Terence Crawford valuta Jaron Ennis con grande rispetto, ma senza arretrare di un centimetro. L’ex campione statunitense, ormai 38enne, ha ammesso che “Boots” possiede caratteristiche tecniche e atletiche in grado di creare problemi a chiunque, compreso lui, nel caso in cui i due dovessero davvero incrociare i guantoni in quello che sarebbe uno dei match più attesi del pugilato mondiale.
Crawford ha chiuso la sua straordinaria carriera lo scorso dicembre, salutando il ring da imbattuto e da campione capace di imporsi ai massimi livelli in più categorie di peso. Il successo che ha sancito definitivamente la grandezza del suo percorso è stato quello contro Canelo Alvarez a 168 libbre, risultato che gli ha permesso di diventare campione indiscusso in tre divisioni diverse. Un traguardo rarissimo, che lo ha proiettato accanto a nomi leggendari come Floyd Mayweather, Andre Ward e Joe Calzaghe tra i campioni ritiratisi senza sconfitte.
Eppure, nonostante abbia più volte ribadito di sentirsi pienamente appagato dal ritiro, Crawford non ha mai chiuso del tutto la porta a un clamoroso ritorno. E tra le opzioni più affascinanti c’è proprio una sfida con Jaron Ennis, pugile che continua a guadagnare credibilità e peso mediatico nel panorama internazionale.
Ennis, 29 anni, arriva da un convincente stop al settimo round contro Xander Zayas, vittoria con cui ha conquistato le cinture WBO e WBA dei super-welter. Il suo nome resta caldissimo anche in vista di un possibile match di unificazione contro il campione IBF Josh Kelly, mentre sullo sfondo rimane sempre viva l’idea di un confronto con Crawford. Per questo motivo, il super match continua ad alimentare discussioni tra tifosi e addetti ai lavori, anche se al momento non esiste ancora una certezza sulla sua effettiva realizzazione.
Parlando a Ring Champs, Crawford ha spiegato come dall’esterno Ennis sembri un avversario ricco di armi pericolose, ma ha anche sottolineato che la percezione cambia una volta saliti sul ring. Secondo “Bud”, molte qualità che sulla carta possono intimorire vengono poi ridimensionate dall’esperienza, dalla lucidità tattica e dalla capacità di leggere il combattimento durante l’azione.
Nel dettaglio, Crawford ha riconosciuto a Ennis mani rapide, buon tempismo nel contrattacco, ritmo elevato, combinazioni numerose, riflessi notevoli, oltre a gioventù e atletismo. Tutti elementi che, a suo giudizio, impongono attenzione nella preparazione di un eventuale scontro. Allo stesso tempo, però, l’ex campione ha lasciato intendere di non considerare ancora Ennis un pugile completo al punto da poterlo battere con certezza.
Il messaggio di Crawford è chiaro: rispetto assoluto per il talento di “Boots”, ma nessuna convinzione che quelle qualità sarebbero sufficienti per prevalere contro un fuoriclasse della sua esperienza. Una dichiarazione che aggiunge ulteriore pepe a una rivalità mai davvero esplosa sul ring, ma già molto viva nelle parole e nelle aspettative del pubblico.
Dal canto suo, Ennis continua a guardare avanti con ambizione. Oltre alla possibile unificazione con Kelly, il suo obiettivo dichiarato è arrivare fino al trono assoluto delle 154 libbre, scenario che lo porterebbe a mettere nel mirino anche il campione WBC Sebastian Fundora. In altre parole, il futuro della categoria potrebbe passare proprio dalle sue prossime mosse.
Che Crawford decida o meno di tornare, il suo giudizio su Ennis conferma una cosa: il giovane americano viene ormai considerato un protagonista di primo piano. E se il rientro dell’ex campione dovesse davvero materializzarsi, la sfida tra i due avrebbe tutto per trasformarsi in uno degli eventi più grandi del pugilato degli ultimi anni.




