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O'Shaquie Foster, Lomachenko e il futuro a 130 libbre

Foster punta al match obbligatorio con Suarez, mentre il possibile ritorno di Lomachenko a 130 libbre riapre gli scenari dei superpiuma.

Redazione··3 min di lettura
Boxing Mailbag: OShaquie Foster, Lomachenko return, more

O'Shaquie Foster si è rilanciato con una vittoria netta su Emanuel Navarrete e ora guarda ai prossimi impegni nella categoria dei superpiuma, dove si affacciano anche Charly Suarez, Anthony Cacace e Vasiliy Lomachenko. Nel nuovo appuntamento con la rubrica di domande e risposte sul pugilato, Scott Christ analizza i possibili scenari per Foster e il rientro di Lomachenko, oltre a discutere di Canelo Álvarez, Terence Crawford e altri temi.

Foster: Suarez è la tappa più probabile

Un lettore chiede quale possa essere il percorso più realistico per Foster dopo aver superato con autorità Navarrete. Tra gli avversari possibili ci sono Suarez, Cacace e Lomachenko, mentre il pugile ha manifestato l’ambizione di puntare a nomi più importanti come Shakur Stevenson e Devin Haney.

Per Christ, al momento la soluzione più probabile resta il match obbligatorio contro Charly Suarez. È un incontro interessante e, nonostante l’ottima prestazione contro Navarrete, potrebbe essere difficile per Foster ottenere in tempi brevi una sfida ancora più importante. Un’eccezione sarebbe un Lomachenko pronto a tornare subito a un livello molto alto la prossima primavera. In quel caso, Foster potrebbe anche valutare di lasciare una cintura per affrontarlo.

Canelo tra i grandi pugili messicani

Alla domanda su dove collocare Canelo Álvarez nella storia della boxe messicana, Christ risponde che il campione appartiene certamente al gruppo dei migliori, ma non ha superato Julio César Chávez e, a suo avviso, probabilmente non lo farà. La valutazione di un pugile, sostiene, non può basarsi soltanto sul numero di cinture e sui risultati elencati: conta anche chi è stato affrontato e il peso complessivo della carriera.

Christ ritiene che l’impatto culturale di Chávez, dentro e fuori dal ring in Messico, lo mantenga nettamente davanti a Canelo. Riconosce però che, adottando un criterio basato soprattutto sui risultati e sui traguardi, Álvarez può avere argomenti per essere considerato il più grande pugile messicano di sempre. Aggiunge che la sua prospettiva è quella di un osservatore esterno e che una persona messicana potrebbe essere più qualificata per rispondere.

Il ritorno di Lomachenko a 130 libbre

Lomachenko vuole tornare e puntare nuovamente al titolo indiscusso dei superpiuma. Christ considera basse le sue possibilità, pur ricordando che diventare campione indiscusso è un’impresa difficile per chiunque. Apprezza il talento tecnico e la qualità pugilistica dell’ucraino, ma osserva che non è mai stato un atleta imbattibile.

La categoria dei superpiuma, pari a 130 libbre, gli offrirebbe secondo Christ l’opportunità migliore, certamente più dei leggeri a 135 libbre. Lomachenko ha comunque saputo ottenere buoni risultati anche tra i leggeri, pur non essendo un peso leggero naturale. Restano da verificare le sue condizioni al rientro: quando tornerà, potrebbe essere passato circa tre anni dal suo ultimo incontro e avrà 39 anni a febbraio. Foster, sottolinea Christ, non è un campione di facciata né un avversario facile; anche al meglio, avrebbe potuto creare problemi a Lomachenko a 130 libbre. Se l’ucraino è ancora in forma e motivato, però, Christ è lieto che voglia riprovarci: una carriera pugilistica è breve e, se resta qualcosa da dimostrare, vale la pena tentare.

Olaniyan o Atang: una scelta ancora aperta

Chiamato a scegliere su quale prospetto investire tra Leo Atang e Adam Olaniyan, Christ indica Olaniyan, ma soltanto di misura. Considera entrambi pugili promettenti e molto giovani. È troppo presto per formulare previsioni sicure sul loro futuro: per ora, qualunque scelta resta una scommessa.

