Osleys Iglesias dovrà affrontare Malik Zinad in una difesa obbligatoria del titolo IBF dei supermedi. L’ordine arriva mentre Canelo Alvarez sta ancora valutando il prossimo avversario per un possibile ritorno a febbraio, complicando i piani per una sfida di unificazione a 168 libbre.
Il pugile cubano rappresentava già un’opzione esterna per Canelo, ma il possesso della cintura IBF lo aveva inserito legittimamente nella conversazione. Un eventuale confronto tra i due avrebbe avuto un peso importante nella categoria: Iglesias è infatti un campione riconosciuto e, secondo quanto riportato da Mike Coppinger, occupa il secondo posto nella classifica di The Ring dei supermedi.
L’ordine dell’IBF e il possibile scenario con Canelo
La federazione ha ufficialmente disposto l’incontro con Zinad. Coppinger ha riferito che The Ring ha ottenuto la lettera dell’IBF relativa alla difesa obbligatoria. Un eventuale match tra Canelo e Iglesias potrebbe inoltre assegnare il titolo di The Ring nella categoria dei 168 pound.
Una sfida con Iglesias offrirebbe a Canelo un valore sportivo concreto, non soltanto un altro incontro utile ad arricchire il calendario. L’unificazione dei titoli nei supermedi avrebbe infatti un significato preciso, soprattutto contro un mancino dotato di potenza e capace di rappresentare un pericolo reale.
L’ordine dell’IBF, tuttavia, non chiude definitivamente la porta a un possibile incontro tra Canelo e Iglesias. In assenza di una decisione ufficiale su un eventuale match di unificazione, sarebbe prematuro considerare il cubano già indisponibile. Per il momento, però, Iglesias è costretto a entrare in trattative con Zinad mentre Canelo continua a prendersi tempo per scegliere la propria prossima sfida.
Perché Zinad viene considerato un ostacolo inatteso
Il tempismo dell’ordine federale merita attenzione, ma non rappresenta una prova di eventuali manovre dietro le quinte. Iglesias aveva già poche possibilità di ottenere il cosiddetto biglietto d’oro della categoria, e ora si trova davanti a un ulteriore impegno obbligatorio.
Sulla carta, il confronto con Zinad appare particolarmente sbilanciato. Il trentaduenne ha una sola sconfitta in carriera, maturata nel giugno 2024 contro Dmitry Bivol. In quell’occasione Bivol lo fermò al sesto round in un incontro valido per il titolo dei mediomassimi.
La sconfitta contro un campione di livello assoluto come Bivol non rappresenta di per sé un disonore. Tuttavia, aver fallito a 175 libbre non sembra costituire una credenziale sufficiente per ottenere una sfida mondiale obbligatoria nella categoria dei supermedi.
Il record recente di Malik Zinad
Dopo il ko subito contro Bivol, Zinad ha raccolto due vittorie di rilancio contro Haris Dzindo e Ante Bilic. Secondo BoxRec, Dzindo è un cruiserweight inattivo. Bilic, invece, ha 43 anni, è classificato tra i supermedi e occupa il 285° posto nelle graduatorie di BoxRec.
Nessuno dei due successi offre quindi una motivazione convincente per pensare che Zinad possa mettere seriamente in difficoltà Iglesias. Le vittorie hanno migliorato il suo bilancio, ma non hanno dimostrato che il pugile meriti di trovarsi in prima fila per una chance iridata.
Iglesias può contare su una notevole potenza nei colpi singoli, su un jab mancino pungente e su un gancio destro poco leggibile e devastante. Sono caratteristiche che gli hanno permesso di eliminare con autorità avversari di seconda fascia. Il record di Zinad può apparire brillante a prima vista, ma l’analisi dei suoi ultimi incontri evidenzia soprattutto un percorso costruito contro opposizione ampiamente alla portata.
Una difesa obbligatoria che rallenta Iglesias
L’IBF ha pieno diritto di imporre le proprie difese obbligatorie. Allo stesso tempo, assegnare una chance mondiale a un pugile con un curriculum recente di questo livello richiede un esame attento, soprattutto quando l’ordine rischia di rallentare le trattative per il combattimento più importante della categoria.
Iglesias dovrà ora occuparsi di Zinad, mentre Canelo continua a valutare le alternative per il suo ritorno. Per il campione cubano, che punta a trasformare la cintura IBF in un’opportunità economicamente decisiva contro una delle principali stelle della boxe, essere fermato da una difesa obbligatoria poco attesa rappresenta uno scenario tutt’altro che favorevole.
Le prossime tappe dipenderanno dunque dai negoziati tra Iglesias e Zinad e dalle decisioni di Canelo sul proprio avversario. Finché non verrà formalizzato un accordo per l’unificazione, il campione IBF resterà coinvolto nel percorso imposto dalla federazione.




