza precedenti. Per questo è stata chiesta alla federazione una conferma o una smentita ufficiale delle indiscrezioni, insieme alle motivazioni regolamentari di un eventuale provvedimento.
Alla base della disputa ci sono infatti le voci secondo cui la WBA vorrebbe ripristinare la propria “super championship” in occasione di Joshua-Fury, nonostante Gassiev sia attualmente riconosciuto come titolare della cintura dei pesi massimi dell’organizzazione. Il russo aveva conquistato inizialmente il titolo secondario, spesso indicato come “regular”, battendo prima del limite Kubrat Pulev a Dubai lo scorso dicembre.
Successivamente, con Oleksandr Usyk che ha lasciato vacanti i propri titoli mondiali nel mese di giugno, Gassiev è rimasto l’unico campione WBA dei pesi massimi. Una posizione poi consolidata con la difesa vittoriosa contro Peter Kadiru nel mese di luglio. Proprio per questo, dal punto di vista del suo staff, qualsiasi ridefinizione dello status mondiale dovrebbe necessariamente passare attraverso il campione regnante.
Al momento, il team Gassiev sostiene di non aver ancora ricevuto alcun chiarimento ufficiale dalla WBA. La vicenda rischia quindi di trasformarsi in un nuovo caso politico all’interno della categoria regina, dove gli equilibri tra classifiche, titoli e grandi eventi restano spesso al centro delle polemiche. E mentre l’eventuale blockbuster tra Joshua e Fury continua ad alimentare l’interesse del pubblico, Gassiev chiede che il rispetto delle gerarchie sportive non venga sacrificato in nome dello spettacolo.