Un incontro impossibile: Fury contro Crawford

Alla domanda su quale grande pugile ridurrebbe per farlo affrontare un atleta di una categoria inferiore, Christ cita Tyson Fury contro Terence Crawford. Un altro lettore aveva già proposto lo scontro tra i due ucraini Lomachenko e Oleksandr Usyk, idea che Christ considera ottima.

La sfida tra Fury e Crawford sarebbe particolarmente curiosa per la differenza di stazza e per lo stile insolito del britannico. Crawford è ufficialmente ritirato, mentre Christ ironizza sul fatto che Fury potrebbe tornare ufficialmente a ritirarsi nel giro di un paio di mesi. Per immaginare l’incontro, Fury dovrebbe scendere a 147 o 154 libbre e misurare circa 6 piedi e 3 pollici. È uno scenario di fantasia, precisa l’autore, nel quale può stabilire liberamente le regole.

I titoli regionali e il sistema nordamericano

Un lettore osserva che gli organismi sanzionatori non sembrano impegnarsi davvero nel costruire in Nord America un sistema regionale di cinture e classifiche. I titoli NABA, NABF, NABO e USBA continuano a essere disputati, ma raramente sembrano offrire un percorso chiaro verso le opportunità più importanti.

Christ pensa che sia ormai tardi per convincere pugili e promoter statunitensi ad adottare un sistema regionale funzionale, simile a quelli presenti nel Regno Unito e in Giappone. In linea teorica, tuttavia, lo ritiene utile: darebbe ai migliori prospetti un percorso più leggibile e permetterebbe anche ai pugili destinati a fermarsi a quel livello di costruire carriere significative, con incontri equilibrati e interessanti. Servirebbe anche abituare nuovamente il pubblico a questo modello. Secondo Christ, la platea si è ridotta al punto che potrebbe essere possibile ripartire dagli appassionati rimasti e da chi si avvicinerà alla boxe conoscendo già il sistema.

Come Crawford è sfuggito ai radar

Un’altra domanda riguarda il modo in cui Terence Crawford sia rimasto a lungo lontano dai riflettori quando era ancora un prospetto, nonostante il talento e il fatto che sia cresciuto in un importante bacino pugilistico. Crawford non aveva alle spalle una carriera dilettantistica di grande rilievo ed era originario del Nebraska; Top Rank lo ingaggiò dopo la raccomandazione di Timothy Bradley.

Per Christ, la superiorità mostrata da Crawford contro Bradley si spiega anzitutto con il talento. La sorpresa del rivale potrebbe aver influito, ma Bradley non sarebbe comunque stato superiore a Bud. Christ precisa anche che Bradley era un pugile valido. A posteriori, trovare spiegazioni per il mancato riconoscimento precoce di un talento resta spesso difficile: accade che alcuni osservatori scoprano prospetti che altri non avevano individuato. È successo prima di Crawford, è successo con lui e succederà ancora.

Il pugile dell’anno: Foster in testa

Con ancora un paio di mesi da disputare nella stagione, Christ indica Foster come il suo favorito per il riconoscimento di Fighter of the Year. Daniel Dubois è tra i candidati, ma la prova di Foster contro Navarrete ha consolidato la sua candidatura. Christ definisce la sua una storia di rilancio notevole e sottolinea quanto sia diventato un pugile completo.

Foster entra anche, secondo Christ, tra i migliori dieci pugili pound for pound. La presenza potrebbe rivelarsi breve: la vittoria su Navarrete potrebbe rappresentare il punto più alto del suo percorso. Resta però una delle storie più significative della boxe dell’ultimo decennio, costruita senza clamore eccessivo: un pugile che non ha rinunciato, ha apportato cambiamenti ed è diventato la migliore versione di sé sul ring.

Canelo e la Hall of Fame

Christ considera Álvarez un sicuro futuro membro della Hall of Fame, anche nell’ipotesi estrema di una sconfitta per knockout in un round contro Mbilli. Il tema più delicato, aggiunge, è lo scandalo legato al doping, sul quale i tifosi continueranno a discutere. Secondo lui, però, nel mondo della boxe l’argomento non sembra suscitare un interesse concreto, nonostante le dichiarazioni di segno opposto.

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