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Roy Jones avverte Anthony Joshua: contro Tyson Fury serve il ko per vincere

Roy Jones vede ancora chance per Joshua, ma contro Tyson Fury serviranno adattamenti, difesa e soprattutto un knockout per ribaltare il pronostico.

Redazione··3 min di lettura
Roy Jones shares new Tyson Fury vs Anthony Joshua verdict ahead of announcement: He can hurt him

Il possibile super match tra Tyson Fury e Anthony Joshua torna a infiammare il dibattito nel pugilato mondiale, e stavolta a dire la sua è una voce autorevole come Roy Jones Jr. La leggenda americana è convinta che Joshua abbia ancora molto da offrire, ma per battere Tyson Fury dovrà cambiare approccio e trovare il modo di imporsi con potenza e lucidità tattica.

I due pesi massimi britannici sono attesi finalmente di fronte l’uno all’altro l’11 dicembre, con il Principality Stadium di Cardiff che al momento appare come la sede più probabile dell’evento. Nelle scorse settimane si era parlato con insistenza del Madison Square Garden di New York, ma le ultime indicazioni raccontano di un accordo per portare la sfida nel Regno Unito. Decisiva, in questo senso, sarebbe stata anche la volontà di Netflix e degli organizzatori sauditi di Sela di abbandonare l’ipotesi americana per allestire la riunione su suolo britannico.

A prescindere dalla location, Fury partirebbe con i favori del pronostico. Il "Gypsy King" arriva infatti dal successo per stop al settimo round contro Mariusz Wach nel mese di luglio, una vittoria che ha rafforzato ulteriormente la sua posizione agli occhi degli addetti ai lavori. Joshua, invece, nello stesso fine settimana ha sì chiuso i conti contro Kristian Prenga al secondo round, ma solo dopo essere passato attraverso due knockdown che hanno inevitabilmente riacceso dubbi sulla sua tenuta.

Proprio su questo punto si è soffermato Roy Jones Jr, che in un’intervista a Parimatch ha offerto una lettura molto chiara del confronto. Secondo l’ex campione pound-for-pound, Joshua resta perfettamente in grado di far male a Fury, ma per vincere non potrà permettersi una gara attendista o troppo tecnica.

Jones ha spiegato di voler capire se Joshua riuscirà a piazzare il colpo pesante capace di mandare knockout Fury, oppure se sarà Fury a mostrare ancora una volta la sua superiorità mentale e tattica, entrando nella testa dell’avversario e dominandolo con il jab, il movimento e la gestione della distanza. Per la leggenda americana, il punto decisivo è semplice: AJ deve vincere per ko.

Il ragionamento è netto. Se Fury dovesse riuscire a colpire Joshua nelle prime fasi del match, incrinandone fiducia e sicurezza, allora il britannico di Manchester avrebbe campo aperto per impostare un combattimento di controllo e boxare da lontano. In quel caso, la maggiore esperienza di Fury nella lettura del match potrebbe risultare determinante. Al contrario, se Joshua riuscisse a imporre subito la propria fisicità e a trovare la mano pesante, lo scenario cambierebbe radicalmente.

Jones, però, non boccia affatto l’ex campione del mondo unificato. Anzi, sostiene che Joshua abbia ancora "molto dentro", ma che il suo problema sia soprattutto nella preparazione agli scambi e nella fase difensiva. Secondo l’americano, AJ non viene preparato abbastanza, né sul piano fisico né su quello mentale, ad assorbire i colpi e a reagire in modo corretto sotto pressione. Se diventasse più attento difensivamente prima di lanciarsi all’attacco, spiega Jones, eviterebbe di esporsi a quelle bordate che negli ultimi anni ne hanno complicato le prestazioni.

Nel suo intervento c’è spazio anche per un riconoscimento al lavoro svolto da SugarHill Steward con Fury. Jones ritiene infatti che il tecnico abbia contribuito ad aumentare ulteriormente la pericolosità offensiva del campione britannico, aggiungendo più potenza a un pugile che già possedeva stazza, timing e intelligenza pugilistica fuori dal comune.

Intanto, anche il capitolo relativo al training camp di Joshua resta sotto osservazione. Il due volte campione del mondo aveva lavorato in precedenza con il team di Oleksandr Usyk, ma ora i segnali portano verso un possibile riavvicinamento a Ben Davison, ex head coach che potrebbe avere un ruolo importante nella preparazione di un incontro destinato a pesare moltissimo sul futuro della categoria dei pesi massimi.

In attesa dell’annuncio ufficiale, le parole di Roy Jones aggiungono ulteriore interesse a una sfida che il pubblico chiede da anni. Il messaggio è chiaro: se Joshua vorrà davvero superare Tyson Fury, non basterà reggere il ritmo o restare competitivo ai punti. Dovrà entrare nel match con l’idea di fare male, perché contro un Fury lucido e in controllo, le occasioni potrebbero essere poche e preziosissime.

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