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Il pugilato italiano è davvero finito? I numeri EBU raccontano un’altra storia

Dai titoli europei alle cinture Silver, 17 pugili italiani sono coinvolti nelle principali situazioni EBU tra uomini e donne.

Redazione··2 min di lettura
Il pugilato italiano è davvero finito? I numeri EBU raccontano un’altra storia

Il pugilato italiano è finito. Morto. Siamo alla fine. Siamo arrivati al punto di non ritorno. Quante volte lo abbiamo letto e sentito dire? E magari, chissà, forse è davvero così. Ma siccome a me piace andare a vedere cosa succede realmente, invece di fermarmi ai proclami, ho fatto una cosa molto semplice: sono andato a guardare i dati EBU del Vecchio Continente. Perché, se il pugilato italiano è davvero morto, qualcuno dovrebbe spiegarmi questi numeri. Partiamo dagli uomini. 18 settembre — Cristian Zara vs Salvatore Contino, titolo d’Europa dei pesi gallo. Un campione italiano contro uno sfidante italiano. Un derby tricolore per il titolo d’Europa. 9 ottobre — Francesco De Rosa vs Ionut Baluta, titolo europeo dei supergallo vacante. 21 novembre — Jon Fernandez vs Charlemagne Metonyekpon, titolo europeo dei superleggeri.Luca D’Ortenzi vs Craig Richards, con D’Ortenzi campione d’Europa dei mediomassimi. 21 novembre — Labinot Xhoxhaj vs Eduardo Giustini, titolo europeo dei massimi. E poi l’EBU Silver. 23 ottobre — Claudio Grande vs Alexandro Foglia, titolo Silver dei gallo vacante. 21 novembre — Alex De La Rosa vs Francesco Paparo, titolo Silver dei superpiuma vacante. Eros Seghetti è campione EBU Silver dei mediomassimi. E Jonathan Kogasso è campione EBU Silver dei cruiser. Fermiamoci qui. Nelle situazioni che abbiamo elencato ci sono 11 pugili italiani uomini. Di questi 11, Cristian Zara è campione d’Europa, Luca D’Ortenzi è campione d’Europa, mentre Seghetti e Kogasso sono campioni EBU Silver. E poi arrivano le donne. Tatiana Perez vs Silvia Bignami, titolo europeo. Aurora De Persio vs Marie Connan, titolo europeo vacante. Gloria Peritore vs Veronica Tosi, con Peritore campionessa d’Europa. Martina Righi vs Jessica Barry, con Righi campionessa d’Europa. E Bianca Maria Tessari, indicata come sfidante ufficiale per il titolo europeo vacante dei leggeri. Altre 6 italiane coinvolte nelle situazioni di titolo. E allora facciamoli questi conti. Tra uomini e donne, sono 17 pugili italiani direttamente coinvolti nelle situazioni EBU che ho elencato. Ora torniamo alla domanda iniziale. Il pugilato italiano è finito? Questa non è una celebrazione. Non significa che tutto vada bene. Non significa che non esistano problemi, che non ci siano carenze, che non servano nuovi talenti, maggiore visibilità, investimenti e soprattutto una strategia per il futuro. Ma una cosa è certa. Prima di celebrare il funerale del pugilato italiano, forse sarebbe il caso di guardare cosa sta succedendo fuori dai nostri confini. Perché mentre continuiamo a ripeterci che siamo finiti, nel Vecchio Continente ci sono italiani che difendono cinture, italiani che le conquistano, italiani che le inseguono e italiani che si affrontano tra loro per diventare campioni d’Europa. Quindi sì, continuiamo pure a dire che il pugilato italiano è morto. Ma almeno, prima di seppellirlo, guardiamo i dati. Perché forse il problema non è che il nostro pugilato sia morto. Forse è che abbiamo smesso di accorgerci quanto è ancora vivo.

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